Polemiche a Cerignola per il censimento dell’agricoltura
Se di “farsa” non si può parlare poco ci manca. Anomalie, incongruenze ed omissioni sono state
il canovaccio di quella selezione di coordinatori e di rilevatori per il “Censimento dell’agricoltura 2010″ che da opportunità di lavoro per giovani disoccupati (più spesso inoccupati) si è trasformata nel solito “pasticcio burocratico all’italiana”… o meglio “alla cerignolana”. Che la tanto decantata “trasparenza amministrativa” fosse una chimera è stato chiaro sin dall’inizio, da quel bando per coordinatori che, come riferiscono diversi concorrenti, in un primo momento presentava come requisito per l’ammissione quello della Laurea (valutata con 8 punti qualora fosse stata in Agraria, 7 punti in tutti gli altri casi). Un requisito che tutto ad un tratto scompare dal bando senza che vi fosse una rettifica ufficiale. Perché quel requisito è sparito? Perché sono state cambiate le carte in tavola a partita già iniziata, senza darne adeguata spiegazione? Interrogativi a cui l’amministrazione tutta dovrà dare una risposta prima che facili supposizioni e volubili indiscrezioni possano farsi strada.