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Alla guida del Pd di Foggia, per la prima volta, un non comunista

23 dicembre 2009

L’elezione di Rauseo al vertice del Pd foggiano

Forse attorno alla leadership dell’ex assessore di Ciliberti, il Pd può trovare quegli equilibri e quella coesione che sono fino ad oggi mancati.
Tutto secondo copione. Mariano Rauseo è il nuovo segretario cittadino del Pd di Capitanata. L’investitura è giunta dal congresso cittadino dei democratici, celebrato polemica scorsa. L’esito era scontato, anzi scontatissimo, visto che quella di Rauseo era una candidatura unica, in quanto su di essa si era registrata la convergenza di tutte le diverse anime e le diverse correnti del maggior partito del centrosinistra.
Un comunicato del partito si affanna a precisare, tuttavia, con il solito fraseggio oscuro tipico della comunicazione di questo partito, che “Rauseo ha raccolto l’unanimità dei consensi non solo in relazione all’incarico che lo vedrà alla guida del PD foggiano, per i prossimi quattro anni, ma anche in virtù della proposta politico-organizzativa che ha presentato all’approvazione dell’assemblea congressuale”.
Tradotto dal politichese, il passaggio sibillino e criptico del comunicato vuol forse far intendere, che al di là dell’unanime convergenza che c’era stata sulla candidatura, Rauseo si è meritato l’unanimità anche in virtù della piattaforma politica presentata al congresso. Nulla di sconvolgente e innovativo anche qui: intervenuto dopo i saluti di rito del sindaco Mongelli e dei rappresentanti di PDL,UDC, Rifondazione comunista, Sinistra e Libertà, PS e Italia dei Valori, l’ex assessore della prima giunta Ciliberti ha spaziato dalle indicazioni relative alle priorità, che dovranno caratterizzare l’iniziativa politico-amministrativa del PD, alle forme organizzative che il partito dovrà assumere per rendere sempre più radicata, percepita e percepibile la sua presenza sul territorio comunale. Il neo-segretario del PD foggiano ha delineato una strategia operativa finalizzata a costruire un partito che sia capace di essere inclusivo, nella sua dialettica interna, aperto e ricettivo, nei rapporti con i diversi mondi della realtà sociale e funzionale, nell’azione di coordinamento con i suoi rappresentanti istituzionali. In pratica, un partito incisivo e dialogante, di progetto e di proposta, un partito che rappresenti un sicuro punto di riferimento per la coalizione di governo e per l’amministrazione comunale, contribuendo a trasformare i molteplici bisogni della comunità cittadina in opportunità di crescita.
In effetti, a ben vedere, è questa la scommessa che Rauseo è chiamato ad affrontare, la vera sfida sottesa al suo mandato quadriennale: superare i contrasti interni che hanno reso difficile la vita del Partito, e che sono stati in buona parte ereditati dalla vecchia Quercia e dalla vecchia Margherita.
In questo non facile obiettivo, Rauseo sarà forse aiutato anche dalla sua formazione politica. È il primo segretario del Pd che non è né ex comunista, né post comunista. Politicamente, è forse più un post democristiana: il suo percorso politico è comunque iniziato in seno alla Margherita, e la sua elezione va interpretata, in questo senso, come un’apertura di credito da parte dell’anima del Pd che si rifà alla vecchia Quercia, nei confronti dell’ala che invece si rifà alla Margherita. Del resto, gran tessitore della candidatura unitaria è stato un altro personaggio del Pd che non ha nell’armadio, pur vantando una considerevole militanza politiche, tessere del Pci: quell’Angelo Colangione che proviene, invece, dalle file socialista, e che approdò all’allora Pds all’epoca della cosiddetta “Cosa 2”.
All’ultimo congresso nazionale, Rauseo ha comunque aderito alla corrente maggioritaria che ha eletto alla segreteria Pierluigi Bersani. Il neo-segretario è una perfetta sintesi sia delle radici antiche del Pd, sia dei nuovi equilibri venutisi a saldare attorno alla leadership di Bersani.
E non è comunque poco che il Pd sia riuscito a trovare una intesa unitaria, attorno al suo nome. Per sapere se si tratta di un’intesa soltanto formale, o comunque di una inversione di rotta, bisognerà attenderei primi passi del nuovo segretario

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