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Quando i lettori diventano protagonisti: in via Bari sono tornati i vigili

26 settembre 2009

alfieriLa segnalazione dei genitori affidata al Quotidiano ha raggiunto l’obiettivo. Una vicenda esemplare della possibilità di una informazione diversa. Quella che sogna Matteo Tatarella.

“Vi dico grazie. Da qualche giorno, il mio grido d’allarme ha scosso la coscienza di qualcuno. Infatti, sono ricomparsi i vigili e spero che il sogno continui. Nel ringraziare la vostra redazione per essere stata così tempestiva nel pubblicare il mio contributo, resto a vostra disposizione per segnalarvi anche note liete di questa amata città che non vuole morire.” È il testo della “mail”, inviataci da un nostro lettore, che negli scorsi giorni si era fatto portavoce del disagio e della preoccupazione dei genitori dei ragazzi che frequentano la scuola media “Alfieri” in via Bari, per l’assenza dei vigili urbani a presidiare l’ingresso della scuola, negli orari di entrata e di uscita. La scuola è ubicata nel centralissimo Palazzo degli Studi, e la paura dei genitori era più che legittima, visti gli ingorghi di traffico che si creano nella zona soprattutto nell’ora di punta, ed i pericoli provocati dagli automobilisti, non sempre disciplinati e civili, come si converrebbe. La denuncia del nostro lettore era accompagnata da una doviziosa documentazione fotografica, che mostrava assai efficacemente la situazione di rischio che veniva a determinarsi negli orari critici.
I vigili urbani sono adesso ricomparsi, ed i genitori sono soddisfatti. La bella lettera del nostro lettore merita, però, qualche altra riflessione. Come sapete, da qualche mese – prima attraverso il blog sulla piattaforma WordPress (indirizzo: quotidianofoggia.wordpress.com) quindi su Facebook, il nostro giornale ha infittito il dialogo ed il confronto con i suoi lettori, sia “cartacei” che “digitali”.
Il continuo rimbalzo di notizia tra il giornale, il blog e Facebook amplifica la capacità comunicativa: non solo del Quotidiano di Foggia – è questo il punto – ma anche dei suoi lettori e dei suoi amici, che stanno sempre più diventando protagonisti dell’informazione prodotta dal nostro giornale. Amici, più che lettori, con cui si sta, giorno dopo giorno, profilando e materializzando il sogno di una città veramente migliore. Lettori non più soltanto destinatari dell’informazione, e neanche più soltanto commentatori più o meno occasionali: ma essi stessi fonte d’informazione, essi stessi produttori di notizie. e notizie che contano, che cercano veramente di cambiare lo stesso delle cose. Notizie molto, molto diverse da quelle che ci vengono quotidianamente ammannite dai palazzi della politica o dai soggetti della politica. Per loro tutto fa “dichiarazione”: esternano su tutto e su tutti, ma poi le cose restano tal quali erano prima.
Invece una denuncia opportunamente documentata può veramente cambiare le cose: sensibilizzare chi ci governa ad intervenire, a migliorare la città. Veramente. Poco conta che il “la” al ripristino del servizio di vigilanza davanti alla scuola media “Alfieri” sia giunto dal sindaco, o dall’assessore al ramo, o dal comandante dei vigili urbani. Quel che conta è che ci sia stata una risposta.
Confessiamo che noi stessi non riusciamo a capire fino in fondo questo giornale che, giorno dopo giorno, si trasforma grazie ai suoi lettori. Ci accorgiamo che ogni giorno che passa, la decisione su che mettere in prima pagina, che cosa scrivere, che cosa raccontare oggi, viene dettata sempre meno dai comunicati stampa istituzionali, e sempre di più dalle mail che troviamo nella “cassetta” di Facebook, o dai commenti alle notizie che compaiono sul blog e su Facebook. È successo così per il caso di via Bari. O per la denuncia dell’incredibile scandalo verificatosi al cimitero (non l’abbiamo dimenticato, lo riprenderemo nei prossimi giorni), anche in questo caso segnalatoci da un nostro lettore. Oggi ospitiamo il lamento di un altri cittadino, che critica il modo con cui sono state eseguiti i  lavori di bitumatura di via Conte Appiano. Cittadini-lettori che vigilano, che controllano, che s’incazzano, che denunciano e così facendo prendono parte allo sforzo corale di ridare speranza – per ripetere le bellissime parole usate dal nostro lettore – “a questa amata città che non vuole morire”.
Non sappiamo precisamente dove ci porterà questo percorso. Sappiamo solo che è questa la direzione sognata dal fondatore e dal direttore di questo giornale: Matteo Tatarella, grande giornalista che per primo introdusse, ai tempi eroici di Radio Foggia 101, il filo diretto con gli ascoltatori, e qualche anno dopo volle questo giornale (il primo e più antico quotidiano foggiano) proprio per dire basta a quella informazione impaludata e dettata dai palazzi, agli stucchevoli salotti televisivi che rappresentano la cifra dell’informazione locale a Foggia.
“Viandante, non c’è un sentiero: il percorso si fa mentre cammini”, dicono due celebri e splendidi versi di Antonio Machado. Ci sentiamo un po’ così, come cnta il poeta spagnolo, in questa nuova esperienza che stiamo conducendo, ed in cui ci accorgiamo sempre di più di stare reimparando il mestiere di scrivere. Ma lungo questa strada incerta e fascinosa, comincia a coronarsi il sogno antico di Matteo Tatarella.

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