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Blasi pressa Emiliano, Fitto corteggia Poli Bortone

24 dicembre 2009

I due poli stringono i tempi per individuare i candidati presidenti alla Regione

Ma tutto passa per la fatidica assemblea regionale del Pd che dovrà dire sì o no alla candidatura bis di Nichi Vendola
Diventa sempre più ingarbugliata la matassa della individuazione dei candidati alla presidenza del governo regionale pugliese. Mancano ormai poche settimane all’avvio della campagna elettorale, ma non c’è ancora nulla di definito, tanto in casa del centro-sinistra, quanto in casa del centrodestra.
Il vertice convocato dal segretario regionale della Partito Democratico, Sergio Blasi, ha registrato l’assenza (peraltro preannunciata), sia dell’Unione di Centro che della formazione che fa capo alla Poli Bortone “Io Sud”. Alla riunione ha tuttavia partecipato il segretario regionale dell’Idv, Pierfelice Zazzera.
I centristi hanno tuttavia riaffermata la loro disponibilità a sostenere una eventuale candidatura del sindaco di Bari, Michele Emiliano. La mancata partecipazione va intesa, insomma, come il desiderio di Sanza a non imbarcarsi in accordi preventivi, rima che sia sia concluso il discorso sulla candidatura bis di Vendola.
Chiarissima, al riguardo, la posizione del coordinatore regionale del partito di Casini, Angelo Sanza,: “siamo pronti ad appoggiare la candidatura del sindaco di Bari – ha detto Sanza – perché, come abbiamo detto più volte, guida una giunta di centro sinistra della quale già facciamo parte”.
Blasi continua per questo a lavorare attorno alla possibilità di una candidatura di Emiliano. Ma prima di tutto occorre convincere il diretto interessato, che ha fatto sapere che la sua eventuale disponibilità ad accettare la candidatura è condizionata ad un cambiamento della legge elettorale regionale che prevede attualmente l’incompatibilità dei sindaci delle città capoluogo a rivestire la carica di governatore. Emiliano, insomma, è disposto ad accettare la candidatura ma solo nel caso in cui non sia costretto a dimettersi da sindaco di Bari. È evidente, tuttavia, che questo interesse coincide anche con quello più generale del centro-sinistra che non è pronto a trovare un altro candidato alla guida del capoluogo regionale. Qualora, nell’accettare la sfida regionale, Emiiliano fosse effettivamente costretto a rinunciare alla fascia tricolore, la possibilità del centro-sinistra di riconquistare il comune di Bari diventerebbe oltremodo problematica.
Blasi in ogni caso accelera rispetto all’ipotesi Emiliano: “mi aspetto  – ha detto dopo l’incontro – che Michele Emiliano sciolga il nodo rispetto all’invito che io ho fatto e che prima dell’assemblea regionale del Pd convocata per il 28 dicembre dia la disponibilità piena ad una sua candidatura.”
L’assemblea regionale del Partito democratico, prevista in un primo momento per la vigilia di Natale è stata rinviata a lunedì 28 dicembre prossimo. Allo stato delle cose, tanto la possibilità per  Vendola di ottenere la seconda candidatura, quanto quella che il candidato sia Emiliano passano proprio per la “conta” che i democratici effettueranno in seno all’assemblea regionale. Vendola  gode di molte simpatie nella base democratica, forse un po’ meno tra i dirigenti più adusi ad osservare le direttive che giungono dai vertici. La direttiva della “no a Vendola” come si sa, è giunta da molto in alto, da Massimo D’Alema in persona che preferisce privilegiare l’intesa con i centristi e l’allargamento della coalizione di maggioranza rispetto alla seconda candidatura del governatore uscente.
In un modo o nell’altro, i democratici dovranno in ogni caso sbrogliare la matassa prima della fine dell’anno e a chiarire tutto sarà proprio l’assemblea regionale.
Fermenti si registrano in queste ultime ore anche in casa del centrodestra. Il Pdl deve paradossalmente aspettare l’esito dell’assemblea regionale democratica prima di uscire allo scoperto. La scelta del candidato dipenderà, infatti, dalle decisioni che verranno assunte dall’unione di centro all’indomani delle scelte che matureranno in seno al Partito democratico. Deus ex machina delle complesse trattative è il Ministro per degli affari regionali, Raffaele Fitto. La candidatura che fino a qualche giorno fa sembrava più verosimile, ovvero quella del magistrato Stefano Dambruoso, potrebbe perdere definitivamente quota qualora i centristi scelgano, alla fine, di entrare nella coalizione allargata proposta dal centro sinistra. In questo caso dal cilindro del ministro Fitto potrebbe uscire una clamorosa novità: la candidatura della sua storica rivale, Adriana Poli Bortone, leader di “Io Sud”. I rapporti tra la Poli Bortone e il centrodestra, dopo la clamorosa rottura di qualche mese fa, sono decisamente migliorati tanto è vero che per l’ex sindaca di Lecce si prospetta la possibilità di un posto nel governo Berlusconi. Non è escluso che il Pdl possa puntare proprio su di lei, qualora alla fine l’unione di centro rifiuti le offerte del centrodestra.

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