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I candidati foggiani alla Regione Puglia

13 febbraio 2010

I fuochi di artificio sono cominciati. Corsa alle candidature, riposizionamenti (ovvero cambi di casacca, passaggi da un polo all’altro), sgomitate, sgambetti, tiri mancini. La prima vittime illustre è il Pd, che perde – stando ai si dice – quello che fino a ieri era uno dei suoi uomini più rappresentativi: Donato Troiano, una carriera tutta all’ombra del vecchio Pci e delle sue successive trasformazioni. Troiano è stato sindaco di Monte Sant’Angelo , rappresentante delPci in seno al comitato regionale i controllo, presidente del consorzio ASI, direttore generale prima del Comune di Manfredonia poi dell’Asl Fg2, e infine commissario straordinario della ASL. Un pezzo da novanta che saluta e se ne va.
Ma non è soltanto l’addio di un esponente politico particolarmente significativo: è un colpo al cuore della cittadella del potere democratico, quella Manfredonia che ha visto direttore generale Troiano, legatissimo fino all’altro giorno al sindaco della città sipontina, nonché segretario provinciale del Pd, Paolo Campo.
Campo ha sempre difeso strenuamente il “suo” Troiano: quando Vendola pensava di sostituirlo; quando è stato duramente attaccato dal consigliere regionale di Sinistra e Libertà, Arcangelo Sannicandro, quando è incorso in vicissitudini giudiziarie. Cos’è successo, dunque, da provocare un distacco così repentino e lacerante?
C’è chi dice che la chiave di lettura va cercato proprio nelle candidature regionali. Premesso che Troiano è di Monte Sant’Angelo, è che Manfredonia pesca nel bacino elettorale montanaro, per cui è impossibile pensare ad una duplice candidatura, poteva essere proprio questo il momento buono per Troiano, visto che non saranno candidati, con ogni potabilità, né il consigliere regionale uscente Angelo Riccardi (candidato sindaco per il centrosinistra), né lo stesso Paolo Campo, che ha fatto sapere che si dedicherà soltanto al partito. Le aspirazioni di Troiano hanno però cozzato contro quelle di Franco Ognissanti, pure lui di Manfredonia, pure lui consigliere regionale uscente, che sarà con ogni probabilità il solo candidato del Pd in quel lembo del Gargano.
Troiano ha quindi preso cappello e pare sarà il candidato del Pdl o della lista di Rocco Palese: una candidatura che ha il sapore di un fiammifero sulla benzina di uno scenario politico che si sta facendo sempre più rovente.
Un’altra defezione illustre, e che anche in questo caso colpisce il centrosinistra, è quella di Anna Nuzziello, che ha abbandonato il Partito Socialista, che sta vivendo una travagliatissima vigilia elettorale a causa del durissimo contrasto che oppone il segretario regionale  Lello Di Gioia al consigliere regionale uscente, Pino Lonigro. Nuzziello era tra i probabili candidati socialisti alle regionali, e non si comprende se l’addio prelude come nel caso di Troiano, ad un passaggio all’altra sponda politica, oppure ad un riposizionamento in altre liste del centrosinistra. L’ex esponente socialista ha annunciato la sua scelta con parole durissime: “Il Partito Socialista in terra dauna – ha detto – è sgretolato e lacerato da lotte intestine il più delle volte illogiche e figlie del decisionismo personale e ingiustificato. È un partito di fortissime contrapposizioni interne, che non portano ad un naturale e proficuo confronto, ma portano alla cancellazione di ogni testimonianza che possa definirsi impegno politico.”
Se il riferimento al “decisionismo politico” è una critica nei confronti di Di Gioia, Nuzziello potrebbe finire, forse, nella lista che si dice stia preparando il governatore Vendola. Un approdo che qualcuno prevede per lo stesso Lonigro: tra l’altro i socialisti devono fare i conti con il drammatico problema del quorum, fissato dalla legge elettorale regionale pugliese al 4 per cento. Cinque anni fa i socialisti si attestarono al 4,01 per cento: ma fu un risultato storico, mai più raggiunto. I sondaggi accreditano la lista di una percentuale decisamente inferiore.
Le acque sembrano decisamente più tranquille, questa volta, in seno al centrodestra. Il pdl sta compilando la sua lista all’insegna del”tutti dentro”, e schiererà una griglia di partenza da fare paura: ci sono gli uscenti Lucio Tarquinio ed Enrico Santaniello, c’è il “delfino” di Antonio Pepe, Leonardo Di Gioia, assessore provinciale al bilancio, saranno della partita anche Rosario Cusmai, riferimento foggiano del vice presidente della camera Leone; Leonardo Di Gioia, delfino dell’onorevole Pepe; Franco Landella, maggior suffragato al consiglio comunale del capoluogo; Primiano Calvo, coordinatore provinciale della corrente del sindaco Alemanno; ed ancora, Giandiego Gatta, commissario del Parco nazionale del Gargano, Alcide Di Pumpo, sindaco di Torremaggiore.
Novità importanti anche per la lista Puglia prima di tutto, che vedrà quale sicuro capolista l’uscente Francesco Damone, ma anche la presenza di Paolo Agostinacchio, in quanto la Destra ha deciso di non presentare propri candidati, proprio per effetto dello sbarramento.
Le acque si muovono anche al centro. Dovrebbe essere candidato per l’Udc l’uscente Giannicola De Leonardis che cinque anni fa venne eletto con l’Udeur, e che è stato in questi anni in maggioranza. Sicura la candidatura del sindaco di Carlantino ed assessore provinciale ai lavori pubblici, Vito Guerrera, possibile, sempre nel partito di Casini, quella di Napoleone Cera, figlio di Angelo, deputato.
Ha ufficializzato la sua candidatura con il movimento “Io Sud” di Poli Bortone anche la vicesindaca di Foggia, Lucia Lambresa.
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