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Lo scandalo del cimitero

13 settembre 2009

I “LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE” DISTRUGGONO LAPIDI E FOSSE

L’indignazione dei nostri lettori: “A Foggia si sta male anche da morti”. Il Comune ha il dovere di chiarire di chi sono le responsabilità

Il primo, indignato commento, arriva neanche cinque minuti dopo che il Quotidiano di Foggia diffonde, su Facebook, le immagini dell’album fotografico che denuncia e documenta lo scandalo, l’incredibile misfatto che si è verificato al cimitero di Foggia. A commentare l’accaduto, in modo più che mai sconsolato è uno che di ecologia del paesaggio (e dunque anche dei cimiteri) se ne intende, come Mauro Masullo, professionista foggiano che si occupa proprio di paesaggio. “Ma perchè hanno fatto tutto ciò? che lavori erano? comunque si resta senza parole!”
Già. Le parole servono a poco. Le foto di Antonio Iarussi sono più eloquenti di mille parole. Il messaggio lasciato dallo stesso Iarussi sulla “bacheca” del Quotidiano è di un candore stupefacente: “Salve, vorrei solo comunicare nel mio piccolo quello che sta accadendo al cimitero di foggia, dove tra lavori e altro stanno devastando tutto, e quello che è più grave ditruggono lapidi, tombe senza rispetto. Ma chi sono? chi dirige questi lavori, cosa combinano? È tutto disgustoso. Un giorno sono andato al cimitero e guardate un po’ queste lapidi distrutte da incoscienti e gente senza scrupoili, che per dei lavori non ci hanno pensato tanto a passare sulle tombe, sulle lapidi, rendendole in uno stato pietoso. Chi ha commesso questo scempio dovrebbe vergognarsi. Tutto quello che posso fare è pubblicare queste foto, lo scempio nel cimitero di Foggia, che tristezza!”
Abbiamo immediatamente provveduto a “condividere” – come si dice nel gergo tecnico di Facebook – il ricco album fotografico di Antonio Iarussi con i nostri amici del social networking, perché le immagini di questo scandalo vengano il più possibile fatte girare, nella speranza che chi ha il dovere di intervenire, intervenga.
Per la verità, la vista al Camposanto è stata una delle prime incombenze cui ha assolto il nuovo sindaco della città, Gianni Mongelli, che ha termine della sua ispezione chiese scusa ai cittadini per le pietose condizioni in cui versa il cimitero del capoluogo.
Ma i lavori che hanno prodotto questo scempio sono stati probabilmente eseguiti dopo la visita di Mongelli, le cui scuse si riferivano alla cattiva condizioni degli impianti igienico sanitari ed alla scarsa manutenzione generale del luogo dove riposano i concittadini defunti.
I lavori si riferiscono probabilmente al progetto di “riqualificazione” del cimitero cantierizzato dalla civica amministrazione la scorsa primavera. Il 10 aprile scorso, l’allora assessore alle Politiche cimiteriali, Francesco Paolo De Vito, annunciò una serie di lavori appena intrapresi per il cimitero di Foggia. Nel dettaglio – spiegò De Vito – si doveva proceedere alla sistemazione e riqualificazione del piazzale retrostante, all’istallazione di nuova erba all’interno, alla sistemazione dei campi di inumazione e di molte cappelle. “Il nostro intento – conclude l’assessore – è di completare in brevissimo tempo tutti gli interventi necessari per restituire il cimitero alla sua originaria dimensione di accoglienza, fruibilità e decoro superando tutti i problemi che lo hanno caratterizzato negli ultimi tempi.”
Se il risultato è questo, c’è davvero di che farsi accapponare la pelle. Naturalmente, non si può far carico all’assessore del misfatto compiuto. Ma abbiamo voluto ricordare e rimarcare la sua dichiarazione per sottolineare come la volontà del Comune non sia stata attuata. I campi di inumazione che avrebbero dovuto essere sistemati sono stati invece distrutti; le lapidi ed i defunti sono stati oltraggiati, e qualche responsabilità dell’accaduto dovrà pure esserci.
Nella migliore delle ipotesi, il direttore dei lavori non ha vigilato come avrebbe dovuto. Le fotografie documentano con tutta evidenza che la rottura dei marmi, lo spostamento di alcune lapidi, è stato dovuto proprio ai lavori di “riqualificazione” e non all’opera dei vandali che spesso imperversano anche nel camposanto, approfittando della scarsa vigilanza. L’impresa non ha eseguito i lavori a regola d’arte, come troppo spesso accade in questa città, in materia di lavori pubblici. Veramente, più che non eseguirli a regola d’arte si potrebbe dire che non li ha eseguiti affatto, se lo scopo doveva essere quello di riqualificare l’area delle inumazioni, che è stata invece incredibilmente distrutta.
L’accaduto offende tutta la città, e dovrebbe provocare l’indignazione prima di tutto di quanti la governano. Che hanno il dovere di prendere gli opportuni provvedimenti, e di comunicarli alla città.
Intanto, la diffusione del collegamento all’album di Antonio Iarussi tra gli amici di Facebook sta provocando reazioni e risentimenti. Scrive Alberto Mirasole: “della serie: neanche i morti riposano felici!, visto che il mondo terreno fa schifo!”. Torna sulla questione anche Masullo: “E pensare che, quando vivevo a Foggia, mi dicevo: “I foggiani solo dopo la morte possono godere della pace e di un verde non potato”, ma vedo che un po’ alla volta anche questi due baluardi sono minati :-(((“.
Nel dibattito interviene anche il promotore dell’importante iniziativa di sensibilizzazione, che offre alcune importanti puntualizzazioni sulla natura del misfatto. Scrive, infatti, Antonio Iarussi: per riallacciarmi allo scempio del cimitero e delle lapidi, proprio in quella zona si vedono impronte di battistrada – forse di scavatori – passati sulle lapidi e sul terreno. Per questo ci sono lapidi maciullate nel vero senso della parola e abbandonate o appoggiate a degli alberi. Io sicuramente non ho i mezzi ma se le foto potessero servire a fare qualcosa, ne sarei felice, grazie a tutti e grazie alla redazione del quotidiano di Foggia.” Chiosa ancora una volta Mauro Masullo: “Grazie a te, Antonio, ed al tuo senso di cittadino sensibile; condivido la tua speranza!”
Speriamo vivamente anche noi che l’iniziativa di Iarussi, del Quotidiano di Foggia e dei tanti altri lettori indignati dall’accaduto possa servire a qualcosa.

Guarda la documentazione fotografica dello scandalo.

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