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Lettere in redazione / “Ecco perché vincerà Nichi Vendola”

24 gennaio 2010

Un nostro amico lettore ci ha scritto un interessante commento alla nostra nota sulla presa di posizione dell’ex premier Massimo D’Alema in questa arroventata mini campagna elettorale per le elezioni primarie del candidato del centro sinistra alla presidenza del governo regionale pugliese. che si svolgeranno oggi.
“Da quale pulpito viene la predica”, avevamo più o meno titolato la nostra nota, rilevando come il Nostro ingombri da ormai molti decenni la scena politica nazionale e regionale e che non abbia, dunque, tanti diritti nell’invocare un cambiamento generazionale che, a giudizio di D’Alema, sarebbe garantito dalla vittoria di Boccia e dalla sconfitta di Vendola alle primarie di oggi.
“In merito la posizione assunta da D’Alema – scrive il nostro lettore – vorrei ricordare due errori, da me ritenuti letali, che lo hanno caratterizzato sortendo l’effetto di allontanare il popolo di sinistra dal movimento politico culturale della sinistra stessa. In primis, in qualità di Presidente del Consiglio dei ministri, D’Alema non ha legiferato sull’incompatibilità di Berlusconi (il fenomeno, se oggi esiste, è da addebitare a lui che non ha disciplinato, in tempi non sospetti, con legge, i casi di incompatibilità): per questo non lo perdonerò mai.”
“Sotto il suo governo – si legge ancora nella lettera – si sono approvate le leggi sulla famoso lavoro part-time e sui Co:Co.Co. che hanno aperto di fatto la strada al lavoro precario. Capisco che le leggi scaturivano da una necessità contingente, ma probabilmente si poteva intervenire diversamente. Inoltre, troppi passi indietro nei momenti cruciali della vita del partito. Questo, per quanti ritengono di doversi ispirare alle ideologie e ai valori di cui un partito è portatore, non è ammissibile e quest’ultimo errore lo porterà ancora più lontano dalla gente che si ispira alla sinistra.”
“Le primarie tra Boccia e Vendola – conclude il nostro lettore – lo dimostreranno con la sicura vittoria del governatore uscente che conseguirà il successo proprio perché si ispira ad ideali che l’ex premier ha abbandonato per gestire tecnicamente, nello scenario della politica, la sua posizione personale”.

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2 commenti leave one →
  1. Daniele Sgaravatti permalink
    25 gennaio 2010 20:10

    Va bene, ho deciso di seguire la maggioranza. La colpa dell’esistenza di Berlusconi è di D’Alema; lui doveva fare la legge sul conflitto d’interessi, non Prodi che ha governato per diversi anni più di lui. Prodi è buono, ed è caduto per un complotto di D’Alema, non perché Rifondazione Comunista è uscita dal governo. D’Alema non ha guidato il centro-sinistra nelle uniche due elezioni che Berlusconi ha perso; D’Alema ha contribuito a far eleggere Napolitano, quindi Napolitano è anche lui alleato di Berlusconi. La colpa della precarietà è di D’Alema, non delle regole dell’economia (infatti la precarietà è un fenomeno puramente italiano).
    Vendola è un santo, se qualcuno nella sua giunta faceva qualcosa di male, lui non lo sapeva. L’udc è cattiva. Il centrosinistra vincerà le elezioni senza l’udc, se solo D’Alema si mette da parte, non solo in Puglia ma in tutta Italia. E la terra è piatta. Amen.

    • mono permalink
      27 gennaio 2010 10:52

      lettera in redazione / replica

      Sono grato a Daniele per le riflessioni offerte, di contro si può obiettare che la vittoria di Vendola era preannunciata.

      Se questo era palpabile e quasi noto nel PD, mi chiedo come mai sia sfuggito a Dalema.

      A mio parere i conti non tornano.

      Si tratta, forse, di ulteriore passo indietro??????, e perchè ??????
      Qui non si tratta di fare il tifo, ma di interpretare le aspettative dell’elettorato della sinistra ed in questo momento Vendola è più vicino ai simpatizzanti, perché parla chiaramente di impegni assunti e da assumere su problematiche che interessano ancora i cittadini (acqua, nucleare, sociale, istruzione); cioè POLITICA.

      Prodi, ha dimostrato con fatti e comportamenti la sua dimensione.

      L’UDC non è cattiva, ma ha perso quella capacità attrattiva determinata da una politica chiara che l’ha contraddistinto nel primo periodo post-Berlusconi.
      Chi vota il CENTRO (e ne sono tanti) non è abituato a rincorrere il carro. Anche in questo caso bisogna portare avanti fino in fondo le proprie idee per coinvolgere l’elettorato.

      Nello spirito di libero confronto
      mono

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