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Foggia, città in declino ma la politica che fa?

26 ottobre 2010

La crisi finanziaria del Comune e i cittadini

Fa discutere i nostri lettori lo sfogo di Patrizia, la lettrice foggiana che qualche giorno fa, in occasione dell’ennesima cattiva notizia che eravamo stati costretti a dare (si trattava, in particolare dello sfratto imposto dai vertici dell’azienda ospedaliero-universitaria allo storico Centro di Medicina Sociale diretto dal dr. Mariano Loiacono) ci aveva pregato di non mandarle più notizie: “già vivo purtroppo qui a Foggia a malincuore, poi ci siete voi ad inviarmi le cose negative, ed io sto sempre nervosa perché qui non fila niente liscio. Quindi fatemi il santo piacere di non inviarmi più notizie negative.”

Avevamo replicato a Patrizia dicendo di comprendere benissimo il suo stato d’animo, ma precisando che il dovere di un giornale è quello di informare i propri lettori sia dei fatti positivi che accadono in città, che di quelli negativi, anche se purtroppo, vista la china assolutamente negativa che hanno preso le cose nel capoluogo dauno, le cattive notizie decisamente primeggiano su quelle buone.

Sull’argomento interviene un attento ed appassionato osservatore delle cose cittadine, l’avv. Maurizio Antonio Gargiulo, che ha “postato” sul blog del nostro giornale  un commento in cui scrive quanto segue.

Ho letto con molta attenzione lo sfogo della signora Patrizia e la Vostra risposta di merito.

Personalmente credo anch’io, come da Voi ben indicato, che nascondere la testa non serva assolutamente a risolvere le problematiche ( ma questo è scontato ) ma non serva nemmeno ( ed è una valutazione personale ) a far diminuire quell’angoscia che nasce inevitabilmente dal vedere che tutto attorno a noi non va assolutamente bene.

Cari amici cittadini, Foggia è dei foggiani “in primis” e non solo di chi la governa!

E non dimentichiamoci , inoltre, che chi oggi è in carica come Sindaco e consigliere è perchè ha un mandato elettorale proveniente dalla maggioranza dei cittadini foggiani. Pertanto cerchiamo di assumerci anche le nostre belle responsabilità quando tale classe politica poi diventa incapace di risolvere i problemi.

Altra questione è poi il dissesto economico che è causa, anche, dell’incapacità degli attuali politici locali di risolvere, alle volte, anche il minimo problema.

Ma su questo punto io mi chiedo (e come me, credo, la parte sana della nostra Foggia): “ma è mai possibile che ad oggi, calcoli alla mano, non si sappia -pubblicamente dico- nemmeno il reale motivo o i motivi principali di un tale dissesto e chi siano i responsabili ( se vi sono ) di un tale crollo economico? Il mio ragionamento è semplice: il dissesto di oggi altro non è che il risultato di uno o più bilanci passati le cui uscite hanno in maniera sconsiderata superato l’entrate, prosciugando anche le eventuali riserve economiche disponibili, a tal punto da non poter far fronte, nell’anno in corso, nemmeno a tutte le spese necessarie ed inevitabili; secondo me questo non si può imputare al solo caso. Qualcuno, in passato, recente o remoto che sia, ha certamente sbagliato e sarebbe giusto che almeno oggi pagasse per i suoi errori ( e diciamolo senza timore).

Allora signora Patrizia non mettiamo giù la testa o la benda davanti agli occhi, solo anche per non sentire o vedere tutto questo schifo, perché è proprio questo l’atteggiamento che “loro”, i vampiri di Foggia, vogliono da noi. Dobbiamo invece continuare a vigilare, a lamentarci e ad arrabbiarci se le cose in città vanno male, perché solo così eviteremo che il negligente passato resti impunito, costituendo sempre un vivo presente e una mannaia per il futuro.”

Da segnalare anche il commento di un altro nostro lettore, che formula una proposta interessante per cercare di rilanciare l’economia cittadina: Pensando al discorso fatto sull’economia di Foggia, mi piacerebbe che tutti quelli che amano Foggia e vogliono vederla fiorire, dessero priorità a comprare prodotti locali, venduti in negozi di foggiani, facendo sì che i proventi rimangano in città. Come succede nelle città ricche… quelle per esempio del nord che non hanno voluto che l’authority alimentare partisse. Se i soldi non sono tutto… figuriamoci la miseria.”

 

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