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Caro Orazio, anche questi sono posti di lavoro

18 febbraio 2010

Ciliberti ha accusato il suo successore, Gianni Mongelli, di non avere a cuore il mantenimento dei livelli occupazionali. Nella sua esternazione, l’ex sindaco ha detto, tra l’altro: “È vero che i pagamenti del Comune sono sempre meno tempestivi e sempre più difficili. È vero che abbiamo commesso errori amministrativi, ma noialtri non abbiamo mai lasciato nessuno per strada.”
Pubblichiamo oggi, in altra parte blog, l’accorato sfogo di un gruppo di imprese vittime di quei ritardi nei pagamenti ammessi dallo stesso ex sindaco, e determinati proprio da quella massa debitoria che, per sua espressa ammissione, l’ex sindaco non è riuscito ad attenuare, e che è anzi peggiorata (“la debitoria è rimasta quella di cinque anni prima, con qualche entrata in meno e qualche spesa in più”, aveva detto ancora l’ex primo cittadino).
Non abbiamo mai avuto alcun dubbio sull’onestà intellettuale di Orazio Ciliberti, e perciò lo invitiamo caldamente a leggersi lo “sfogo” delle imprese. Si accorgerà che nelle sue dichiarazioni c’è un’obiettiva contraddizione di termini. È forse vero che l’amministrazione da lui guidata non ha mai lasciato nessuno per strada, se questa funzione di ammortizzatore sociale si riferisce alle aziende speciali, alle aziende controllate dal comune, e a quelle che gestivano in convenzione servizi per conto del comune: insomma quell’indotto comunale che si dice abbia raggiunto proporzioni elefantiache.
Ma la tesi di Ciliberti si rivela più azzardata se pensiamo alle imprese “vere”, quelle che stanno sul mercato, e la cui sopravvivenza dipende dalla puntualità dei pagamenti dei clienti. Quelle tante imprese che attendono da tempo immemorabile dal comune i pagamenti per servizi o forniture rese, e che non sono ancora state pagate. Alcune sono state costrette alla chiusura,come quel libraio che non è riuscito a coprire il buco che si erano prodotto nelle casse della sua azienda dal ritardato pagamento, da parte del comune, dei rimborsi per i buoni libro. Altre stanno vivendo un momento molto critico. Ci domandiamo quante di queste imprese sono state costrette a licenziare i loro dipendenti, o hanno dovuto ritardare assunzioni che avevano in animo di fare. Sono posti di lavoro anche questi, caro Orazio.

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