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Puglia matrigna? No grazie

19 dicembre 2009

Quel filo diretto tra Lonigro e Di Gioia…

Puglia matrigna? No grazie. Tra il consigliere regionale socialista, Pino Lonigro, e l’assessore provinciale alla programmazione, Leonardo Di Gioia, sembra stabilirsi un filo diretto, al di là della differente estrazione politica dei due (Di Gioia ha la tessera del Pdl, ed è un esponente di punta dell’esecutivo provinciale di centrodestra, guidato da Antonio Pepe).
L’assessore di Palazzo Dogana aveva puntato l’indice verso la Regione, accusandola di voler decidere autonomamente sulla destinazione dei fondi comunitari, nonostante l’intesa attività di coordinamento e di concertazione che si è svolta nei territori provinciale. Nella polemica con l’Ente di via Capruzzi, Lonigro sembra dar ragione alla tesi sostenuta dall’esponente di centrodestra, ed annuncia che chiederà la convocazione urgente della commissione consiliare competente, “perchè – come si legge in un comunicato diffuso dallo stesso Lonigro – si faccia il punto reale sulla situazione di Bilancio rispetto alla capacità e all’entità della spesa realizzata e da realizzare dall’Amministrazione regionale riguardo ai Fondi strutturali e alla Programmazione 2007- 2013, e svolga un’approfondita riflessione sulle problematiche connesse alla gestione delle risorse e ai poteri che attengono i nuovi organismi di Area Vasta. Non può esserci nessuna colpevole confusione rispetto ai ruoli e alle competenze che tutti gli attori della programmazione dovranno avere. Il territorio della Capitanata ha prodotto una serie importante di progetti che dovranno essere vagliati e dei quali bisogna fare sintesi, sostenendoli con risorse finanziarie certe ed urgenti, prima che salti tutto il quadro programmatorio. A tale proposito, penso all’accordo stralcio varato sulle due aree Vaste, quella dei Monti Dauni e quella della Capitanata 2020; penso ai progetti di Kàlena e della Cattedrale di Foggia, all’asse energetico; penso al PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale) varato poco tempo fa; penso agli annosi problemi che investono continuamente il nostro territorio dall’assetto idrogeologico, al sistema portuale, dalle infrastrutturazioni al potenziamento degli assi viari (strada Poggio Imperiale- Candela e la Pedagarganica).”
Si tratta, guarda caso, proprio delle opere e degli interventi che erano stati elencati da Leonardo Di Gioia, nel suo atto di accusa alla Regione.

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