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Troppi relitti nelle acque del Gargano

2 novembre 2009

navelesinaUn convegno a Sannicandro Garganico

 

Potrebbero esserci rischi per la salute pubblica. L’assessore regionale Minervini promette interventi di bonifica

Cresce l’allarme per i possibili rischi sulla salute pubblica delle diverse navi arenatesi sul litorale garganico o affondate al largo. Una questione di cui si parla poco, nel timore di diffondere un certo allarmismo, ma comunque una questione reale. Se ne è parlato nell’ambito di un convegno svoltosi a Sannicandro Garganico. Per gentile concessione del mensile lucerino Adesso Il Sud (www.adessoilsud.it) pubblichiamo il resoconto dei lavori, a cura di Pasquale Trivisonne.
* * *
Negli ultimi decenni nelle acque del Gargano e delle Isole Tremiti sarebbero state affondate diverse navi cariche di rifiuti tossici provenenti da tutto il mondo.
Capire il livello di pericolosità di questi relitti per la salute dei cittadini garganici, era l’obbiettivo del convegno organizzato, mercoledì 28 ottobre, dall’Associazionismo Attivo del Gargano e patrocinato dal Comune di Sannicandro.
Al convegno, tra i relatori figuravano, oltre a Gianni Lannes, autore dell’inchiesta, il Sindaco di Sannicandro Costantino Squeo (PD) e l’assessore alla cittadinanza attiva della Regione Puglia, Guglielmo Minervini.
L’evento, preparato in maniera meticolosa e, visto il tema , con grande senso di responsabilità, ha avuto una grande partecipazione di pubblico e dell’associazionismo garganico.
I rischi relativi alle accuse di creare facili allarmismi, sono stati fugati , nella sua introduzione, da Michele Di Carlo che ha più volte ribadito l’atteggiamento responsabile tenuto dagli organizzatori che hanno organizzato il convegno a stagione turistica conclusa.
Pesanti domande sono state poste da Lazzaro Santoro che, nel suo intervento, ha chiesto a Gianni Lannes se la presenza di metalli pesanti nel mare antistante le isole Tremiti, possa essere riconducibile al misterioso contenuto della nave Panayota che giace da anni sugli scogli di Pianosa.
Uno degli interrogativi, posto più volte dal pubblico, è stato quello relativo alla correlazione esistente tra il contenuto delle “navi a perdere” come la Panayota e la Et Suyo Maru, insabbiata sulle spiagge di Marina di Lesina e gli indici, superiori alla media, di patologie tumorali che caratterizzano il territorio della Capitanata.
Gianni Lannes, che su queste vicende sta preparando un dossier, ha ricostruito la storia di queste navi in maniera meticolosa e la sua idea di fondo, suffragata da una imponente mole di documenti, è che servivano a trasportare armi e rifiuti tossici e che per anni, la costa garganica è stata utilizzata come pattumiera in cui scaricare schifezze di tutti i tipi.
L’assessore regionale Minervini, nel suo intervento ha ribadito la volontà della regione di organizzare quanto prima una conferenza dei servizi su questo tema, per arrivare, nel minor tempo possibile, alla bonifica di tutte le aree interessate.
Grandi assenti della serata sono stati la Provincia di Foggia e i sindaci di quasi tutti i paesi garganici.
Il sindaco di Sannicandro, Costantino Squeo, ha avuto un grande coraggio a patrocinare un convegno che affrontava un tema scomodo e accusato di generare allarmismo ingiustificato.
Coraggio che è mancato ai tanti suoi colleghi garganici che, evidentemente, sono più interessati alle ragioni di coloro che vedono queste iniziative come un danno al turismo e all’immagine del Gargano che alla salute dei cittadini che rappresentano.
Pasquale Trivisonne

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