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Tra Pdci e Rifondazione finisce a pesci in faccia

28 luglio 2009

Insistiamo, e ci dispiace davvero per il Pdci foggiano che in altri tempi abbiamo apprezzato per il ruolo di stimolo e di critica svolto nel confronti dell’amministrazione comunale. Però, dopo l’atteggiamento oltranzista assunto dal Pdci nei confronti della giunta Mongelli, insistiamo: veterocomunisti,i comunisti italiani di Foggia che peggio di così non si potrebbe. La rottura tra Mongelli ed il Pdci è stata determinata dal fatto che il sindaco non ha accolto la “segnalazione” che i Comunisti Italiani gli avevano fatto per la  giunta. Mongelli aveva proposto un itinerario diverso, riservando ai partiti della sinistra cosiddetta radicale un posto nell’esecutivo, ma invitandoli a trovare un nome unitario.
Se è vero che il settarismo è un male antico della sinistra, il Pdci ne ha dato una prova eccelsa. Sinistra Democratica, Movimento per la Sinistra e perfino Rifondazione Comunista (che alle elezioni si era presentata proprio assieme al Pdci) avevano più o meno trovato un momento di sintesi nella individuazione di Rocco Laricchiuta. I Comunisti Italiani volevano invece un operaio, ovviamente tesserato Pdci.
Se le cose fossero rimaste ristrette nell’ambito di un’intesa non riuscita poco male. Invece il Pdci insiste, e volano parole grosse. A suonarsele di santa ragione sono proprio gli ex alleati, Rifondazione Comunista e ovviamente il Pdci.
Il nuovo casus belli è determinato dal giudizio positivo espresso dal segretario del circolo PRC di Foggia, Giorgio Cislaghi, verso la nuova giunta. Cislaghi aveva detto che il Prc non era tanto interessato a poltrone ed a nomi (manifestando comunque gradimento verso Laricchiuta) ma alla soluzione di problemi reali, come lo stop alla cartolarizzazione delle case popolari voluta dall’amministrazione Ciliberti, che metteva a rischio sfratto centinaia di inquilini degli alloggi popolari di proprietà del comune.
“Nel presentare la nuova giunta alla stampa – afferma Cislaghi in una nota – il Sindaco ha affermato che la vendita degli alloggi popolari avverrà solo a beneficio degli inquilini assegnatari tramite una società e con l’impegno del Comune ad aiutare gli stessi ad ottenere i benefici cui hanno diritto, oltre che ad assisterli per ottenere il mutuo dalle banche. Per questo il PRC si era mobilitato a fianco degli inquilini e, con l’aiuto della stampa locale, ha acceso i riflettori su una scelta scellerata che aveva fatto la vecchia amministrazione comunale, scelta a cui solo pochi consiglieri comunali si erano opposti e tra questi ci sono il vicesindaco (Lucia Lambresa, che incassa dunque un inapsettato cmplimento dai comunisti del Prc, n.d.r.) e il compagno/assessore alla cultura nella nuova giunta (Rocco Laricchiuta, n.d.r.).”
“Nella stessa direzione – continua Cislaghi – va l’impegno, preso dal Sindaco, relativo alla soluzione dell’emergenza abitativa che ha generato accampamenti indegni per una società civile, come le baracche di Borgo Arpi Nova, mentre ci sono case pubbliche inutilizzate – quelle realizzate con la legge Gozzini – in numero più che sufficiente a risolvere il problema . Questo, oltre al cambio totale degli assessori rispetto all’ultima giunta, da il segno giusto alla nuova azione della coalizione che governa la città e ci lascia senza parole chi – conclude Cislaghi – afferma che il Sindaco ha disatteso gli accordi di coalizione solo perchè non ha avuto un assessore in giunta.”
La stoccata conclusiva di Cislaghi, rivolta evidentemente al Pdci, non è però rimasta senza risposta. La replica dei Comunisti Italiani è stata durissima, ma è purtroppo un ulteriore esempio di un veterocomunismo che non guarda i problemi concreti e quotidiano, privilegiando una politica astratta, priva di argomenti.
Nella nota del segretario cittadino del PdCI, Luigi Sereno, si privilegia l’insulto al confronto politico. “Non c’è da meravigliarsi – scrive Sereno – se il segretario cittadino di Rifondazione Comunista, piccolo “imprenditore” di agenzia di distribuzione di materiale di offerte turistiche, non “veda” che la giunta Mongelli sia fortemente, anzi unicamente spostata a destra, quella destra che Rifondazione combatte. Lui, invece, ne è pienamente soddisfatto. Del resto quella piccolissima parte che la sinistra anticapitalista che il “distributorino” dice di rappresentare ha tutt’altre visioni ed impostazioni politiche”
“Rifondazione Comunista di Foggia – prosegue il segretario cittadino dei Comunisti Italiani – è altro. Il suo segretario provinciale ha profonde radici democratiche e di sinistra, tant’è che non si è per niente esposto verso una giunta comunale ripiegata su se stessa, politicamente e culturalmente lontana dieci miglia da una cultura di partecipazione e di chiara espressione delle forze democratiche e popolari. E a proposito del mondo del lavoro, il “loro” Cislaghi si è ben guardato dall’ essere vicino a quel mondo politico e umano che fa del mondo del lavoro una priorità assoluta a difesa dei diritti, della democrazia e dei ceti più deboli della nostra società e che non sarebbe meritevole di essere rappresentata in una giunta di centro sinistra. Con la Rifondazione di Cislaghi – conclude Sereno – non abbiamo più niente a che fare”.

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