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Vandali padroni della città

16 febbraio 2010

Hanno colpito ancora. Come l’anno scorso. Non è durata neanche un mese  la telecamera posta all’ingresso di via Arpi, per vigilare sugli accessi all’isola pedonale e sulla tranquillità dei residenti. Era stata ripristinata da qualche settimana, dopo essere stata distrutta già una volta da un atto vandalico. I barbari ci hanno riprovato. Purtroppo con successo, infierendo, questa volta,sull’impianto di Largo Civitella.
Nel primo pomeriggio i domenica scorsa, i soliti ignoti hanno fatto esplodere alcuni grossi petardi davanti alla centralina che controlla l’occhio elettronico, danneggiandola seriamente, e forse irreparabilmente. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco. Ancora da quantificare i danni. L’esplosione è stata comunque piuttosto forte, tanto che andata distrutte anche la targa stradale in marmo.
L’attentato ha un sinistro valore simbolico: il sistema di videosorveglianza vigila sulle auto che non ottemperano al divieto di transito nell’isola pedonale. Le riprese fotografiche hanno provocato centinaia di multe ai danni degli automobilisti indisciplinati. Ma non è una buona ragione per distruggere l’occhio elettronico,che tra l’altro vigila sulla sicurezza nella nevralgica zona dell’ateneo.
Non si è fatta attendere la risposta dell’amministrazione comunale, che dopo la seduta monotematica del consiglio comunale è attivamente impegnata ad affrontare l’illegalità diffusa.
La prima, dura reazione è della vice sindaca Lucia Lambresa, titolare della delega alla sicurezza. “L’Amministrazione comunale non subirà l’ennesimo atto di inciviltà compiuto da chi vuole impedirci di garantire alla città l’attivazione di presidi per la sicurezza e la legalità. Quanto accaduto in via Arpi deve indurre, anche il Consiglio comunale a velocizzare i tempi di approvazione del regolamento a tutela della privacy, indispensabile all’attivazione della rete di videosorveglianza già installata e collaudata”.
Sono in corso serrate indagini nel tentativo identificare i vandali: la zona in cui si è verificato l’attentato è presidiata, oltre che dalla centralina danneggiata, anche da un impianto ubicato sul muro della facoltà di lettere: si spera che questo occhio elettronico abbia colto i balordi autori del misfatto.

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