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Cimitero di foggia: la vergogna continua

21 ottobre 2009

QUANDO L’INFORMAZIONE SERVE, E QUANDO NO. IL VIDEO CHE DOCUMENTA LO SCEMPIO

Inutile la denuncia del Quotidiano di Foggia. Mentre il gruppo Facebook sulle strade provinciali la spunta: oggi l’incontro con l’assessore regionale ai lavori pubblici.

Le due facce della comunicazione. Quella che va a buon fine, come nel caso di Marianna Onorato, fondatrice ed animatrice del combattivo gruppo di Facebook che chiede alla Provincia la messa in sicurezza delle dissestatissime strade provinciali. E quella che non va a buon fine, come la denuncia  di Antonio Iarussi, che tempo fa segnalò al nostro giornale l’incredibile scempio perpetrato al cimitero, dove nell’ambito di non meglio chiariti lavori di riqualificazione, sono state letteralmente asportate, divelte e distrutte numerose lapidi nella zona delle fosse.
L’importante, comunque, è “esserci”. Comunicare, denunciare fatti e misfatti, perché p soltanto così che si può cercare di cambiare le cose dal basso.
Cominciamo dal primo episodio, quello bello. I lettori ricorderanno l’iniziativa promossa dal gruppo di Marianna Onorato che, dopo essersi rivolta alla Provincia, aveva scritto diverse mail alla Regione, sollecitando l’attenzione dell’assessorato ai lavori pubblici sulle condizioni drammatiche in cui versa la viabilità provinciale nell’area dell’Appennino Dauno. Il gruppo (che non a caso è denominato “Protesta contro le condizioni delle strade della provincia di Foggia!”) è tra i più numerosi del suo genere, e conta ormai su 1800 membri.
L’assessorato regionale ai lavori pubblici aveva risposta, in verità con una certa tempestività, alle numerose mail pervenute dai componenti del gruppo, manifestando la disponibilità del dirigente del settore a ricevere una delegazione per illustrare i programmi dell’assessorato regionale alle opere pubbliche nell’area dell’Appennino Dauno.
Commentando questo primo, significativo risultato avevamo “suggerito” di puntare più in alto, chiedendo, a questo punto, che fosse il dirigente e/o l’assessore a recarsi nell’Appennino, in modo da poter così incontrar direttamente la popolazione e, soprattutto toccare con mano la reale consistenza del problema sollevato dal gruppo.

SE LA MONTAGNA VA DA MAOMETTO…
Marianna Onorato non ci ha pensato su due volte, e ha  “girato” l’invito suggerito dal Quotidiano di Foggia all’ assessore ai LL.PP. della Regione Puglia (Dott. Amati) a recarsi nel Subappennino per comunicarci gli interventi previsti per le nostre strade nella nuova programmazione comunitaria 2007/2013.
“Al mio invito – ha fatto sapere la fondatrice del gruppo nella bacheca in cui vengono “affissi” i commenti dei membri – la Regione ha  risposto: “Il 21 ottobre p.v.(durante la mattinata), stiamo cercando di organizzare un incontro nel Vostro territorio, se Lei si mette in contatto con me (Francesco Zaccaria – Segr. Assessore) potremmo organizzare il giro… in base ai suggerimenti che vorra fornirci, compatibilmente con i tempi e il numero di visite che intendiamo effettuare.” Naturalmente contatterò l’Assessore al recapito che mi ha lasciato.
Intanto rifletto sull’attenzione ai problemi della cittadinanza che in questo frangente gli amministratori regionali ci stanno dimostrando (più degli amministratori provinciali), tanto da invitare anche una cittadina qualunque a mostrargli i problemi di un territorio che poco conoscono. Sono molto impressionata.”
Comunque vada l’incontro, è un innegabile successo per Marianna Onorato e per i suoi compagni di viaggio, il fatto di essere riusciti a porre la questione sul tavolo regionale, ottenendo un’attenzione che pare meno formale e più sostanziale di quella manifestata dalla Provincia. La visita si terrà questo pomeriggio a Pietra Montercorvino, a margine di un incontro tra l’assessore e i sindaci della zona. Ovviamente continueremo, da parte nostra, a seguire una vicenda che dimostra che quando si comunica, quando si partecipa, è possibile “contare”.
Purtroppo non possiamo dire la stessa cosa, almeno per il momento per quanto riguarda l’incredibile vicenda del cimitero di Foggia segnalataci da Antonio Iarussi. Abbiamo cercato di capirci qualcosa di più al Comune di Foggia ottenendo una qualche attenzione dalla parte politica (il sindaco e l’assessore ai servizi cimiteriali) che però essendosi insediati da poco, hanno rinviato a loro volta il necessario approfondimento alla tecnostruttura, che è rimasta… in silenzio.

L’INDIGNAZIONE DEI LETTORI PER LO SCEMPIO DEL CAMPOSANTO
Intanto Antonio Iarussi ha rilanciato la sua denuncia, pubblicando anche un video e un intero album di fotografie che documentano lo scempio computo al cimitero di Foggia. Immagini che sono più eloquenti di qualsiasi commento.
“Voglio ringraziare prima di tutto l’amico Alberto Mangano, poi il Quotidiano di Foggia e poi alcuni amici di Facebook, – scrive Iarussi – che mi hanno sostenuto quando ho pubblicato le foto sconcertanti che riguardano una zona del cimitero di foggia, denominata zona campo n.9.
Ho dovuto pubblicare altre foto di quella zona, perchè le cose non sono cambiate, anzi, sono peggiorate. Qualche giorno fa, mi sono recato nuovamente al cimitero, forse illudendomi chissà di trovare tutto a posto, e invece ….giudicate voi e chi ha coscienza in questa città del menefreghismo e dell’inciviltà, si muova!”
Raccogliamo l’appello dell’amico Iarussi. A partire da oggi invieremo all’Urp del Comune di Foggia, agli amministratori ed ai dirigenti dell’ufficio tecnico comunale una mail per chiedere delucidazioni in merito al misfatto denunciato da Iarussi. Lo faremo tutti i giorni, fino a quando non otterremo risposta.
Ma le risposte giungono, e come, dai nostri lettori digitali. Abbiamo pubblicato anche sul profilo Facebook del Quotidiano di Foggia il video di Antonio Iarussi. E mentre scriviamo questo articolo giungono uno dopo l’altro commenti e reazioni. Per lo più laconiche, ma altamente significative. L’indignazione non ha bisogno di molte parole, purtroppo.
Salvatore Valerio commenta: “A Foggia, degrado, degrado, degrado.” Ancora più triste e più sconsolato il commento di Michela Ferrandino: “lo scempio è ovunque a Foggia.. figurati se non c’è al cimitero… è una città abbandonata a sé…” Altrettanto amara la riflessione di Nico Baratta. “Che desolazione. Noi con sacrifici e spiritualità lasciamo i nostri cari al riposo eterno nel luogo cristianamente adeguati mnetre Qualcuno li devasta con abbandono e incuria.” Più sintetica, ma non meno significativa, Nuccia Pagano: “che tristezza…” Già, che tristezza: e a peggiorarla c’è il silenzio di chi dovrebbe vigilare, e non vigila.

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