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Foggia, alloggi popolari in vendita, ma solo agli inquilini

21 luglio 2009

case popolariArriva la svolta per la cartolarizzazione. Rifondazione Comunista movimenta il confronto programmatico in seno alla maggioranza comunale, confronto che, per la verità, è stato fino ad oggi di un profilo non eccelso. La nota del segretario del circolo Che Guevara del PRC, Giorgio Cislaghi, non si limita a commentare le vicende connesse alla formazione della nuova giunta (come riferiamo in un altro post) ma tocca anche un tema particolarmente avvertito dai ceti più deboli della popolazione: la cosiddetta “cartolarizzazione” degli immobili comunali, che porterà alla vendita di numerosi alloggi popolari di cui è proprietario il Comune di Foggia. Sono evidenti i rischi che correranno gli inquilini che non dispongono di danaro sufficiente per esercitare il diritto di prelazione: il pericolo è che si trovino da un giorno all’altra senza un tetto.
Ed è proprio questo il tema che Rifondazione Comunista pone quale elemento di concreta discontinuità rispetto all’amministrazione Ciliberti (che ha avviato la procedura della cartolarizzazione).
Secondo Cislaghi, la discontinuità dalla giunta precedente va marcata “non solo sulla composizione della giunta ma, in primo luogo, sulla politica perseguita che ha avuto nella delibera per la cartolarizzazione degli immobili comunali la sua più alta espressione: per sfondare i limiti di spesa e generare buchi di bilancio si propone la vendita delle case popolari con il metodo della cartolarizzazione.”
“Con quell’atto, deliberazione del consiglio comunale n. 72 del 5 luglio 2005, – prosegue il segretario cittadino del PRG – si afferma che le case popolari non sono in uso istituzionale e pertanto sono alienabili e che secondo la legge finanziaria 2005 il comune può eccedere i limiti di spesa per spese d’investimento nei limiti dei proventi derivanti alla vendita di immobili. Una vergogna si è compiuta, si è affermato che il sostegno ai più deboli, in questo caso assegnatari di alloggi popolari, si deve sacrificare agli interessi di chi ha prodotto un deficit comunale con investimenti che non hanno migliorato la qualità della vita, anzi.”
E qui Cislaghi aggiunge una succosa anticipazione di quel che potrebbe essere il programma di Mongelli da primo cittadino. Effettivamente, la strada della tanto criticata cartolarizzazione (che pare abbia prodotto proventi assai più esigui di quanto non fosse stato preventivato) potrebbe essere abbandonata: “d’accordo con il sindaco – afferma l’esponente comunista – abbiamo individuato nella vendita diretta degli alloggi agli inquilini locatari, con tutti i benefici possibili, la via da seguire respingendo ogni altra possibile soluzione. Quella delibera deve essere sostituita da un nuovo atto che, da un lato permetta agli inquilini che possono e vogliono l’acquisto della prima casa, dall’altro la regolarizzazione dei contratti di affitto individuando chi ha diritto al canone sociale e chi ha diritto a canoni agevolati, combattendo la morosità e garantendo la manutenzione degli stabili che, a quanto ci risulta, è stata carente”.
Idee chiare, concrete, che potrebbe rappresentare, effettivamente, una bella virata di rotta per la nuova amministrazione comunale, e dare il segno di una concreta ed “alta” discontinuità.

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