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Ex Iriip, riaprire la questione?

31 gennaio 2010

Sempre nuovi attestati di stima ai “cavalli stalloni” in un momento in cui l’ippica sta conoscendo un diffuso rilancio. Un sondaggio sul nostro blog (la scheda alla fine dell’articolo).

Gianni Mongelli sta procedendo dritto come un treno – assieme alla sua vicesindaca Lucia Lambresa – nella prospettiva di quella discontinuità promessa ed invocata durante la campagna elettorale, ed il Quotidiano di Foggia non può che dargliene atto.
Allo stesso modo, non possiamo però fare a meno di sottolineare un visto ritardo che l’amministrazione sta accumulando. Mongelli si è ormai insediato da ben più di sei mesi, la sua amministrazione ha assunto anche atti programmatici qualificanti, ma ancora il consiglio non è stato messo nelle condizioni di poter discutere le linee programmatiche.
Il sindaco le aveva promesse in cento giorni, ed aveva annunciato anche un’ampia consultazione sul programma della nuova amministrazione, ma fino ad oggi non è successa né l’una, né l’altra cosa. Non ci vuole granché per comprendere le ragioni del ritardo: l’amministrazione sta affrontando il problema più grave, quella crisi finanziaria che ha portato lente sull’orlo del dissesto ed è evidente che, se non vi è ancora certezza sulla reale entità del “buco” finanziario del comune è difficile che si possa pensare seriamente di programmare qualcosa.
Non sarebbe comunque male avviare l’annunciata consultazione con la città, anche in riferimento a molti problemi che la precedente amministrazione pensava di aver chiuso, e che invece si stanno riproponendo. Soprattutto se, come sta facendo intendere, Mongelli vuol effettivamente governare assieme alla città, e non “sopra” la città.
Una delle questioni su cui pensiamo valga la pena riaprire la discussione è quella che riguarda l’ex Iriip (Istituto Regionale diIncremento Ippico), l’ex ippodromo conteso tra l’Università e l’Istituto. L’amministrazione Ciliberti – non senza una vivace discussione e diversi colpi di scena anche politici – ha assegnato la sede dell’Istituto all’Università. Ma l’accordo di programma che avrebbe dovuto delocalizzare l’Iriip presso l’ippodromo di Castelluccio dei Sauri non è mai stato attuato. Tra l’altro, visti i tempi grami dei finanziamenti pubblici per l’edilizia universitaria, chissà quando il progetto potrebbe essere veramente attuato.
La sensazione è che la discussione non fu approfondita quanto avrebbe dovuto esserlo (la maggioranza dei consiglieri comunali presentò un ordine del giorno a favore dell’Iris, ma il sindaco Ciliberti chiese ed ottenne che il documento non fosse votato) e che il “sentire” della città verso il vecchio e glorioso istituto cittadino sia molto più vicino di quanto non si pensi alle ragioni di quanti, come l’animatore del comitato che si batte per la salvaguardia dell’istituto, Franco Cuttano, sostengono che i “cavallo stalloni” devono restare al loro posto.
Le tesi di Cuttano stanno guadagnando sempre più amici. Dopo la solidarietà incassata dal consigliere nazionale di Italia Nostra, Massimo Bottini che in una visita al Deposito Cavalli Stalloni  è rimasto letteralmente abbagliato dai meravigliosi cavalli Murgesi e dalla storica struttura ippica del Piacentini, il comitato ha guadagnato anche le simpatie del presidente dell’Associazione Provinciale degli Industriali di Capitanata, Eliseo Zanasi. Ultimo iscritto, il consigliere regionale Arcangelo Sannicandro che si è speso da sempre anche sui banchi del consiglio regionale.
La questione non è di poco conto e ormai non riguarda più soltanto la difesa di un pezzo di storia e di identità foggiana, ma anche la sopravvivenza e le prospettive di un settore, quale quello ippico, che fa parte delle vocazioni produttive del capoluogo, e che sta conoscendo, nel resto d’Italia un forte ritorno d’interesse. La Regione Campania, pur con tutti i suoi guai politici e di bilancio, accortasi del grande sviluppo che sta vivendo il mondo del cavallo, ha iniziato a lavorare per il rilancio del suo Istituto di Incremento Ippico.
Una ragione in più per riconsiderare l’intera questione. Per dare una mano al sindaco ed alla sua giunta impegnati nella redazione del programma e per sentire cosa pensa la città sull’argomento, lanciamo un sondaggio sul blog del Quotidiano.

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4 commenti leave one →
  1. Alessandra Lombardi permalink
    1 febbraio 2010 11:01

    vorrei, se possibile, essere aggiornata sugli sviluppi, grazie.

  2. Francesco permalink
    3 febbraio 2010 20:54

    Degna sede “nuova” all’università!!
    E sede “storica” all’Iiriip!!

  3. 6 febbraio 2010 01:47

    Negli anni ’70 cominciai ad occuparmi del Cavallo della Murgia, quando non se ne occupava nessuno. La cosa che più mi mandava (e mi manda) in bestia era (ed è) il disinteresse, qualche volta anche peggio del disinteresse, dell’Istituzione verso questa razza. Non c’è paese civile che non consideri le proprie razze di cavalli non un lusso, ma una ricchezza, e non solo ricchezza materiale, ma anche e soprattutto culturale. Ad essi riserva spazi ed ambienti che producano ricaduta d’immagine a livello internazionale. Si pensi ai cavalli del West americano, agli andalusi della Spagna, ai frisoni dell’Olanda, al sella francese, ai lipizzani di Vienna ecc. Non c’è Land tedesco che non abbia la sua propria razza (quelli che non l’avevano si sono dati da fare creandola dal nulla prendendo soggetti da altri territori) e che non l’abbia valorizzata tanto che gli Italiani non badano a spese per acquistarli, come del resto fanno con tutte le razze nazionali straniere.
    Noi abbiamo il murgese, unica razza italiana sopravvissuta in purezza, che ha doti straordinarie di estetica, di carattere e di prestazioni da renderlo praticamente unico al mondo. E cosa facciamo? Esattamente il contrario di quello che si fa in ogni paese evoluto: lo espropriamo della straordinaria cornice, il centro stalloni di Foggia, in cui finora sono stati tenuti i 50 stalloni, che rappresentano il vertice genetico dell’intera razza, per mandarli a finire in chissà quale sperduto angolo della regione. E’ come dare il colpo di grazia ad una razza già sofferente per la lunga emarginazione subita.
    Il Trentino-Altoadige considera i sui aveglinesi (haeflinger), pur con tutti i limiti di quei cavalli, come uno dei prodotti di punta che danno lustro al proprio territorio (anche e soprattutto sul piano turistico). La Puglia a Foggia cerca di distruggere l’immagine di questa sua eccezionale razza, tra le più antiche del mondo. Farsi del male da soli non è il massimo dell’intelligenza.
    Mauro Aurigi, Siena

  4. 6 febbraio 2010 14:15

    Carissimo AURIGI, io da umile foggiano/pugliese (ma sicuramente non solo io) non mi stancherò mai di ringraziarti per quello che hai fatto e continui a fare per salvaguardare la sede storica del pregiato cavallo murgese. Di passi insieme ne abbiamo fatti tu da Siena e noi del Comitato da Foggia. Ricordo ancora la bella lettura che ci hai regalato pubblicata sulla rivista mensile di SudEst n.9/2005 dal titolo: “il Murgese, una storia Italiana” che conserviamo gelosamente nel sito de La Contessa (sede del Comitato pro IRIIP) e che invito tutti a leggere qui :
    http://www.circoloippicolacontessa.it/mauroAurigi.html
    Tu caro Mauro non immagini quanto è stato utile (e lo è ancora) quel tuo contributo per far capire soprattutto alla nostra gente che ignorava, cosa di grave si stava commettendo.
    Ora questa mia gente c’è, ha capito e vuole salvaguardare l’IRIIP e da tempo sta pure urlando. L’attuale copiosa partecipazione al sondaggio promosso dal Quotidiano di Foggia e i risultati pro-Iriip che vengono fuori lo dimostrano. Il problema è che la politica è sempre in ritardo… oggi pare si sia accorta dell’errore che stava commettendo e sta cercando di riparare… ma il rilancio è ancora da venire… Quello che più fa tristezza in questa storia è che il rilancio della Struttura e di tutto il resto… come da “Progetto PRO IRIIP” (rintracciabile on-line) viene, nei fatti, frenato dal negativo “silenzio” dell’attuale rettore prof. Giuliano Volpe (uomo sensibile che si batte per la salvaguardia delle testimonianze storiche del nostro territorio) che paradossalmente ce lo troviamo contro.
    Posso anche sbagliare… certo è che il suo silenzio non aiuta Foggia, non aiuta la Puglia e nemmeno la nostra Università di Foggia.
    Foggia, 6.1.2010 – Franco Cuttano

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