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Un monumento per le vittime del 1943

2 dicembre 2009

I progetti e i suggerimenti dei nostri lettori

Un monumento, un ricordo più sistematico della tragica estate foggiana del 1943 quando, sotto le bombe sganciate dai bombardieri degli alleati, caddero più di 20,000 foggiani e quasi tutto l’abitato venne raso al suolo.
Come abbiamo già riferito, il sondaggio promosso dal Quotidiano di Foggia ha fatto registrate corali ed entusiastiche adesioni. ma anche tante idee, su cui ci soffermiamo oggi.
Alberto Mangano, culture di storia  foggiana e promotore del progetto, propone la realizzazione di un monumento, da farsi attraverso “un concorso tra scultori emergenti foggiani, realizzare una commissione esaminatrice coivolgendo l’Amministrazione cittadina.”
Raffaele de Seneen mettere invece assieme due idee avanzate nel sondaggio: un Convegno annuale sui temi della pace e reintitolazione della piazza principale che De Seneen individua senza esitazioni in P.zza Cavour, “rappresentando lo storico personaggio, non solo lui però, un’altra guerra, un’altra occupazione a mano armata, quella del Sud.”
Luigi Pascarelli si spinge ancora oltre e “racconta” il possibile monumento, con una ipotesi veramente suggestiva: “Una piazza enorme, al centro di essa fuoriesce un braccio alto 40 metri col dito indice puntato verso il cielo, il braccio nel fuoriucire spacca il suolo intorno a se,le crepe devono essere illuminate dal sottosuolo. Attorno non devono esserci alberi, ma tutto ciò che riguarda il decoro deve essere il più pianeggiante possibile, questo per dare il massimo risalto al monumento.”
Quel braccio proteso starebbe ad indicare, secondo Pascarelli, che “chi è caduto in quei terribili giorni ci indica il perchè della sua morte e da dove essa è stata provocata.
Pascarelli propone anche una lapide per quella che intitolerebbe “Piazza della Memoria”: ” La morte colpì Foggia dal cielo,/ nella speranza che ciò non avvenga/
mai più innalziamo questo monumento / testimoniando quanti foggiani perirono / in quelle grigie giornate del 1943″.
Una lettrice propone invece un tema da far svolgere nelle scuole: ” La guerra è sempre di tutti”. Promotore dell’iniziativa dovrebbe essere comitato misto pubblico – privato: Comune, Ufficio Scolastico Provinciale, Associazioni di qualunque natura con il patrocinio Presidente della Repubblica.
Nella data della ricorrenza verrebbero presentati i lavori, da selezione attraverso una “Commissione giudicatrice qualificata.”
Secondo Michele D’Errico, attore ed uomo di teatro, “tutte le iniziative aiutano a ricordare. Quindi ben vengano il monumento, il convegno, ma anche l’vento spettacolare come uno spettacolo teatrale magari originale. Ecco si potrebbe bandire un concorso sulla scrittura di un testo teatrale originale sulla vicenda, da mettere in scena nei mesi estivi per ricordare i bombardamenti.”
Michelangelo Rubino propone, invece, innanzitutto di ricordare chi effettuò i bombardamenti…. sono pochi quelli che sanno che Foggia subì durante la seconda guerra mondiale uno dei peggiori bombardamenti della Storia…e quelli che lo sanno sono convinti che furono i Tedeschi…” Un altro lettore suggerisce “una campagna periodica di informazione e sensibilizzazione alla memoria storica, dentro e fuori dalle scuole, con la collaborazione fattiva di insegnanti, psicologi e partecipazione di personalità coinvolte attualmente nel panorama politico locale.”
Molto ricco ed appassionato il contributo di un altro attento osservatore di “cose foggiane”, Franco Cuttano, che scrive: “Io c’ho perso i miei nonni. Non ero ancora nato e mi sono sempre mancati. Solo le scarpe si sono ritrovate. Con questo dolore che mi porto da sempre, devo dire con estrema razionalità che visto i tempi… e considerando come trascurano quel poco che ci è rimasto (Pantano, Masseria Giardino, distretto militare Cesare Oddone, palazzo Trifiletti, la Cattedrale, il teatro Giordano, l’antico Arco Consalvo, etc. l’elenco è lunghissimo) e visto le brutture che riescono ad inventarsi (il Treno-morto di Piazza Mercato, il devastante fungo velenoso nell’antica Piazza Ginnetto, l’arco di San Michele scomparso, le eleganti strade in pietra coperti dal bitume, i recenti e giganteschi cassoni metallici del Bar Ideal a C.so Cairoli sulle pareti di un palazzo del ’600, e ancora etc. pensando al Treno-tram di ultima pazzia) io preferirei aspettare tempi migliori.”
“Intanto – aggiunge Cuttano – bisogna necessariamente pensare a non far morire quello che abbiamo altrimenti fra un po’ ci ritroveremmo con il solo monumento auspicato più il ridicolo aereo davanti alla Provincia (ridicolo per il posto…). Nel frattempo potremmo ricordare il triste evento con manifestazioni annuali aspettando migliori tempi. La Natura insegna! Dai acqua alle piante assetate che stanno morendo perchè con la loro ombra aiuteranno le altre a crescere. Sono d’accordissimo per eliminare Garibaldi e Cavour dalle nostre vie e piazze. Sono uomini che hanno massacrato il nostro popolo meridionale. La storia di questi ultimi 150 anni è ben diversa da come ce l’hanno fatta credere.”
(Nella foto, l’idea di monumento di Luigi Pascarelli)

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