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Blasi, il convitato di pietra

29 dicembre 2009

Privo di senso dell’humour. Ed anche di senso del ridicolo.

Pare che l’assemblea regionale del Partito democratico chiamata a decidere il candidato alla presidenza del governo regionale si svolgerà non solo a porte chiuse, ma anche in località ed in data segreti.
È il massimo, per un partito che ha eletto il suo segretario nazionale con il democraticissimo metodo delle primarie, chiamando a raccolta non solo  iscritti ma anche semplici elettori e simpazzanti. Quel che vale nel resto del Paese, è però tabù in Puglia:  no alle primarie (che consegnerebbero più o meno automaticamente la candidatura a Nichi Vendola), no a qualsiasi forma di consultazione della base, che a scegliere siano i dirigenti regionali. E neanche coram populo, ma alla chetichella.
Diamo un consiglio a Sergio Blasi: a questo punto è superfluo e rischioso tenere l’assemblea regionale “allineata e coperta”. Vuoi vedere che tra 126 delegati regionali neanche uno si lasci scappare il segreto? Che si voti per posta elettronica o per sms.
La verità è che si sapeva da tempo che i dirigenti democratici non fossero granché dotati di senso dell’humour: le rocambolesche vicende di questi giorni certificano che stanno maluccio anche per quanto riguarda il senso del ridicolo. A cominciare dal segretario regionale Blasi il quale, commentando l’infausto esito della fumata nera di lunedì scorso e dell’annullamento dell’assemblea  regionale ha sentenziato: “È il punto più basso toccato dal centrosinistra pugliese.” D’accordissimo. Quel che Blasi però non dice che la responsabilità della caduta libera della primavera pugliese va equamente suddivisa tra lui stesso, chi lo ha votato come segretario regionale e quel D’Alema occulto regista della più disastrosa operazione politica che la storia della sinistra pugliese sia mai stata costretta a subire.
Un’altra che non denota un grande senso del ridicolo è Cinzia Capano, deputata pugliese del Pd. Se non altro ha avuto il coraggio di rivolgersi alla turbolenta platea dell’Hotel Excelsior per spiegare che l’assemblea regionale “è l’unico organismo dirigente della Puglia, perchè come sapete non abbiamo ancora nominato gli altri organismi dirigenti. Siamo in una fase assai delicata, c’è l’esigenza di parlarsi con grande franchezza, ed è diritto-dovere di ogni organismo dirigente condurre questa discussione con molto senso di responsabilità e misura, per cui il segretario di questo partito ha ritenuto che quelle di oggi non fossero le condizioni per affrontare una discussione”. Ribadiamo: il partito che fa delle primarie il suo vessillo, che attraverso questo strumento elegge i suoi organismi dirigenti, per “parlarsi con grande franchezza” ha bisogno di riunirsi a porte chiuse, vietando l’accesso perfino ai giornalisti?

Meno male che, alla fine, ha messo tutti d’accordo Michele Emiliano. Il suo “sì” alle primarie spiazza tutti. Blasi, convitato di pietra compreso, e rende praticamente superflua l’assemblea regionale che lo stesso Blasi aveva indicato quale ultima spiaggia.

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One Comment leave one →
  1. Michele Eugenio Di Carlo permalink
    29 dicembre 2009 20:31

    Sarebbe stato troppo semplice nella prima riunione della nuova assemblea regionale far esprimere la stessa sul nome che tutti i candidati alle primarie avevano indicato: Vendola.
    Invece, bisognava complicare le cose, fino a convincere Emiliano di accettare la candidatura, senza se e senza ma, e la notte dopo smentire il tutto chiedendo l’unanimità ad un’assemblea mai iniziata e che mai avrebbe potuto avvallare l’unanimità, perché l’unico obiettivo politico possibile, a quel punto, era quello delle primarie tra Vendola e Emiliano.
    Primarie tra i due principali protagonisti della “primavera pugliese”, che mai avrebbero dovuto rompere un sodalizio consolidato e attorno al quale si sono raccolte migliaia di speranze, di progetti, di idee per una Puglia migliore.
    Due piccioni con una fava è il risultato politico di chi è riuscito a separare Nichi da Michi, ma fatte le primarie la speranza è che possa ritornare il buon senso e proseguire il percorso iniziato cinque anni fa.
    Michele Eugenio Di Carlo

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