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Quando le sinergie producono cultura: domenica la prima assoluta di “Giove a Pompei” di Umberto Giordano

16 gennaio 2010

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Foggia vivrà domani un momento storico dal punto di vista culturale. Per la prima volta in Puglia e nel capoluogo dauno, e per la prima volta in assoluto nei tempi moderni, verrà infatti eseguita la sola commedia musicale composta da Umberto Giordano, “Giove a Pompei”.
Merito di una fortuna e positiva sinergia tra l’Associazione “Foggia non dirle mai addio”, vincitrice di un progetto del bando regionale “Principi Attivi” che prevedeva propria la messinscena dell’opera giordaniana, la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Conservatorio Musicale Giordano, la Facoltà di Lettere dell’Ateneo foggiano.
La rappresentazione è sicuramente l’appuntamento più atteso della stagione “Musica Civica – Otto conversazioni tra suoni e parole”, proprio per il fatto che darà la possibilità al pubblico pugliese di ascoltare in prima assoluta un’operetta che nessun vivente ha mai potuto sentire e rappresenta il concerto di punta dell’intera programmazione. Sono in programma due distinti spettacolo: alle 11, al Teatro Garibaldi di Lucera e alle 18, al Teatro del Fuoco.
La storia di questa prima assoluta di “Giove a Pompei”, scritta a quattro mani da Umberto Giordano unitamente ad Alberto Franchetti, è quanto mai significativa per il territorio e per amanti e studiosi, non solo dell’operetta, ma soprattutto del lavoro del compositore foggiano, impegnato in un genere inconsueto: una commedia musicale.
Il lavoro che è stato necessario per riportare alla luce questo piccolo gioiello giordaniano è stato lungo e difficoltoso se si tiene conto che da circa un anno Casa Ricordi, su impulso e idea del Maestro foggiano Dino De Palma (musicista e studioso di Giordano), ha accettato di lavorare alla ricostruzione della partitura andata perduta e mai più eseguita nella versione orchestrale dagli anni Venti.
Del lavoro di Giordano erano rimasti esclusivamente lo spartito per canto e pianoforte (e da questo qualche anno fa all’interno del Festival della Valle d’Itria erano state eseguite alcune arie per voce e pianoforte) e le parti staccate di alcuni strumenti dell’orchestra.
In seguito alle sollecitazioni di De Palma la Ricordi, dopo aver accettato nel 2008 di portare a termine l’operazione di ricostruzione e dopo mesi di lavoro, ha riconsegnato ai musicisti e al pubblico di tutto il mondo la partitura completa di “Giove a Pompei” ultimando i lavori nell’autunno 2009.
“Per il nostro territorio – dichiara il direttore artistico di ‘Musica Civica’, il Maestro Gianna Fratta – è un motivo di grande orgoglio aver dato impulso ad un’operazione culturale, prima ancora che musicale, e aver riconsegnato al pubblico non solo una piacevolissima operetta dall’esilarante libretto, ma soprattutto evidenziato un aspetto insolito della figura di Giordano che sfida se stesso cimentandosi in un genere per lui del tutto nuovo. Un’altra nota di merito è che questa operazione sia avvenuta per impulso di musicisti foggiani che hanno a cuore la riscoperta e la promozione concreta della figura di Giordano e della sua produzione musicale complessiva, dedicandosi alla riscoperta, all’allestimento, allo studio dei lavori poco noti del compositore foggiano al fine di far conoscere, al fianco dei ben noti capolavori giordaniani come Andrea Chènier, Fedora e Siberia, le altre numerose e non meno interessanti opere”.
Il Maestro Fratta precisa che l’importanza dell’operazione non risiede nell’allestimento che ne verrà fatto all’interno di “Musica Civica” che, essendo una stagione concertistica e non una stagione lirica non potrà dare alla messa in scena la ricchezza, la completezza e le risorse dovute, quanto nell’aver ridato luce a una partitura che dovrà trovare nel futuro idonei contesti di esecuzione all’interno di prestigiose stagioni liriche e soprattutto nell’aver offerto uno stimolo di approfondimento al fine di programmare da parte della città di Foggia attività idonee alla divulgazione di questa partitura, come la realizzazione di una incisione discografica o in DVD in prima mondiale. L’atteso allestimento in forma semiscenica è stato possibile grazie alla sinergica collaborazione di numerosi partners: in primis l’ente Provincia di Foggia e tutti i promotori della rassegna “Musica Civica”, a cui va aggiunto, come si è già detto, l’importantissimo ruolo dell’associazione “Foggia non dirle mai addio” vincitrice del progetto “Giordano” all’interno di “Principi Attivi” della Regione Puglia, che ha investito gran parte delle proprie risorse nella realizzazione dell’operetta.
“Lo spettacolo – spiega Carlo Inserra, presidente del sodalizio foggiano – ha l’intento di restituire la musica lirica e la cultura classica (seppure come si è visto in chiave dichiaratamente ironica e satirica) ad un pubblico più vasto, prevalentemente giovanile, valorizzando una storia che è in un certo senso metafora delle opportunità ma anche dei rischi della cultura meridionale, e comunque dell’importanza di connetterla in modo più profondo ai valori classici”. Il progetto elaborato da Inserra e vincitore di “Bollenti Spiriti” ha tra le sue finalità proprio la riattualizzazione della classicità, e sarà sotto questo aspetto interessante ascoltare la conversazione che, secondo la consueta formula del cartellone di Musica Civica, sarà svolta da Giovanni Cipriani, professore ordinario di Letteratura Latina e preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Foggia, con interessi specifici per la retorica classica e le tecniche di comunicazione, che, non a caso, argomenterà sul tema “Uomini e Dei all’ombra del Vesuvio: quando l’archeologia diventa una storia piccante”.
La prima rappresentazione di “Giove a Pompei” risale al 5 luglio del 1921 al Teatro all’aperto La Pariola di Roma, davanti ad un pubblico che, a differenza della critica perplessa, ne tributò l’immediato successo, ammirando soprattutto le grandiose coreografie e il complesso apparato scenico. All’interno della stagione “Musica Civica” si potrà ascoltare, in prima assoluta, una versione ridotta nella durata e nell’organico orchestrale, ma del tutto fedele alla musica di Giordano e Franchetti e al libretto originale.
L’elaborazione e la drammaturgia sono di Marco Moresco, che dirigerà la Civica Orchestra, e di Nicolin Gurakuqi, regista dello spettacolo. Tra i cantanti principali, il noto baritono turco Cuneyt Unsal, nel ruolo di Giove, l’italiano Eugenio Leggiadri in quello di Parvolo Patacca e il soprano Raffaella Palumbo nel ruolo di Lalage.
Definita dalla critica dell’epoca “la sola operetta italiana di qualche rilievo, che tenti la continuazione dello stile satirico di Offenbach, trasferendo in ambiente mitologico allusioni e parodie della cronaca contemporanea”, “Giove a Pompei” rievoca in chiave ironico-satirica la distruzione di Pompei del 79 d.C. per volere degli dei, indignati dal fatto che i pompeiani, in mancanza di reperti archeologici, abbiano osato seppellire i simulacri divini per poi fingere di rinvenirli nella lava. L’eruzione del Vesuvio dà spunto, dunque, ad una vicenda comica con tratti surreali. In un intreccio in cui equivoci e astuzie si susseguono senza sosta, gli scaltri pompeiani tentano di ingannare Giove in persona.
Anche questo, come tutti gli altri appuntamenti della stagione di “Musica Civica”, è a ingresso gratuito, fino a esaurimento posti

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One Comment leave one →
  1. valeria permalink
    18 maggio 2010 18:44

    ma mi potete dire i piatti tipici di pompei grz!

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