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La sottile tossina che annebbia i politici: parlare non per dire, ma per un trafiletto in prima

23 gennaio 2010

Il caso clamoroso di Gero Grassi (Pd)

C’è una sottile tossina che sovente annebbia il buon senso dei politici, ed in modo particolare di quelli del Pd. Ed è la ricerca della visibilità ai tutti i costi. Riccardo III voleva barattare il suo regno per un cavallo. Questi baratterebbero tutto ciò che hanno per un trafiletto in prima pagina o un passaggio in un tiggì.
Ed ecco perché quella politica che un volta si faceva a suon di assemblee nelle sezioni e di contati con la base, oggi è tuta combattuta a suon di dichiarazioni. L’importante è spararla più grossa possibile.
Una delle regole auree che vengono insegnate nelle scuole di comunicazione politica è che per avere visibilità bisogna dissentire. Non è il cane che morde l’uomo a far notizia, ma il contrario.
Uno che all’interno del Pd applica questa regola alla grande è l’on. Gero Grassi. Che dissente con tutti e su tutto. L’importante è apparire, mica far politica.
Seguire le evoluzioni del Grassi-pensiero in questa tormentata vigilia elettorale è un esercizio da consigliare senza indugio a tutti gli studenti dei corsi di laurea in comunicazione.
Novembre 2009: la possibilità di una candidatura bis di Vendola perde sempre più quotazioni in seno al Pd. E Gero Grassi che fa? Scrive a D’Alema per dirgli:  confermiamo Vendola. Alla vigilia di Natale il nostro avverte a mo’ di augurio: “Massimo D’Alema, Nichi Vendola e Michele Emiliano hanno il dovere di confrontarsi serenamente negli interessi dei cittadini di Puglia, al fine di evitare l’implosione del centrosinistra”.
Michele Emiliano prende il coraggio a due mani e scende in campo. Ma, manco a dirlo, Gero Grassi non ci sta: “la candidatura di Emiliano è una provocazione”.  Emiliano si ritira di lì a poco, e tocca a Francesco Boccia scendere in campo. Scontata la reazione di Grassi: “La discesa in campo di Francesco Boccia, possibile candidato presidente in Puglia per il centrosinistra alle regionali di primavera, ci riporta con la mente a 5 anni fa: è un film già visto”.
Finalmente, dopo tanti indugi, ripensamenti, minacce di ritiri, il Pd ed il centrosinistra decidono di andare alle primarie. Ed uno qui avrebbe tutto il diritto di pensare, visto che Grassi ha sostenuto Vendola dalla prima ora:  adesso si schiererà dalla parte del governatore uscente. Ma no! Sarebbe stato troppo scontato e troppo banale. Invece Gero Grassi rende noto: “Io non partecipo alle iniziative pro-primarie nè di Boccia, nè di Vendola, perchè non ho condiviso la metodologia che il Pd pugliese ha inteso attuare nell’ultimo periodo.” E intanto, un altro trafiletto conquistato. Per quel che ci riguarda, davvero l’ultimo.

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