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Acque sempre più agitate all’interno del Pdl foggiano: le colombe diventano falchi

3 febbraio 2010

I moderati del Pdl fanno quadrato attorno a Pepe, e ai consiglieri dissidenti mandano a dire…

Si agitano le acque all’interno del Pdl di Capitanata. L’attacco parte proprio da alcuni settori del partito che si sono sempre distinti per un atteggiamento particolarmente moderato. Ed è un attacco duro, pesante e tutto orientato a difendere la posizione del presidente della provincia di Foggia, Antonio Pepe soprattutto in prospettiva di quanto accadrà quando, come pare ormai scontato, il notaio foggiano sarà costretto a ritirare le deleghe agli assessori dell’Udc.
Il Pdl non ha ancora ufficializzato la richiesta, anche perché a livello regionale si continua a trattare nel tentativo di recuperare un’intesa con i centristi. Ma la sortita di settori moderati del Pdl è significativa di un diffuso timore, di un malessere che vede come epicentro proprio Palazzo Dogana. La paura è che la rottura con i centristi possa rendere ancora più precaria la maggioranza.
L’uscita dell’Udc dalla maggioranza – secondo quanto si sostiene in questi settori – non deve mettere a rischio la presidenza Pepe. Un rischio che c’è. Il dato di fatto sfuggito ai “falchi” che in questi mesi hanno insistentemente richiesto l’espulsione dei centristi della maggioranza è che dal punto di vista sia aritmetico che politico, la maggioranza stessa esce ridimensionata da una conclusione della verifica che veda fuori centristi.
I numeri diventano più risicati e diventa più difficile per Pepe far quadrare i conti di una maggioranza che fino ad oggi non ha brillato per compattezza e che ha registrato spesso polemiche anche violente al suo interno. La presa di posizione è quasi un voler mettere le mani avanti: in sostanza i moderati del Pdl intendono affidare al presidente tutte le scelte conseguenti al ritiro delle deleghe.
La questione è che una volta ritirate le deleghe dovranno essere pure riassegnate. Ma a chi? Non è un mistero che le fibrillazioni che si sono registrate spesso a Palazzo Dogana dipendono dal malessere dei consiglieri provinciali che si sono sentiti scavalcati dalle scelte operate a suo tempo dal presidente quando insediò la sua Giunta provinciale. Un malessere che ha sempre pervaso i corridoi di Palazzo Dogana venendo alla luce, soprattutto negli ultimi mesi, in modo abbastanza fragoroso. I moderati intendono così “lasciare all’intelligenza e alla prudenza del Presidente, la scelta delle forme e dei tempi più idonee opportuni a dare chiarezza al quadro politico”. Leggi: è necessario lasciar fare al presidente per quanto riguarda la nomina dei futuri assessori. Ma i moderati partono anche al contrattacco quasi a lasciar intendere che faranno quadrato attorno al presidente a tutti i costi. Ed ecco sferrato un duro attacco all’indirizzo dei consiglieri provinciali ai quali viene consigliato di “ridurre drasticamente i viaggi all’estero”. Un invito che vale evidentemente sia per i consiglieri della minoranza di centrosinistra che per quelli della maggioranza di centrodestra. È evidente la preoccupazione che l’assottigliamento della maggioranza determinato dalla sempre più probabile allontanamento dell’Udc provoca all’interno di una maggioranza adesso chiamata a dare veramente prova di compattezza e di unità.

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