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Lotta alla mafia, adesso (forse) si fa sul serio

13 dicembre 2009

Quando si fa il nostro mestiere si è spesso portati a contare gli alberi e a non accorgersi della foresta. Contare e raccontare gli alberi, che sono purtroppo tantissimi in una città ed in una provincia, come le nostre, che quotidianamente annotano tanti, troppi episodi di cronaca nera. La foresta intessuta dai fatti “neri” ,che ogni giorno punteggiano le cronache degli organi di informazione, è nota, scura, inquietante. Meno nota, invece, è quell’altra foresta che va prendendo forma e che è composta dagli ormai sempre più frequenti e numerosi episodi di risposta alla criminalità organizzata  e non, dai positivi fermenti che si agitano nella società civile. Alcuni di questi, molto importanti, li abbiamo annotati in rapida sequenza negli ultimi giorni. E forse non è soltanto una coincidenza, forse è veramente il segno che un’altra foresta va prendo forma.
Più che alberi si tratta, ancora, di alberelli, troppo giovani e troppo fragili perché possano già dare la sembianza di una foresta vera e propria, ma comunque significativi e che vogliamo perciò cercare di raccontare tutti insieme.

NON SOLO CRONACA NERA, IN CAPITANATA
Qualcosa si muove, in Capitanata: l’associazione costituita a Vieste da un gruppo di commercianti che ha deciso di dire basta al racket delle estorsioni e dell’usura; i buoni risultati che sta ottenendo l’applicazione del “modello Caserta” alla criminalità del capoluogo e dalla mafia garganica; il voto unanime del consiglio regionale all’ordine del giorno che non vuole che vadano all’asta i beni confiscati alla mafia; l’annuncio del ministro Maroni che intende utilizzare i proventi della vendita di questi beni per potenziare le forze dell’ordine; il sit-in di protesta organizzato contro la violenza, nel capoluogo dauno,dal fitto cartello di associazioni aderenti al forum per la consulta giovanile.
Segnali piccoli e grandi che lasciano presagire quel “risveglio della coscienza civile” evocato ed invocato, qualche giorno fa, dal comandante del nucleo Carabinieri della provincia di Foggia. Sembra farsi finalmente strada, nell’opinione pubblica di Capitanata, quella idea forza che viene da sempre sostenuta dal nostro giornale. La lotta alla criminalità deve attraversare, nel profondo, la comunità; non può essere delegata esclusivamente alle istituzioni a ciò preposte. La criminalità può essere sconfitta se il corpo sociale la percepisce in tutta la sua pericolosità, e se, a partire da questa percezione, si scuote da dosso quella “indifferenza” che un altro esponente di primo piano della lotta al crimine, il Questore di Foggia, aveva stigmatizzato un po’ di tempo fa parlando di una città troppo abituata “a farsi i fatti propri”.
Farsi i fatti propri significa rifugiarsi nell’individualismo, mentre invece il “risveglio della coscienza civile” presuppone che si riconquisti la dimensione comunitaria del corpo sociale, la consapevolezza che quello Stato che “siamo tutti noi”, come abbiamo imparato sui manuali di educazione civica, non è una nozione astratta ed avulsa dalla realtà. E non è nemmeno soltanto lo Stato che indossa la divisa degli uomini che tutti giorni sono in prima linea per difenderlo – degli agenti di Polizia, dei Carabinieri, degli agenti delle Fiamme Gialle – oppure le toghe dei Magistrati. Lo Stato siamo, appunto, tutti noi, e lo Stato c’è, si fa vedere, quando tutti noi acquistiamo consapevolezza di essere comunità, Stato.

PRENDERE COSCIENZA CHE “LO STATO SIAMO NOI”
Quanto è accaduto in questi giorni lascia ben sperare non soltanto per le prese di posizione della società civile ma anche perché una nuova consapevolezza sembra profilarsi sul versante della politica, una politica che è stata per troppo tempo assente su temi di futuro nevralgici come quello della sicurezza. Diverse prese di posizione di questi giorni sono state bipartizan. Non ci sono stati contrasti, né divisioni.
Vogliamo citare, in merito, le belle riflessioni del sindaco di Sannicandro Garganico, Costantino Squeo, esponente di punta del centrosinistra garganico, che in uno “sfogo” su Facebook di cui parliamo in altra parte del giornale ha parlato del sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, una personalità politica alla quale dobbiamo molto per la netta inversione di tendenza marcata dal Governo, in questi ultimi mesi, in materia di lotta alla criminalità in Puglia e, in particolare, in Capitanata.
“Il Popolo della Libertà, al netto di stallieri e affini, – ha detto Squeo – annovera tra le proprie fila donne e uomini integerrimi. Tra questi ultimi spicca di luce propria il sottosegretario Alfredo Mantovano il quale assomma competenze a rigore morale non comuni. Sarebbe auspicabile, tra l’altro, che ci si confrontasse con uomini di tale levatura per condividere momenti di sensibilità alle tematiche della legalità ed azioni di reale e forte contrasto delle logiche criminali.”
Non è un caso che questo appello giunga da Sannicandro Garganico, comune più volte preso di mira da organizzazioni criminose che esercitano pressing forti sulla politica, come nella vicenda del nuovo appalto del servizio di raccolta di rifiuti. Forse, una strada nuova è stata veramente imboccata.

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One Comment leave one →
  1. 13 dicembre 2009 14:17

    Stamattina mentre passeggiavo per le vie centrali di Foggia che si preparano al Natale, ho pensato proprio a questo: esiste una voglia di rinnovamento a Foggia che è uscita allo scoperto, che si da da fare con entusiasmo e sa coinvolgere. In tutti i campi: a livello culturale e artistico con associazioni, gruppi di artisti, organizzatori di eventi; a livello sociale e di volontariato con realtà che convivono con coraggio con il disagio sociale e riescono ad escogitare soluzioni innovative. Forse a Natale potremmo dare finalmente una bella notizia e ringraziare quanti (con nomi e volti) dal basso, stanno metendo le basi per una comunità più civile e accogliente! Che ne dite?

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