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Lo scempio urbano del capoluogo dauno

11 febbraio 2010

Cabine divelte, servizi interrotti ma nessuno fa qualcosa

di Nico Baratta

Che Foggia viva situazioni difficili, è sotto gli occhi di tutti.
Un “andazzo” che permane da qualche tempo, amministrazioni a parte.
Lo scempio urbano.
Spesso, se non proprio sempre, la colpa è attribuita a chi ci amministra, a chi fornisce servizi, a chi investe e poi “sveste” la città. Un andirivieni che il capoluogo dauno, per certi versi, è preferito a questo malcostume e che non riesce a tener lontano.
Colpe, “meriti”, incompetenze, noncuranza, uno stato d’essere che da anni si ripete e che i foggiani son stanchi di ricordare, ma a quanto pare di voler vivere (scusate, son critico verso noi stessi).
Senza generalizzare o far l’elenco (i problemi son tanti e cercherò di parlarne, nel mio piccolo, uno per volta durante queste settimane) un caso rilevante è la distruzione totale di una cabina telefonica, risalente al capodanno appena trascorso.
La zona interessata è al bivio fra Via Tiro a Segno e Via Antonio Mangano, all’altezza di Via Felice Cavallotti, proprio alle spalle del “Carmine Vecchio”, ove c’è un Bar/Tabaccheria; ed ancora, dove una volta era punto di riferimento per soste rinfrescanti durante i mesi estivi, giacché c’era una fontana.
L’inciviltà urbana è dilagante, segno tangibile d’immaturità e, consentitemelo dire, arroganza verso chi dovrebbe sorvegliare le vie cittadine. Nulla toglie, comunque, che la cabina poteva essere messa in sicurezza in attesa di rimozione; qui le colpe sono di chi deve sorvegliare la città e del gestore che non controlla. Ma come, un telefono pubblico non funziona e nessuno, lì negli uffici, non se ne accorge?
Le colpe di tal gesto vandalico son solo le nostre, concittadini, che con l’incuria del Bene Pubblico e Privato, noi tutti (il riferimento è ai colpevoli) rendiamo degradante una città già sofferente.
Un monito di disappunto, forte, è da rivolgere al gestore della cabina telefonica, la Telecom, che a tutt’oggi non ha proceduto alla rimozione di quello che rimane del loro bene (pur sempre pagato con i nostri soldi…). Una cabina “dilaniata” da menti malate che si realizzano nel distruggere un servizio.
Che dire, pura imbecillità; mi vien da pensare che i loro amplessi si realizzino con la cabina distrutta.
Nel frattempo la cabina giace li, inerme e pericolosamente soggetta a incaute persone e bambini che per curiosità, visitano il luogo del misfatto fra vetri frantumati, lamiere taglienti divelte ad altezza d’uomo e, di quel che rimane, fra componenti elettronici rotti e forse ancora sottoposti a tensione elettrica. Comunque, se vi fa piacere, per darvi coraggio, basta voltare le spalle e, voilà, una discarica a cielo aperto è lì a consolarvi.
Indignato? Certo.
Sono indignato verso noi stessi, artefici principali di quel degrado cittadino di cui ci lamentiamo che non segnaliamo e soprattutto, non difendiamo; nello stesso tempo, sono critico verso chi “sorveglia” la città che dovrebbe, come già detto, segnalare gli scempi, le pericolosità dei corredi e servizi urbani ai legittimi responsabili o proprietari, adoperandosi al primo intervento di messa in sicurezza.
Ad Maiora.
Nico Baratta

Lo scempio urbano del capoluogo daunoCabine divelte, servizi interrottima nessuno fa qualcosaChe Foggia viva situazioni difficili, è sotto gli occhi di tutti.Un “andazzo” che permane da qualche tempo, amministrazioni a parte.Lo scempio urbano.Spesso, se non proprio sempre, la colpa è attribuita a chi ci amministra, a chi fornisce servizi, a chi investe e poi “sveste” la città. Un andirivieni che il capoluogo dauno, per certi versi, è preferito a questo malcostume e che non riesce a tener lontano.Colpe, “meriti”, incompetenze, noncuranza, uno stato d’essere che da anni si ripete e che i foggiani son stanchi di ricordare, ma a quanto pare di voler vivere (scusate, son critico verso noi stessi).Senza generalizzare o far l’elenco (i problemi son tanti e cercherò di parlarne, nel mio piccolo, uno per volta durante queste settimane) un caso rilevante è la distruzione totale di una cabina telefonica, risalente al capodanno appena trascorso.La zona interessata è al bivio fra Via Tiro a Segno e Via Antonio Mangano, all’altezza di Via Felice Cavallotti, proprio alle spalle del “Carmine Vecchio”, ove c’è un Bar/Tabaccheria; ed ancora, dove una volta era punto di riferimento per soste rinfrescanti durante i mesi estivi, giacché c’era una fontana.L’inciviltà urbana è dilagante, segno tangibile d’immaturità e, consentitemelo dire, arroganza verso chi dovrebbe sorvegliare le vie cittadine. Nulla toglie, comunque, che la cabina poteva essere messa in sicurezza in attesa di rimozione; qui le colpe sono di chi deve sorvegliare la città e del gestore che non controlla. Ma come, un telefono pubblico non funziona e nessuno, lì negli uffici, non se ne accorge?Le colpe di tal gesto vandalico son solo le nostre, concittadini, che con l’incuria del Bene Pubblico e Privato, noi tutti (il riferimento è ai colpevoli) rendiamo degradante una città già sofferente.Un monito di disappunto, forte, è da rivolgere al gestore della cabina telefonica, la Telecom, che a tutt’oggi non ha proceduto alla rimozione di quello che rimane del loro bene (pur sempre pagato con i nostri soldi…). Una cabina “dilaniata” da menti malate che si realizzano nel distruggere un servizio.Che dire, pura imbecillità; mi vien da pensare che i loro amplessi si realizzino con la cabina distrutta.Nel frattempo la cabina giace li, inerme e pericolosamente soggetta a incaute persone e bambini che per curiosità, visitano il luogo del misfatto fra vetri frantumati, lamiere taglienti divelte ad altezza d’uomo e, di quel che rimane, fra componenti elettronici rotti e forse ancora sottoposti a tensione elettrica. Comunque, se vi fa piacere, per darvi coraggio, basta voltare le spalle e, voilà, una discarica a cielo aperto è lì a consolarvi.Indignato? Certo.Sono indignato verso noi stessi, artefici principali di quel degrado cittadino di cui ci lamentiamo che non segnaliamo e soprattutto, non difendiamo; nello stesso tempo, sono critico verso chi “sorveglia” la città che dovrebbe, come già detto, segnalare gli scempi, le pericolosità dei corredi e servizi urbani ai legittimi responsabili o proprietari, adoperandosi al primo intervento di messa in sicurezza.Ad Maiora.

Nico Baratta

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  1. Nico Baratta permalink
    11 febbraio 2010 21:48

    Salve,
    sarà che l’articolo abbia suscitato clamore, sarà che l’articolo con il lodevole supporto del Quotidiano ha smosso qualcuno, sarà che molti si sono adoperati l’indomani della pubblicazione della denuncia di questo scempio, oggi passando dal luogo del misfatto ho notato con gran piacere la rimozione della cabina (o di quello che pericolosamente rimaneva). Parlando con qualcuno che li vive, ho potuto constatare la loro contentezza nel sapere che la zona è monitorata dai media.
    Proseguiamo uniti per rendere Foggia più vivibile, pulita e decorosamente proponibile fuori le nostre mura.
    Un grazie doveroso al Quotidiano, un grazie doveroso a chi ha sostenuto e condiviso con me e la redazione questa piccola battaglia, un grazie ai foggiani sensibili, un grazie anche a chi mi da la possibilità di scrivere sul web (Quotidiano di Foggia e cultttime.it dove scrivo giornalmente).

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