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Il Pdl: basta con l’Udc alla Provincia, a noi le deleghe dei centristi

4 febbraio 2010

La brusca accelerazione del gruppo consiliare, che invita Pepe a procedere “senza ulteriori indugi”

Il dado è tratto: è questione di ore l’apertura formale della crisi a Palazzo Dogana. Com’era stato anticipato, il gruppo consiliare del Pdl a Palazzo Dogana ha di fatto avocato a sé la verifica politico programmatica apertasi dopo lo “strappo” dell’Udc, che al Comune di Foggia siede in maggioranza con il centrosinistra, decretando la fine di quella intesa che ha portato per la prima volta alla presidente della Provincia un esponente del centrodestra, il notaio foggiano Antonio Pepe, che adesso dovrà cercare di andare avanti con una maggioranza più risicata rispetto al giorno del suo insediamento.
Il gruppo ha deciso: basta con l’Udc a Palazzo Dogana, tanto più che la “politica dei due forni” dei centristi non è cessata neanche (salvo clamorose sorprese, perché a Bari e a Roma si continua a trattare) nel posizionamento per la campagna elettorale regionale: il Pdl sta con Palese, l’Udc con la Poli Bortone. Il capogruppo Paolo Mongiello, che nel corso della verifica ha mantenuto un atteggiamento sempre molto prudente, in sintonia con il coordinatore provinciale Gabriele Mazzone, questa volta mette da parte il solito aplomb e va giù pesante: “Le ragioni politiche alla base dell’alleanza tra Popolo della Libertà ed Unione di Centro sono ormai venute meno. L’atteggiamento ambiguo assunto dall’Udc prima nella competizione per l’elezione del sindaco di Foggia e poi le determinazioni formulate circa la collocazione alle regionali del marzo prossimo impongono la necessità di un intervento che difenda il bipolarismo e favorisca la chiarezza e la coerenza del quadro politico in Capitanata”.
La richiesta al Presidente Pepe è perentoria: ritiro immediato delle deleghe  che attualmente fanno capo all’assessore ai lavori pubblici, Vito Guerrera, e all’assessore al turismo, Nicola Vascello. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’infruttuosa trattativa per la regione. “Abbiamo atteso con senso di responsabilità che l’Udc si collocasse alle elezioni regionali in quella che credevamo essere la sua naturale area politica – aggiunge il capogruppo del PdL – anche sorvolando sull’anomalia del Comune di Foggia, dove i centristi, in barba alla cultura moderata e cattolica che agitano quotidianamente, governano assieme alla sinistra. Ora però il tempo è scaduto. I margini per tenere un piede in due staffe sono terminati, anche perché la corsa solitaria del marzo prossimo dell’Udc evidenzia limpidamente il disperato tentativo di favorire la vittoria del centrosinistra e la sconfitta del centrodestra. Una dinamica che il Popolo della Libertà è deciso a contrastare con forza e determinazione, preservando le scelte fatte dai cittadini della Capitanata con l’elezione di Antonio Pepe alla presidenza della Provincia di Foggia.”
La decisione ultima è rimessa alla “sensibilità istituzionale e politica” del presidente Pepe e alle decisioni del coordinamento regionale del partito. C’è però un “distinguo” di un certo peso rispetto alle prospettive che sembravano aprirsi negli scorsi giorni, e che lasciavano presagire una gestione “morbida” della crisi, con un sostanziale congelamento delle deleghe tolte agli assessori centristi. Su questa linea si erano schierati, come abbiamo pubblicato ieri, anche i settori più moderati del Pdl: più tempo Pepe avrà per decidere circa l’assegnazione delle deleghe, maggiori saranno le possibilità di attenuare i problemi in seno a quel che resta della maggioranza di Palazzo Dogana.
L’uscita dalla maggioranza dell’Udc provoca problemi non soltanto di natura politica, ma anche aritmetica. I centristi potevano contare su quattro seggi, all’epoca dell’insediamento, che si sono ridotti a due per l’abbandono di Santaniello (approdato nel Pdl) e di Marinacci (Udeur). Santaniello e Marinacci “salvano” i numeri della maggioranza che diventerà però più risicata, e non potrà più concedersi il lusso di fibrillazioni e contrasti interni.
Ma nella chiusa del documento approvato dal gruppo consiliare del partito di maggioranza relativa c’è un’accelerazione: i consiglieri del Popolo della Libertà chiedono che le deleghe degli assessori “uscenti” Vascello e Guerrera siano attribuite “senza ulteriori indugi al Pdl”. Proprio in quanto partito di maggioranza relativa, il Pdl ha tutto il diritto di “accelerare” sui tempi della crisi e di rivendicare per sé le deleghe che saranno rimesse ai centristi (chiudendo fin d’ora la possibilità di un ingresso in giunta di altri partner della maggioranza, come l’Udeur e la Destra, che fanno rispettivamente capo a Marinacci ed Agostinacchio): ma si sa che il presidente Pepe ama poco gli inviti perentori.

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