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Donne foggiane al centro di due episodi di cronaca: vittime e carnefici

28 gennaio 2010

Arrestato un professionista per violenze sulla sua convivente. Denunciata una professoressa per stalking nel confronti del suo ex.

Donne vittime e donne carnefici. Donne foggiane al centro di episodi sconcertanti, in uno strano incrocio in cui si invertono posizioni e ruoli. I due fatti non hanno nulla in comune, se non la città d’origine delle due esponenti del gentil sesso. Foggiana la donna che con la sua denuncia ha provocato l’arresto di un professionista foggiano che la maltrattava, foggiana la professoressa che è stata denunciata con l’accusa di “stalking” per aver ripetutamente molestato il suo ex, un medico pure lui originario del capoluogo dauno.
Vicende e storia di ordinarie violenze che si consumano tra le mura domestiche.  Più grave comunque la vicenda che ha portato in carcere il professionista foggiano, con l’accusa di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale. Un esponente della Foggia bene, che aveva intrecciato una relazione con una donna 35enne, commerciante.
Un  rapporto durato soltanto tre mesi, ma quanto basta per innestare tra i due una abbia avuto un ruolo in questa insana storia la gelosia: il professionista era gelosissimo della sua compagna, e quando la donna per una ragione o l’altra non gradiva le sue attenzioni, o si rifiutava di avere rapporti sessuali con lui, assieme alle botte volavano anche le accuse di avere rapporti con altri uomini.
Fino a quando la povera donna non si è resa conto che per spezzare la spirale in cui stava precipitando doveva denunciare il suo amante violento: e lo ha fatto, presentandosi agli agenti della Squadra Mobile con il corpo coperto da lividi, e ha raccontato tutto.
La indagini sono mediatamente scattate e sono stati raccolti tutti gli elementi necessari ad avvalorare il racconta della donna vittime delle violenza. Tra l’altro, gli agenti hanno raccolto la testimonianza di un’altra ex del professionista violento, che ha confermato di aver ricevuto durante la breve relazione con l’uomo, lo stesso trattamento di angherie e di violenza.
Angherie e persecuzioni morbose sono all’origine anche dell’altra vicenda, ma in usto caso i sessi si invertono: la vittima, in questo caso, è il maschio, un medico foggiano di 43 anni che lavora come medico a Viterbo. L’uomo era stato fidanzato circa dieci anni fa consuma professoressa foggiana, di un anno più giovane di lui. Un rapporto finito male, e comunque non secondo le aspettative della donna. Quando il medico ha deciso di troncare la relazione, è cominciato per lui il calvario:  da parte dell’ex fidanzata continue molestie, pedinamenti, ingiurie anche sul posto di lavoro. Stufo della situazione, il medico si era già più volte rivolto alle forze dell’ordine ed alla magistratura, denunciando la persecuzione di cui era vittima. Ma soltanto dopo l’approvazione della normativa sullo stalking, che è stato riconosciuto come reato (il termine deriva dall’inglese e significa letteralmente “perseguitare, pedinare”, dal punto di vista psicologico, lo stalking è un fenomeno relazionale piuttosto complesso che viene indicato anche come “sindrome del molestatore assillante”) la denuncia del medico ha prodotti effetti concreti,ed anche piuttosto pesanti.
La morbosa ex fidanzata, che risiede in provincia di Pescara, si è vista notificare dai carabinieri una “misura di divieto di avvicinamento della persona offesa”. Ad emettere il provvedimento è stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Viterbo: ‘ordinanza prevede, oltre al divieto di avvicinare la parte offesa sul luogo di lavoro e nel comune di residenza, anche quello di contattarlo in qualsiasi maniera.
Brutte storie, l’una e l’altra. La morale comune ai due episodi è che sempre più spesso la giustizia è costretta ad invadere quello che era una volta il focolare domestico, per portare ordine, per ripristinare la legalità e la convivenza civile.

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