Skip to content

Aziende speciali, via i cda arrivano amministratori unici

18 gennaio 2010

Un altro schiaffo ai partiti di Mongelli “il discontinuo”. Ai supermanager sarà affidato il compito di preparare il piano industriale e il risanamento. All’Amica, fiore all’occhiello della vecchia Quercia, va anche peggio: arriva il commissario

Se Gianni Mongelli voleva dare un segnale forte, decisivo, irreversibile di discontinuità, ci è riuscito. E sul versante che da sempre costituisce il terreno di coltura della partitocrazia e di questi “costi delle politica”  che vengono periodicamente additati al pubblico ludibrio, salvo poi a lasciare tutto come prima. L’attacco decisivo il primo cittadino lo ha sferrato sul versante più nevralgico dei rapporti tra amministrazione e partiti: i consigli di amministrazione delle aziende speciali partecipate dal Comune, le ex aziende municipalizzate.
Che proprio le aziende speciali fossero destinate a diventare cantiere e laboratorio di quella discontinuità tanto invocata durante la campagna elettorale, lo si era capito da tempo. Mongelli ed il suo esecutivo avevano già introdotto consistenti novità nell’ordinamento delle aziende, facendo approvare dalla Giunta un provvedimento che riduceva le poltrone in seno ai consigli di amministrazione, ed il numero delle stesse aziende, che nelle ultime legislature comunali si erano moltiplicate come funghi, per soddisfare gli appetiti dei partiti.
Ma questa volta il colpo è ancora più duro. Niente avvicendamenti politici ai vertici delle municipalizzate, almeno per un certo periodo di tempo. I cda saranno azzerati nei prossimi giorni, ma al loro posto non verranno insediati i consigli di amministrazioni “light” previsti dal provvedimento dell’amministrazione. Almeno per un certo periodo di tempo, il timone delle aziende verrà affidati ad amministratori unici, cui verrà assegnata una missione specifica e peculiare: redigere piani industriali che possano risanare le imprese ed al tempo stesso propiziarne il rilancio.
Questa sorta di “amministrazione controllata” non riguarderà tutte le tre aziende speciali comunali (e le società da queste derivate, naturalmente), ma soltanto due di esse, quelle per cui la situazione finanziaria ed istituzionale si presenta complicata, ma non drammatica, ovvero l’Ataf e l’Amgas.
Per quanto riguarda l’Amica, il “gioiello di famiglia” della vecchia Quercia foggiana, che negli ultimi anni ha sempre designato i vertici aziendali, la gestione non verrà affidata ad un amministratore unico scelto dal Sindaco, ma ad un commissario che verrà designato dal Prefetto.
Come a dire che se, in qualche modo la politica potrà dire la sua sulla nomina degli amministratori unici, non potrà proprio metter becco dall’azienda che dalla politica è stata più disastrata. All’Amica dovrà pensarci il Prefetto, designando alla sua guida un vero e proprio commissario. Questa la volontà politica che sembra sia stata maturata da Mongelli: non è ancora chiaro come le decisioni del primo cittadino verranno concretamente poste in essere, ma è probabile che Mongelli decida da solo, in quando azionista unico delle aziende speciali.
Si tratta di una netta inversione di tendenza rispetto al passato. Per l’amministrazione Ciliberti la gestione delle municipalizzate è stata un autentico calvario, nonostante la dichiarata volontà di voltare pagina che l’amministrazione aveva manifestato al sui insediamento con un taglio ai compensi degli amministratori e con la nomina di presidenti “tecnici” e non politici. Il sogno è durato poco: dopo qualche mese la politica è tornata ad impadronirsi delle presidenze dell’Ataf e dell’Amica. Soprattutto quest’ultima è stata protagonista di un incredibile balletto di presidenti: quattro, in soli cinque anni.
Adesso si volta pagina, e per davvero. Tutto sta a vedere se e per quanto tempo il sindaco Mongelli riuscirà a contrastare i partiti di maggioranza che, viste le vecchie abitudini (e visto che son gli stessi che hanno dato un bel contributo ad affondare le municipalizzate), non faranno certamente salti di gioia verso questo colpo di coda del primo cittadino. Che però, per il momento, tira dritto per la strada della discontinuità, forte anche di un consenso popolare crescente, com’è stato confermato dai risultati del Governance Poll del Sole 24 Ore della scorsa settimana. La discontinuità piace ai foggiani, e un passo dopo l’altro, Gianni Mongelli sta sembrando sempre più il sindaco dei foggiani e sempre meno il sindaco dei partiti.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: