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Così Boccia ha detto sì alla sfida con Vendola

16 gennaio 2010

Alla fine, la quadratura del cerchio è stata trovata: Francesco Boccia ha detto sì alle primarie. L’assemblea regionale del Pd ha ratificato, designandolo candidato ufficiale del Pd. Ma come si è giunti alla clamorosa svolta?
Vi raccontiamo la notte più lunga del Pd pugliese, quella di giovedì. Il deputato economista si è convinto al gran passo dopo un lungo colloquio con il segretario regionale Sergio Blasi, che gli aveva sollecitato un “atto di coraggio.”
Soltanto qualche ora prima, il deputato economista barese aveva fatto sapere di volersi ritirare dalla corsa, dopo essersi reso conto che nell’assemblea regionale del Pd la sua proposta di coalizione allargata all’Udc e all’Idv, senza primarie, non avrebbe ottenuto la maggioranza dei voti dei delegati, più propensi, invece, a concedere al governatore uscente, Nichi Vendola, la chance delle primarie.
Giovedì notte, sono però successe molte cose, in seno al Pd, che potrebbero avere effetti importanti anche sul risultato delle primarie, rendendolo assai meno scontato di quanto non appaia oggi. Francesco Boccia ha infatti incassato il convinto sostegno di tutto il gotha del Pd, a cominciare dal segretario Pierluigi Bersani: sarà lui il candidato ufficiale del Pd, che – par di capire – non tollererà a questo punto defezioni o tiri mancini.
Che i dirigenti nazionali del Pd abbiamo deciso di far quadrato seriamente attorno a Boccia lo conferma una dichiarazione di Rosi Bindi, presidente nazionale dei Democratici. “Il nostro candidato in Puglia è Francesco Boccia. Ieri sera (giovedì, per chi legge, n.d.r.) lo abbiamo indicato”. La presidente ha detto anche che sarà comunque l’Assemblea regionale sabato prossimo ad esprimere formalmente il nome del candidato.
Sarebbe stato proprio il filo diretto con Bersani e il lungo colloquio con Blasi a convincere Boccia a tornare sulle sue decisioni, e a dichiararsi pronto alla sfida bis con Nichi Vendola, dopo quella che lo vide soccombere cinque anni fa. Questa volta, Boccia ha dalla sua il paziente lavoro si tessitura svolto nel tentativo di mettere su la “coalizione allargata”: insomma dovrebbero appoggiarlo i partiti che gli avevano già detto sì,mentre non andò così cinque anni fa, quando contro Boccia, almeno in alcune province, si schierarono i socialisti, che alla fine risultarono determinanti.
Si tratta di primarie atipiche, perché lo statuto del Pd prevede il ricorso a primarie di coalizione: ma questa volta la coalizione è ancora tutta da fare. Chissà che faranno i centristi dell’Udc, il cui leader, Pierferdinando Casini, (che aveva comunque dato il proprio sostegno a Boccia) ha sempre fatto sapere di non essere d’accordo con questo metodo di selezione del candidato (e si può anche capirlo, visto che il sostegno dell’Udc alla coalizione di centrosinistra è subordinato proprio al fatto che non sia candidato Nichi Vendola). I centristi hanno fatto sapere che attenderanno l’esito della consultazione dei gazebo, per decidere il da farsi.
Non si sa che farà l’Idv: Antonio Di Pietro si è dichiarato disponibile a sostenere il candidato di centrosinistra, a prescindere da chi questi sia: ma il partito dell’ex pm di Mani Pulite potrebbe anche restare fuori la lotta fratricida che si va profilando.
La minicampagna elettorale in casa del centrosinistra è comunque già cominciata.

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