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Strade provinciali, monta la protesta

16 dicembre 2009

Un altro incidente sulla S.P. 141, per fortuna senza vittime, mentre i gruppi di pressione nati su Facebook studiano la possibilità di passare alle vie giudiziarie. La presa di posizione di Manuel Marzocca ed Marianna Onorato, l’idea di Anna Maria Tatarella.

È un inverno nero, drammatico, per la viabilità provinciale. Dopo il grave incidente verificatosi qualche giorno fa sulla strada provinciale Lucera-Pietra Montecorvino (scontro frontale tra un pullman ed un autoarticolato), le sirene delle autoambulanze  hanno preso a suonare di nuovo, ieri mattina, sulla famigerata strada provinciale 141, l’ex strada statale delle Saline che collega Margherita di Savoia con Manfredonia, ritenuta una delle strade più pericolose ed a più elevata mortalità dell’intera regione Puglia.
Per fortuna, non c’è scappato il morto, ma il bilancio dell’incidente è comunque grave: diversi feriti, per fortuna non in gravi condizioni. Ma il bilancio poteva essere assai peggiore: il fatto si è verificato poco dopo le 8, quando due veicoli si sono scontrati frontalmente probabilmente a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia, o della sconnessione del manto stradale. Uno dei due veicoli è finito nel vicino canale di bonifica. L’altro si è fermato sulla carreggiata dopo diversi “testacoda”: per i cinque occupanti delle due auto, solo tanto spavento e pochi danni. L’altro giorno, più o meno nello stesso tratto, si era verificato un altro incidente, in questo caso senza danni alle persone.
Ma tanto è bastato a riattizzare le polemiche sulle pessime condizioni delle strade provinciali, che con il freddo ed il maltempo stanno diventando sempre più pericolose. Durissimo il commento di Manuel Marzocca, fondatore del gruppo Facebook “Lottiamo per la sistemazione della S.P 141 delle Saline”:  “Bisogna muoversi, o prestissimo ci scapperanno altri morti. Sono veramente schifato ed indignato, ma quando si muoveranno a sistemarla questa strada?”.
Alla presa di posizione di Marzocca fa eco quella di Marianna Onorato, fondatrice ed animatrice  di un altro combattivo gruppo di protesta su Facebook, ma che questa volta si riferisce in modo particolare ai dissesti stradali del Subappennino Dauno. Marianna ha commentato sul nostro blog l’articolo che il Quotidiano di Foggia aveva dedicato all’incidente verificatosi sulla Lucera-Pietra Montecorvino, incidente che aveva fatto anche registrare la durissima presa di posizione del sindaco di Pietra, Rino Lamarucciola.
Scrive Marianna Onorato: “Mi chiedo: cosa risponde l’Assessorato ai Lavori Pubblici della Provincia di Foggia alle dichiarazioni dei suddetti Sindaci, alla luce dell’ennesimo incidente?
Poi mi domando: Quanti feriti ancora occorrono per smettere di parlare, fare annunci strumentali, lavori superficiali, lenti e parziali e iniziare a lavorare seriamente per queste popolazioni, per la loro vita ed incolumità? E ancora: ma la Puglia è in Italia come L’Emilia Romagna, come le Marche, come il Piemonte o no? Infine: è vero che la Puglia è Regione Obiettivo 1? Perdonate le tante domande, ma sono un’ignorante (cioè ignoro). Più precisamente, un’ignorante indignata.”
Un commento condivisibile: si ha l’impressione che, con il passar del tempo (e col fatale peggioramento delle condizioni della strade) il problema anziché venire avviato a soluzione diventi sempre più grave.
E non è forse un caso che i gruppi Facebook che si occupano dei problemi della viabilità provinciale, stanno studiando la possibilità di adire le vie giudiziarie. Proprio Marianna Onorato, negli scorsi giorni, ha pubblicato sulla bacheca del gruppo un appello rivolto ad avvocati che intendano mettere a disposizione la loro professionalità per tutelare i diritti dei cittadini.
L’appello è stato raccolto da Anna Maria Tatarella, che ha lanciato un’idea sicuramente destinata a far discutere: “Qualsiasi tipo di azione si intenda promuovere, che sia un’eventuale esposto- denuncia alla Procura della Repubblica o una costituzione di parte civile in un processo per lesioni promosso da una ” Vittima della strada” ( si potrebbe studiare la fattibilità) , presuppone , a mio avviso la necessaria costituzione del gruppo in associazione con contestuale conferimento al legale rappresentante dei poteri specifici in merito. In caso contrario l’atto dovrebbe essere sottoscritto singolarmente da ogni aderente al gruppo virtuale, che di per sé non ha alcuna identità giuridica se non quella costituita dalla somma delle persone fisiche che lo compongono.
Le potenzialità di azione del gruppo nella forma dell’associazione sarebbero ampliate. Penso ad esempio, alla richiesta di accesso agli atti amministrativi e tanto altro… Tranquilli non è affatto dispendioso… Che ne dici Marianna? Che ne dite?”
Da parte nostra diciamo che la partecipazione dei cittadini è il miglior strumento per “pungolare” una classe politica poco sensibile.

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  1. Marianna Onorato permalink
    16 dicembre 2009 22:17

    Condivido pienamente: la partecipazione è il miglior strumento per pungolare la nostra classe politica ed è su quella partecipazione che io conto: se siamo tutti bravi solo a parlare ma poi, al momento di scendere in campo, ci tiriamo indietro, non cambierà mai nulla.

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