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Basta alla violenza, riprendiamoci il futuro

10 dicembre 2009

Il successo del sit-in dei giovani. Tantissime firme alla petizione per chiedere al Comune l’istituzione della consulta giovanile.

Lo avevamo già scritto presentando l’iniziativa, e non possiamo che confermarlo  dopo che si è svolta, con un successo che probabilmente neanche gli organizzatori avrebbero immaginato. Il sit-in contro la violenza promosso dal “cartello” di associazione che da alcuni mesi sta tentando di dar vita, nel capoluogo Dauno, alla “forum dei giovani” ha registrato una partecipazione e soprattutto una sensibilità, che rappresentano per Foggia qualcosa di molto prezioso.
I due temi – ovvero la presa di posizione contro quella cultura della violenza che sempre più spesso si vede affiorare in città, e che in questi mesi ha portato anche al verificarsi di episodi di cronaca nera che hanno purtroppo fatto balzare Foggia agli onori della cronaca nazionale, e la richiesta della formale costituzione del “forum dei giovani” invocato dalle associazioni – si sono intrecciati e mescolati nel sit-in svoltosi nell’isola pedonale a Foggia.
Non è stato il solito “banchetto” avente lo scopo di raccogliere firme, ma molto di più. C’era, sia da parte dei giovani delle associazioni che hanno aderito all’iniziativa, sia da parte dei moltissimi che hanno sottoscritto la petizione, una palpabile “voglia di partecipazione” che rappresenta sicuramente una risorsa da investire per il futuro di una città che vede uno dei suoi aspetti più critici proprio nei problemi della condizione giovanile. Che siano i giovani a voler dire la loro, che siano i giovani a voler dare un contributo alla progettazione ed alla costruzione del futuro della città, di una città che, spesso a torto, viene ritenuta sonnolenta e disinteressata, è un dato culturale di straordinaria importanza. Ed è per questo che la richiesta non può essere disattesa.
Che la partecipazione sia in profonda crisi nelle diverse istanze sociali cittadine, è sotto gli occhi di tutti. Sono in crisi tutti gli organismi di partecipazione più o meno “istituzionali”. Le circoscrizioni sono state drasticamente ridotte negli ultimi decenni, da otto a tre. Gli spazi per una reale partecipazione si sono veramente rarefatti. L’ultima spiaggia è rappresentata da quel “terzo settore” che a Foggia rappresenta da sempre una risorsa, che fa del capoluogo da uno un punto di riferimento in termini di politiche sociali di politiche della solidarietà, come ha avuto modo di ricordare lo stesso governatore pugliese, Nichi Vendola, intervenuto qualche giorno fa alla inaugurazione della fiera specializzata sui disabili.
In un panorama così critico e così povero di partecipazione, è davvero “oro colato” la richiesta avanzata dalle associazioni che hanno promosso il fsit in: costituire la consulta giovanile dei giovani a Palazzo di Città. Una richiesta neanche tanto difficile da esaudire visto che la consulta giovanile verrebbe costituita a costo zero, o quasi. Ma l’aspetto più importante di quanto è successo a Foggia, qualche sera fa, è rappresentato dalla trasversalità delle associazioni e dei movimenti che hanno dato vita alla Forum per la consulta.
Non era mai successo, a Foggia, che giovani aderenti a sigle tanto diverse facessero convergere il loro impegno al raggiungimento del medesimo obiettivo: appunto, la costituzione della consulta giovanile. Il “cartello” comprende, infatti, associazioni e movimento della più diversa estrazione: Aquilone, Azione Cattolica, Energiovane, Federazione giovani socialisti, Fratelli della Stazione, Giovani per la cittadinanza, Giovani democratici, Governiamo Foggia, Kollettivo, Libera, Movimento Giovanile Salesiano, Movimento per la sinistra, Nuove energie attive, Periferie.
Il sit-in contro la violenza è stato un momento importante di verifica perché ha rappresentato la prima uscita pubblica del Forum,  il primo momento di sperimentazione della collaborazione tra le diverse associazioni, che per la prima volta hanno lavorato fianco a fianco con l’obiettivo di dire basta alla violenza giovanile ed alla indifferenza. Quella indifferenza – giova ricordarlo – che qualche giorno fa è stata stigmatizzata dal Questore di Foggia che ha parlato del capoluogo dauno come di una “città dove ognuno è abituato a farsi i fatti suoi” e dove dunque allignano fatalmente l’omertà, lo scarso senso civico.
Il sit-in è stato, invece, una espressione di senso civico come forse non si vedeva da molto tempo in città. La consulta giovanile sollecitata dal Forum coopererebbe con l’amministrazione comunale nella individuazione e nella messa in opera di politiche giovanili più adeguate ad un contesto sociale in cui la condizione giovanile è spesso sfuggente ed in cui può accadere, com’è purtroppo accaduto, che si muoia per una banale discussione in Piazzetta o che si rimanga feriti, a scuola, durante l’ora di ricreazione per l’accidentale partenza di un colpo da una pistola che uno studente si era disinvoltamente portato nello zaino.
Si spera che il successo arriso al sit-in svoltosi all’isola pedonale convinca adesso il sindaco, Gianni Mongelli, a dare una risposta positiva alla richiesta formulata dal forum delle associazioni e dei movimenti.
Il forum aveva incontrato Mongelli anche quando questi era ancora un semplice candidato alla carica di primo cittadino, e in quell’occasione l’ingegnere aveva manifestato il suo interesse per la proposta. Speriamo si tratti soltanto di un ritardo dovuto ai tempi, più lunghi del previsto, che l’amministrazione sta spendendo per la messa a punto delle linee programmatiche che dovrebbero essere ormai quanto prima sottoposte al consiglio comunale. A dare una risposta alle istanze delle associazioni promotrici dell’essere sindaco in persona in quanto Mongelli ha ritenuto per sé la delega in materia di politiche giovanili.

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