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Foggia, il disastro dell’Amica si abbatte anche su Daunia Ambiente

22 gennaio 2010

Il cda avrebbe fatto meglio a mantenere un profilo polemico più basso. La verità è che mai la città è stata così sporca.

“Egregio Signor Sindaco, sono una cittadina demoralizzata dalla inciviltà dei suoi concittadini. Vorrei che Lei passasse per Via Maria de Prospero per vedere lo stato di degrado in cui questa strada si trova a causa dell’immondizia. Cosa fanno i vigili urbani? Non esiste un modo per costringere tutti a usare i bidoni? Distinti saluti. Luigia Tancredi”.
Cominciamo da quest’amaro sfogo “postato” da una nostra lettrice sul blog del Quotidiano di Foggia per cercare di inquadrare meglio la rocambolesca vicenda dell’Amica di Foggia. Spesso, quando i giornali affrontano le questioni che riguarda la aziende speciali dei comuni indulgono eccessivamente al commento politico, trascurando il fatto che queste aziende si occupano – o dovrebbero farlo – di servizi essenziali per i cittadini, la cui qualità della vita dipende proprio dalla maggiore o minore qualità dei servizi prestati.
Nel caso dell’Amica, ancora prima di ogni considerazione “politica” che si possa fare sulle responsabilità della situazione di gravissima crisi finanziaria in cui l’azienda si trascina, il dato di fatto dal quale occorre partire è quello, elementare ed incontestabile, messo in evidenza da Luigia Tancredi: la città è sporca, non è mai stata così sporca. La nostra lettrice punta il dito sull’inciviltà dei nostri concittadini, che depositano i sacchetti dell’immondizia dove capita, contribuendo così ancora di più a sporcare strade e piazze.
Ma l’Amica ci mette del suo. Come documentano impietosamente queste immagini, scattate in via Rovelli, buona parte dei “cassonetti” in cui dovrebbe essere conferita l’immondizia sono ormai fuori uso. A qualcuno non funziona la pedaliera che dovrebbe consentire l’apertura degli sportelli superiori, ad altri gli sportelli non si aprono e basta. Risultato: i cittadini sono costretti a lasciare i sacchetti più o meno nei pressi dei cassonetti con tutto quel che ne consegue.
Per non parlare poi della raccolta differenziata. Solo da qualche settimana hanno fatto la loro (disordinata) ricomparsa i contenitori per la carta o per la plastica, senza che l’innovazione sia stata nemmeno accompagnata da un’adeguata campagna di informazione.
Insomma, ci saranno state pure tutte le ragioni di natura finanziaria o politica ad impedire al cda dell’Amica di dare prova di efficienza e di qualità amministrativa: ma a nessuno può sfuggire che il cda non ha raggiunto gli obiettivi per i quali era stato insediato, e – passando alla politica – avrebbe dovuto scegliere di mantenere un profilo più basso, una maggiore prudenza, alla fine di un mandato che sicuramente non sarà ricordato dai foggiani come un capolavoro di efficienza e di qualità. Sarebbe stato più apprezzabile se il presidente dell’azienda avesse imitato il suo collega dell’Amgas, Lanfranco Tavasci, che prima di concludere il suo mandato ha svolto una puntuale relazione sui risultati raggiunti e su quelli non raggiunti dall’azienda durante il suo mandato.
Aimola ha invece voluto ingaggiare con l’amministrazione comunale uno (scriteriato) braccia di ferro che non ha finito col danneggiare l’Amica ma anche le società da questa partecipate, come la Daunia Ambiente. Si è appreso, infatti, che anche questa  società è stata costretta ad avviare le procedure per lo scioglimento e la liquidazione, dopo la volontà dell’Amica di non procedere alla ricapitalizzazione. A renderlo noto è stata la presidente della Daunia Ambiente, Rosa Cicolella (Pd), in una nota con cui, tuttavia, prende decisamente le distanze da Aimola e dal cda dell’azienda madre.
“In premessa – scrive Rosa Cicolella – è necessario riconoscere quanto sia stato vitale per la società e per i suoi lavoratori il pieno sostegno morale e materiale che il sindaco, Gianni Mongelli, e l’Amministrazione comunale hanno garantito dal primo giorno del loro insediamento. La comunicazione al registro della imprese del verificarsi della causa di scioglimento della Daunia Ambiente S.p.A. è un atto dovuto da parte degli amministratori della stessa in conseguenza della volontà espressa dal socio di maggioranza Amica S.p.A., nell’assemblea del 23 dicembre 2009, di non voler procedere alla ricapitalizzazione. Pur non volendo entrare nel merito dei rapporti tra Amica S.p.A. e la proprietà e sulle motivazioni che hanno portato Amica S.p.A. a non procedere alla ricapitalizzazione di Daunia Ambiente S.p.A., mi preme comunicare lo sconcerto rispetto a tale decisione, giacchè il sindaco ha sempre e palesemente espresso la volontà di tutelare i dipendenti e rilanciare l’azienda.”
“Tale certezza – conclude Rosa Cicolella – è presupposto fondamentale per gli amministratori di questa società che sentono di dover lanciare ai propri lavoratori e alla comunità foggiana un messaggio di serenità circa la soluzione di una vicenda che sarà affrontata e risolta soltanto con grande senso di responsabilità da parte nostra e dell’Amministrazione comunale”.

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