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Il terremoto politico del dopo Tributi Italia

30 gennaio 2010

Michele Panella al suo quarantesimo giorno di protesta. Contestate le gare d’appalto per l’affidamento dei servizi di riscossione. Dipendenti senza stipendio Ma c’è chi sta anche peggio.

Un terremoto, che sta sconvolgendo e facendo tremare diversi palazzi, in provincia di Foggia, sia governati dal centrosinistra, sia governati dal centrodestra. Tra veleni giornalistici ed indagini giudiziarie.
La madre di tuta la storia è la cancellazione della Tributi Italia, ex Gestor, società che svolgeva per conto di diversi comuni della provincia alcuni servizi di riscossione. Per quanto riguarda l’amministrazione della città capoluogo, i servizi non erano proprio marginali: si trattava infatti della gestione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico comunale e del servizio pubblicità ed affissioni.
Per conto del Comune di Foggia Tributi Italia ha incassato dai contribuenti circa 2 miliardi di lire, che si è ben guardata dal girare all’amministrazione comunale, provocando un buco di circa 2 milioni e mezzo di euro.
Ma questa è ormai acqua passata: l’altro giorno il Tar si è pronunciato in via definitiva sulla vicenda decretando la definitiva soppressione della Tributi Italia ed accogliendo la richiesta di cancellazione dall’Albo dei Riscossori, che era stata formulata dal ministero del Tesoro. Da due giorni, dunque, Tributi Italia non c’è più.
La querelle riguarda adesso l’eredità della Tributi Italia: i comuni della provincia di Foggia si stanno orientando per lo più verso l’indizione di nuove gara d’appalto che stanno però registrando quasi ovunque la medesima conclusione: i servizi vengono aggiudicati ad una società milanese, l’Aipa.
Fin qui nulla di particolarmente inquietante: il problema è che per aggiudicarsi la gara l’Aia ha proposto un aggio (la percentuale che la società di riscossione trattiene per se stessa, e con cui deve poter funzionare e svolgere i servizi) particolarmente contenuto. C’è da tener presente ce, per assicurare il posto di lavoro degli ex dipendenti di Tributi Italia le stazioni appaltanti inseriscono (giustamente) nel bando di gara una clausola che prevede la riassunzione dei dipendenti della società cancellata. Ma come può la nuova società svolgere lo stesso servizio e con gli stessi costi, accontentandosi di un aggio considerevolmente più basso? L’altra ragione di polemica riguarderebbe la presenza, in seno all’Aia, di esponenti che faceva capo in precedenza alla Tributi Italia. Se fosse vero sarebbe un gravissimo paradosso che il servizio finisse alle stesse persone che lo hanno gestito in maniera così disastrosa, provocando pesanti danni agli enti locali che intrattengano rapporti con Tributi Italia.
Intanto i lavoratori non ricevono lo stipendio da settembre, e c’è anche chi sta peggio di questi “lavoratori in bilico”, come Michele Panella, divenuto ormai un caso più unico che raro in tormentata vicenda.
Panella dipendeva dall’agenzia di Tributi Italia di Rodi Garganico, ma diversamente da quanto hanno fatto più o meno tutti gli altri sindaci interessati,gli amministratori della cittadina del promontorio non hanno fatto finora nulla per garantire al lavoratore la continuità del posto di lavoro.
Da ormai 40 giorni, Panella tiene la sua silenziosa protesta davanti al comune. Regolarmente, si presenta con un cartello al collo dalle 8,30 alle 14, sotto l’indifferenza assoluta del sindaco e vice sindaco di Rodi Garganico
In una mail inviata alla nostra redazione, Michele afferma: “continuo a fare appelli a tutti i partiti politici, ogni giorno scrivo  sul sito della Prefettura di Foggia per tenerli aggiornati della mia triste vicenda. Continuo a lottare con la fede in Dio che qualcuno possa portare ragione e umanità al sindaco e vice sindaco, le uniche persone che hanno tolto il mio lavoro. Un uomo a 48 anni senza lavoro è un uomo finito”.
Una vicenda tristissima rispetto alla quale si sta muovendo anche la Regione che ha chiesto Governo nazionale la concessione della cassa integrazione in deroga, ma il Governo ancora non da segnali in tal senso. L’Assessorato regionale al lavoro sta chiedendo ai Comuni pugliesi interessati per gli ex dipendenti di Tributi Italia l’applicazione generalizzata della clausola sociale che stabilisce l’assorbimento dei lavoratori da parte dell’impresa che subentrerà nel servizio di riscossione tributi.
Ma come si è visto, la fase del subentro si sta manifestando tutt’altro che facile, e tutt’altro che indolore. Dopo essersi aggiudicata la gara foggiana, l’Aia ha fatto altrettanto a San Severo, e parteciperà ai bandi che riguardano San Giovanni Rotondo e Mattinata. A Monte Sant’Angelo, invece, l’amministrazione Ciliberti ha portato all’esame del consiglio comunale una proposta di adesione all’ Aipa che consentirebbe, attraverso la sottoscrizione di una quota minima del pacchetto azionario, l’affidamento diretto del servizio.

Un Commento Lascia un →
  1. 3 febbraio 2010 09:59

    Panella,è certamente una persona serissima. Ma perchè non esterna pienamente tutta la verità? Egli sa benissimo che i contatti con la nuova ditta, che non lo ha assunto, sono stati presi dal vecchio patron della GESTOR spa Mastroluca Luigi che ha contribuito fortemente al disastro finanziarioo della stessa GESTOR. Egli sa benissimo quali metodi sono stati utilizzati per la vincita della gara d’appalto, egli sa benissimo quali sono tutti i retroscena scandalosi ed altro….se Panella parlassemolti personaggi tremerebbero…e chissà dove andrebbero ad abitare….. A foggia c’è di peggio.

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