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Tributi Italia ha chiuso ma che fanno i suoi “ex”?

29 gennaio 2010

Furibonde polemiche, cortine di sospetti, veleni incrociati. Ma forse a fare chiarezza nella tormentata vicenda del dopo Tributi Italia (la società di riscossione che svolgeva per conto del comune di Foggia il servizio di affissione e che gestiva la concessione di suolo pubblico) saranno proprio le indagini giudiziarie che si sono fatalmente aperte quando a presentarsi in procura per denunciare l’ammanco nei confronti dell’amministrazione, è stato il sindaco Mongelli.
La società, cancellata dall’albo dei riscossori per gravi irregolarità dal ministero delle Finanze, aveva introitato per conto del Comune di Foggia due milioni e mezzo di euro che non ha mai però provveduto a girare all’amministrazione.
Di fronte ad un tale ammanco, il sindaco Mongelli non ha potuto fare altro che presentarsi in Procura per denunciare la società, e sono dunque partite le indagini per accertare le eventuali responsabilità penali.
Chiuso il rapporto con la vecchia società di riscossione, il Comune ha bandito una gara per individuare la società cui affidare i servizi che venivano in precedenza esperiti da Tributi Italia, ovvero la riscossione del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e per le affissioni.
La gara è stata vinta dalla società milanese Aipa, ma sugli esiti della trattativa esperita dal Comune di Foggia si è aperta una vivace polemica. Alla gara sono state invitate 17, ma solo in 4 hanno partecipato, perché in linea con i requisiti. Di qua la vittoria di Aipa, che porterà all’amministrazione un introito maggiore di 200 mila euro. Le perplessità sono nate essenzialmente da due fattori: il timore che l’aggio sia troppo basso rispetto ai costi della struttura e dei dipendenti e che in seno all’Aia possano in realtà occultassi personaggi già presenti in Tributi Italia. Dalla denuncia del primo cittadino del capoluogo dauno sono partite le indagini del nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza. Sull’attività degli inquirenti viene mantenuto ovviamente il più stretto riserbo, ma da qualche indiscrezione trapelata pare che l’attenzione degli inquirenti si stia concentrando proprio sulla verifica dell’eventuale presenza all’interno di Aipa, di esponenti locali che componevano già il settore commerciale di Tributi Italia.
Le indagini volgono al termine e sembra che tra qualche giorno i finanzieri presenteranno al Pubblico Ministero incaricato delle indagini dalla Procura, il rapporto contenente gli esiti degli accertamenti relativi alla debitoria di Tributi Italia nei confronti del Comune di Foggia ed alle eventuali infiltrazioni dei personaggi che hanno provocato il considerevole buco ai danni dell’amministrazione anche in seno alla nuova impresa aggiudicataria.

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