Il metodo D’Hondt applicato alle circoscrizioni

“Vedo che questo post è uno l’unico che sa dare dati più precisi e che davvero ha saputo applicare il metodo d’Hondt. A questo proposito ti chiedo se potresti fare la stessa cosa distibuendo i seggi della Terza Circoscrizione; aspetto il tuo post e in attesa ti ringrazio anticipatamente”. Così, qualche giorno fa, Michele, nostro lettore del blog, che ringraziamo per le cortesi espressioni. Lo ripaghiamo della preferenza accordataci soddisfacendo la sua richiesta, ovviamente non limitatamente alla sola terza circoscrizioni, ma a tutti gli organismi cittadini del decentramento.
In effetti sui giornali locali sono circolate le più svariate interpretazioni di un metodo che è invece molto semplice da usare, in quanto diversamente dai metodi utilizzati in passato non mette in gioco “resti” e soprattutto non ha bisogno del calcolo di percentuali. Se un limite il metodo D’Hondt ha (ma non riguarda il calcolo in se stesso, piuttosto la filosofia matematica che sta alla sua base) è che il risultato del calcolo non fornisce una distribuzione dei seggi che corrisponde ad un proporzionale puro. Vengono in un certo senso premiate le liste maggiori.

COME FUNZIONA IL METODO D’HONDT
Ottemperiamo al desiderio di Michele, applicando il metodo D’Hondt ai risultati delle elezioni circoscrizionali, avvertendo, come sempre che si tratta dei dati pubblicati sul sito dell’ufficio elettorale del Comune, che precisa che si tratta di dati.
Nel caso delle elezioni circoscrizionali, diversamente da quanto succede per quelle comunali, si vota soltanto per l’elezione del consiglio (votando per la lista e/o esprimendo un voto di preferenza a favore del candidato di quella lista): non è prevista l’elezione diretta del presidente, e di conseguenza non c’è premio di maggioranza e neanche la possibilità di un voto disgiunto.
Il risultato è che l’attribuzione dei seggi avviene, attraverso appunto l’applicazione del metodo D’Hondt, in modo praticamente proporzionale.
Il risultato complessivo del voto alle circoscrizioni (che il Comune aveva ridotto da 6 a 3) ricalca sostanzialmente quello del risultato del primo turno. Con la conseguenza, mai verificatasi prima a Foggia, che con ogni probabilità i consigli circoscrizionali esprimeranno maggioranze diverse da quella comunale scaturita dal ballottaggio. Il che, a ben vedere, può essere per le circoscrizioni un vantaggio, in quanto potrebbe mettere i consigli nelle condizioni di esercitare il loro mandato scevri dai condizionamenti della politica.
Più precisamente, la maggioranza comunale (centrosinistra più centristi dell’Udc più Lucia Lambresa) che si è aggiudicata il ballottaggio, ha i numeri per esprimere il presidente soltanto in una circoscrizione su tre (la Nord). In un’altra (Sud) i numeri della maggioranza pendono decisamente a favore del centrodestra. Nell’altra, la circoscrizione Centro sarà determinante il comportamento del consigliere dell’Italia dei Valori.

DIFFICILI MAGGIORANZA OMOLOGHE
Fin qui l’aritmetica. Per quanto riguarda, invece, l’aspetto politico, si tratterà di vedere se i consigli circoscrizionali scimmiotteranno l’esempio (cattivo) che giunge dall’assise  maggiore o se, come tutti auspicano, riusciranno a svolgere un intelligente ruolo di pungolo, di stimolo e, perché no, di controllo sulla complessiva azione amministrativa del Comune.
Il rilancio delle circoscrizioni è uno dei tanti obiettivi programmatici annunciati ma mai realizzati dall’amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Orazio Ciliberti, che ha realizzato il suo capolavoro (negativo) proprio in conclusione del mandato. Mai come quest’anno le elezioni circoscrizionali si sono svolte in un clima di precarietà, con gli elettori che non conoscevano  i confini delle nuove realtà circoscrizionali, e non sapevano precisamente neanche per chi e per cosa andassero a votare. Il nuovo regolamento delle elezioni circoscrizionali non è stato per niente divulgato (non lo si trova neanche sul sito ufficiale del Comune, che riporta quello vecchio), ed altrettanto dicasi per le modifiche allo statuto comunale che hanno variato il numero delle circoscrizioni, cancellando il vecchio riferimento ai collegi provinciali (che nel capoluogo sono appunto sei). La solita sciatteria che non ha certamente contribuito a promuovere una più consapevole partecipazione al nuovo tipo di elezioni circoscrizionali.
Eppure si è trattato di elezioni di un certo spessore: ci sono candidati che hanno conquistato la bellezza di oltre 800 voti di preferenza, praticamente quanti ne servono per l’elezione a consigliere comunale. Ci sono forze politiche (come Sinistra per Foggia) che curiosamente hanno ottenuto alle elezioni circoscrizionali più voti di quanti non abbiano conquistato a quelle comunali, il che dovrebbe far porre ai responsabili della lista più di una riflessione (autocritica) sui meccanismi di individuazione e di selezione dei candidati al consiglio comunale.
Ma vediamo adesso la distribuzione dei seggi per ciascuno dei tre consigli circoscrizionali, così come risulta dall’applicazione del metodo D’Hondt  che, ricordiamo, si effettua dividendo progressivamente per due, tre, quattro, cinque, ecc. la cifra elettorale ottenuta da ciascuna lista. I quozienti così ottenuti vengono quindi allineati in una graduatoria decrescente, fino a raggiungere il numero totale dei seggi da attribuire. Più difficili da spiegarsi, comunque, che non da applicare concretamente. Ecco la graduatoria dei migliori quozienti per ciascun consiglio circoscrizionale.

I CIRCOSCRIZIONE NORD
1 – PDL 5.844 Antonio Tannoia
2 – PD 3.370 Lia Azzarone
3 – PDL 2.922 Antonio Pelullo
4 – UDC – 2.383 Matteo De Martino
5 – PS 2.266 Mino Di Chiara
6 – PDL 1.948 Salvatore De Martino
7 – PD – 1.685 Antonio Salvatore La Gatta
8 – PPDT 1.526 Antonio Salemme
9 – PDL 1.461 Michele Lipsi
10 – PF 1.284 Claudio Amorese
11 – UDC 1.192 Aniello Palmieri
12 – PDL 1.169 Francesco La Salandra
13 – PS 1.133 Domenico Padalino o Raffaele Giuva
14 -  PD 1.123 Luigi Riccio
15 – LLS – 1.070 Giustino Agostinone

Cinque seggi al Pdl, tre al Pd, due all’Udc e al Partito Socialista (PS), uno ciascuno a Prima Foggia (PF), Puglia prima di tutto (PPDT), Lucia Lambresa Sindaco. La maggioranza comunale scaturita dal ballottaggio ha 8 seggi sui 15 disponibili, ed è dunque possibile un accordo per eleggere un presidente omologo alla coalizione che sostiene il sindaco Gianni Mongelli.

II CIRCOSCRIZIONE CENTRO
1 – PDL 9.749 Daniele Capone
2 – PD 6.553 Mario Salcuni
3 – PDL 4.875 Antonello Rizzi
4 – PD 3.277 Raffaele Toscano
5 – PDL 3.250 Paolo Semeraro
6 – UDC 2.571 Silia De Lillo
7 – PDL 2.437 Davide Colucci
8 – PD 2.184 Vincenzo Moreo
9 – PPDT 2.177 – Fabio Conticelli
10 – IDV 2.100 – Laura Accarrino
11 – PF 1.975 – Luca Caposeno
12 – PDL 1.950 Vincenzo Maffei
13 – LLS 1.812 Michele Buccirosso
14 – PS 1.803 Michele Marchese
15 – PD 1.638 Giuseppe Camilletti
Cinque seggi al Pdl, quattro al Pd, uno ciascuno a Udc, Partito Socialista (PS), Italia dei Valori (IDV) Prima Foggia (PF), Puglia prima di tutto (PPDT), Lucia Lambresa Sindaco. Le due coalizioni qui sono appaiate: 7 seggi il quota alla coalizione di Mongelli, 7 in quota a quella di centrodestra. Qui sarà determinante il comportamento del consigliere dell’Italia dei Valori.

III CIRCOSCRIZIONE SUD
1 – PDL 6.242 Nicola Russo
2 – PD 3.382 Nicola Di Donato
3 – PDL 3.121 Michele Sepalone
4 – PDL 2.081 Giovanni Quarticelli
5 – UDC 2.018 Antonio Esposto
6 – IDV 1.788 Michele Anzivino
7 – PD 1.691Nicola Maria D’Ecclesia
8 – PDL 1.561 Michele Cantone
9 – PS 1.371 Raffaele Tardivo
10 – PF 1.363 Angelo Laquaglia
11 – PDL 1.248 Alessandra Saponaro
12 – LLS 1.179 Marco Daniele De Lillo
13 – PPDT 1.128 Michele Giannetta
14 – PDL 1.040 Vincenzo La Torre o Lucio Vinella
15 – UDC 1.009 Paolo Angelo Novelli

Sei seggi al Pdl, soltanto due al Pd, così come all’Udc, uno ciascuno a Partito Socialista (PS), Italia dei Valori (IDV) Prima Foggia (PF), Puglia prima di tutto (PPDT), Lucia Lambresa Sindaco (LLS). Qui il varo di una maggioranza omologa a quella comunale è praticamente impossibile. Il centrodestra hai numeri (8 seggi) per eleggersi da solo il Presidente del consiglio circoscrizionale. La coalizione Mongelli può contare soltanto su 6 seggi, poi c’è quello “vagante” dell’Italia dei Valori.
l’impressione è che, se Mongelli e la sua giunta sapranno finalmente valorizzare quel che è sopravvissuto del decentramento cittadino, dal mondo delle circoscrizioni potrebbero giungere non soltanto positivi contributi a migliorare la qualità della vita cittadina, soprattutto in periferia, ma anche stimoli positivi per il rinnovamento della politica.
Dopo tutto, visto che il nuovo consiglio comunale è praticamente la fotocopia di quello che l’ha preceduto (con tanti saluti alla “discontinuità” invocata da tutte le forze politiche) chissà che il tanto atteso “nuovo” della politica, non si annidi proprio tra le file dei tre consigli circoscrizionali cittadini.

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