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La drammatica denuncia di un nostro lettore: omicidio di Segezia tragedia annunciata

10 febbraio 2010

“La nostra borgata è assediata dalla criminalità. La gente è così stanca che non denuncia neppure più i furti”

La piccola comunità di Segezia ha dato l’estremo saluto a Francesco Trivisano, il pensionato 83enne ucciso durante un tentativo di rapina nella sua villetta, nella burlata rurale foggiana. Tanta rabbia, ma anche tanta amarezza nei partecipanti al rito funebre, che si è svolto nella chiesa della Beata Vergine Maria.
Con il passare delle ore diminuiscono le speranze di trovare i due rapinatori ancora nei pressi di Segezia: le ricerche sono state infatti estese a tutta l’Italia. L’identikit fornito agli investigatori dalla moglie della vittima, la sola testimone oculare della rapina finita nel sangue, è stato diffuso alle Questure ed ai  Comandi dei Carabinieri di tutte l’Italia.
Si cercano due giovani, quasi certamente stranieri: uno di carnagione chiara, che parla discretamente l’italiano, l’altro di pelle olivastra. Si pensa a due immigrati dell’Est, visto che questa etnia è particolarmente presente nell’agro di Segezia.
L’autopsia eseguita dai medici legali del nosocomio foggiano sul cadavere di Francesco Trivisano  ha confermato che il pensionato è stato ucciso dai colpi d’ascia che uno dei due malviventi gli ha inferto con la parte piatta dell’arma.
Stando a quando la polizia è riuscita a ricostruire, stante lo shock che ha colpito la moglie della vittima, i due si erano introdotti nell’abitazione dell’anziana coppia, dopo aver trafugato alcuni oggetti da un magazzino in giardino.
Uno dei due ha accompagnato la moglie della vittima al piano superiore, forse allo scopo di farsi consegnare contante e preziosi. L’altro rapinatore ha aggredito Trivisano, procurandogli la ferita mortale. I due si sono dileguati portando via soltanto una catenina d’oro. Trivisano aveva in tasca una bancomat da 500 euro, che è stata lasciata al suo posto.
L’agghiacciante episodio getta inquietanti interrogavi isola vivibilità delle borgate e delle campagne foggiane, dove è particolarmente fitta la presenza degli immigrati, extracomunitari e non. Episodi di violenza si erano verificati in passato a Borgo Mezzanone, mentre a Segezia era stata sgomberata una tendopoli di zingari che si erano abusivamente sistemati nella zona. Nulla comunque lasciava presagire che si potesse arrivare a tanto, anche se chi vive nella borgata la pensa diversamente, e sostiene che quella di Segezia è stata una tragedia annunciata.
Un nostro lettore, Tonino Cobuzzi, ci ha scritto una testimonianza particolarmente drammatica, che documenta le drammatiche condizioni in cui ormai si vive nella borgata.
“Con la presente, – scrive Cobuzzi, che abita in un podere sulla statale delle Puglie per Napoli – voglio rimarcare che l’omicidio di Francesco Trivisano avvenuto a Segezia, non è altro che una punta di un iceberg. Io che in questa zona ci sono nato e tuttora ci vivo, posso testimoniare che negli ultimi 25 anni  ed oltre, si è avuto una recrudescenza di fatti delittuosi dovuti a rapine e furti di qualsiasi genere. Infatti quasi tutti nella zona di Segezia hanno subito furti e rapine, dalla semplice pecora al trattore che vale decine di migliaia di euro. Molte persone non denunciano nemmeno, perché non serve a niente. Ed è inutile prendersela solo con gli extracomunitari ma dobbiamo vedere anche la delinquenza locale che è quella che fa più danni. Non c’è stato mai nessun serio provvedimento da parte degli organi competenti. Il povero Trivisano purtroppo è stato una vittima sacrificale dell’abbandono in cui vivono i borghi intorno a Foggia. Spero che questa disgrazia faccia riflettere le persone preposte alla sorveglianza del territorio.”
Gli aspetti particolarmente amari della denuncia di Cobuzzi sono due: l’evidente scoramento che colpisce la popolazione, che nemmeno più denuncia i reati di cui è vittima, e l’espresso riferimento alla malavita locale, che da tempo dedica le sue attenzione alle campagne, rendendo la vita ancora più insicura.
Tra le ipotesi di sviluppo del nuovo Piano Urbanistico Generale di cui l’amministrazione comunale si sta dotando, vi è la previsione di espandere la città proprio attorno alle borgate rurali. Ma se non si ripristineranno prima le condizioni per una vita sicura e tranquilla, potrebbe trattarsi di una scelta di cui ci potrebbe pentire.
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