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Eolico senza limiti, distrutta un’antica grangia

9 febbraio 2010

La denuncia del Gruppo Archeologico Daunio. La pala installata a Monteleone di Puglia a 10 metri dall’area archeologica

Eolico senza limiti, in Capitanata. Le parole sorgono ormai dappertutto, “contaminando”, spesso irreversibilmente un paesaggio che pure rappresenta una formidabile risorsa per il futuro del territorio.
Emblematico il caso, su cui ci siamo soffermati negli scorsi giorni, del parco off-shore autorizzato dall’amministrazione comunale di Ischitella, e che dovrebbe sorgere nelle acque del litorale garganico ricadenti nel territorio di quel comune.
Il New York Times ha recentemente inserito la Montagna del Sole (unica località italiana e tra le poche europee a potersi fregiare di una definizione così importante) tra i trentuno posti più belli del mondo. Proteggere il paesaggio dovrebbe essere il primo obiettivo di quanti hanno a cuore le potenzialità turistiche del promontorio, ma pare che nessuno si accorga dell’evidente incompatibilità tra l’eolico selvaggio e il turismo.
Le pale che senza regole stanno invadendo il territorio colpiscono anche luoghi di interesse archeologico, altro settore che può recitare un ruolo importante nella crescita dei territori interni, che sono evidentemente meno vocati per un certo tipo di vacanza.
Il Gruppo Archeologico Daunio, che si sta da tempo impegnando perché l’utilizzazione del territorio a fini di sfruttamento energetico non penalizzi il patrimonio archeologico, ha denunciato su Facebook un incredibile episodio, purtroppo amaramente significativo dell’enorme prezzo che il nostro paesaggio sta pagando all’invasione dei parchi eolici.
È accaduto a Monteleone di Puglia dove un’antica grangia (fabbricato rurale medievale) è stata praticamente distrutta dall’installazione di una pala eolica, a soli 10 metri di sostanza. “Fra il 1997 e il 2002, il GAD, – scrivono i rappresentanti del Gruppo nel loro “stato” sul popolare sito di socialnetworking – sulla scorta di molte segnalazioni di aree archeologiche intercettate e distrutte dai cantieri eolici, in mancanza di controlli istituzionali efficienti, documentò una serie di modalità d’impianto molto “discutibili” delle torri e dei cavidotti che rappresentavano solo la prima “ondata” dei parchi eolici nel Subappennino Meridionale. La foto, da noi ripresa nel 1999 in agro di Monteleone di Puglia, mostra un’antica grangia del XVI sec,in stile catalano, già precedentemente compromessa, ma completamente crollata in seguito all’impianto di una pala a soli 10 metri di distanza.”

La denuncia del Gruppo Archeologico DaunioEolico senza limiti,distrutta un’antica grangiaLa pala installata a Monteleone di Puglia a 10 metri dall’area archeologicaEolico senza limiti, in Capitanata. Le parole sorgono ormai dappertutto, “contaminando”, spesso irreversibilmente un paesaggio che pure rappresenta una formidabile risorsa per il futuro del territorio.Emblematico il caso, su cui ci siamo soffermati negli scorsi giorni, del parco off-shore autorizzato dall’amministrazione comunale di Ischitella, e che dovrebbe sorgere nelle acque del litorale garganico ricadenti nel territorio di quel comune.Il New York Times ha recentemente inserito la Montagna del Sole (unica località italiana e tra le poche europee a potersi fregiare di una definizione così importante) tra i trentuno posti più belli del mondo. Proteggere il paesaggio dovrebbe essere il primo obiettivo di quanti hanno a cuore le potenzialità turistiche del promontorio, ma pare che nessuno si accorga dell’evidente incompatibilità tra l’eolico selvaggio e il turismo.Le pale che senza regole stanno invadendo il territorio colpiscono anche luoghi di interesse archeologico, altro settore che può recitare un ruolo importante nella crescita dei territori interni, che sono evidentemente meno vocati per un certo tipo di vacanza. Il Gruppo Archeologico Daunio, che si sta da tempo impegnando perché l’utilizzazione del territorio a fini di sfruttamento energetico non penalizzi il patrimonio archeologico, ha denunciato su Facebook un incredibile episodio, purtroppo amaramente significativo dell’enorme prezzo che il nostro paesaggio sta pagando all’invasione dei parchi eolici.È accaduto a Monteleone di Puglia dove un’antica grangia (fabbricato rurale medievale) è stata praticamente distrutta dall’installazione di una pala eolica, a soli 10 metri di sostanza. “Fra il 1997 e il 2002, il GAD, – scrivono i rappresentanti del Gruppo nel loro “stato” sul popolare sito di socialnetworking – sulla scorta di molte segnalazioni di aree archeologiche intercettate e distrutte dai cantieri eolici, in mancanza di controlli istituzionali efficienti, documentò una serie di modalità d’impianto molto “discutibili” delle torri e dei cavidotti che rappresentavano solo la prima “ondata” dei parchi eolici nel Subappennino Meridionale. La foto, da noi ripresa nel 1999 in agro di Monteleone di Puglia, mostra un’antica grangia del XVI sec,in stile catalano, già precedentemente compromessa, ma completamente crollata in seguito all’impianto di una pala a soli 10 metri di distanza.”

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