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Foggia rivuole i suoi tesori

25 dicembre 2009

Per gentile concessione dell’autore, Nico Baratta, pubblichiamo questa bella riflessione natalizia, che condividiamo a pieno. Foggia è una bella città, ricca di mille tesori, purtroppo spesso  nascosti. E lo è soprattutto a Natale.
* * *
FOGGIA, Giovedì 24 dicembre 2009

Siamo entrati nel vivo del periodo più caratteristico e atteso dell’anno, festeggiandolo: il Santo Natale. La città si veste in festa (laddove è possibile…) con i cieli notturni addobbati da vari colori.

La Cattedrale di Foggia di sera.
La dimora della nostra Cara Iconavetere dei 7 veli
Nelle piazze, nei vicoli, fra un angolo e uno stand promozionale s’intravedono i primi ambulanti con cesti di frutta secca e torroni, con giocattoli sempre più tecnologici e palloncini multiformi. Si distinguono i girovaghi con trombe e fisarmoniche che fra una suonata e un’elemosina, cercano di vendere giocattoli luminescenti sempre più richiesti dai piccoli ma sapientemente negati dai loro genitori per la dubbia provenienza, funzionalità, composizione e sicurezza.
Un quadro perfetto per una città che nel Natale ripone le speranze del “volemoce bene”, incorniciandolo paradossalmente con legno in arte povera.
Ricordi, sono solo ricordi quei periodi natalizi che Foggia trascorreva felicemente visitando l’Iconavetere presso la sua dimora, pregandola, venerandola o semplicemente ammirandola nella Sua veste velata e dorata. Una Madonna misteriosa, miracolosa che ha sempre suscitato interesse, non solo per la devozione, forse anche per carpirne il segreto di quei Sette Veli che da sempre la coprono e che per fede o scaramanzia, comunque per tradizione, nessuno ha osato mai sollevare.

Il Cappellone delle Croci
Da piccolo i miei genitori, gli zii mi portavano a visitare le bellezze di Foggia antica: la Cattedrale, la “Chiesa dei Morti”, il Teatro Giordano, il “Cappellone delle Croci”.
Oggi, con i miei figli non è possibile; al massimo gli faccio da cicerone lungo le vie della Foggia settecentesca, fra un capitello e una traccia dei bombardamenti, commentando il nipote del Barbarossa e ciò che di storico e prezioso ci ha lasciato.

Per noi foggiani passano i natali, cinque, dieci e chissà quanti altri e, del Teatro in onore del grande Giordano, della millenaria Cattedrale, della sconsacrata Chiesa di Piazza Purgatorio, possiamo solo ammirane i muri di cinta.
Foggia non è una città di grandi pretese ma nel suo interno possiede tesori inestimabili nel valore e nell’affetto; ricchezze mal conservate da una burocrazia, non inerme ma “stantia” che opera più nel contendersi spazi piuttosto che preservarli e promuoverli.
Forse siamo provinciali, un po’ bigotti nel pretendere di riavere la Cattedrale, il Teatro, la storia di una città che ha sempre sofferto e con sacrificio e impavida fermezza si è ripresa dopo collassi e disavventure. La storia di Foggia è piena di testimonianze simili: peste, colera, terremoti, guerre, crolli, hanno solcato permanentemente la sua memoria e mai piegandola.

Il Teatro Giordano di sera con la nuova Piazza Cesare Battisti
Riaprire la Cattedrale ha un costo, certamente elevato ma sopportabile se gestito anche con opportune collaborazioni oltre i nostri territori.
Meno dolorosa è la questione Teatro, che già vede la luce in alcuni suoi interni, prematuramente installati e ora testimoni d’interventi che potrebbero comprometterne lo stato di utilizzo, di conservazione e valore. Una scelta di operare discutibile, dove la selettività degli interventi lascia a desiderare. Si spera solo che il Teatro presto sia agibile.

La “Chiesa dei Morti”
un Ipogeo di Foggia

La “Chiesa dei Morti” pare che presto ritornerà visitabile e con essa i suoi tesori e parte degli ipogei. Gli storici sotterranei, come la stessa chiesa, per decenni hanno conservato tesori lasciati incustoditi e oggi non più fruibili perché sottratti furtivamente.

Foggia rivuole i suoi tesori, almeno quegli spazi che l’hanno rappresentata, la testimoniano e che i foggiani amano.

Un passo è stato fatto, mantenendo la promessa per la riapertura e fruibilità del Palazzetto dell’Arte, tanto evocata e sostenuta da articoli di stampa e raccolta delle firme: Foggia ne prende atto e ringrazia.
Tuttavia non voglio ricordare le promesse elettorali di tutti i candidati che hanno corso per la carica di Primo Cittadino: rimangono tali e per la funzione che hanno avuto.
Piuttosto mi appello all’uomo, vissuto e cresciuto nella Foggia settecentesca, che mi piace definirlo “Uno di Noi, con Noi” che potrebbe essere la chiave di volta, l’uomo della svolta.

Carissimo Gianni (il riferimento è al sindaco Mongelli, n.d.r.) , insieme, con tutti i concittadini riprendiamoci Foggia e i suoi tesori.

E tanto per smentire alcune voci, un grande della storia dell’arte ha definito Foggia una delle città più interessanti: riscoprirne i valori, i tesori spettano a noi. Si vede che Vittorio Sgarbi ha gusto.

BUON NATALE A TUTTI DAL PROFONDO DEL CUORE.

Ad Maiora

NICO BARATTA

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One Comment leave one →
  1. 30 dicembre 2009 22:22

    Ringrazio il Quotidiano per aver dato visibilità al mio intervento pubblicandolo anche sul giornale di oggi.
    Spero che la mia riflessione, i ricordi resi pubblici, siano da stimolo per riavere presto i Tesori che Foggia 2pacatamente” rivendica e ama.
    Grazie.
    Buone feste a tutti, nel segno della Serenità, Pace e Solidarietà.
    A U G U R I

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