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Donne foggiane sempre più vittime di soprusi e di violenza: ma dove sono le associazioni femminili?

19 febbraio 2010

La spirale di degrado e di violenza in cui sta precipitando Foggia colpisce sempre più spesso le donne, che ieri sono assurte a involontarie protagoniste di due gravissimi episodi di cronaca: l’accoltellamento di una giovane che aveva avuto il coraggio di rompere con il suo ex, violento e gelosissimo, la cattura di un molestatore abituale, che aveva aggredito una giovane donna al Rione Martucci esplodendole contro alcuni colpi di pistola quando la vittima era riuscita a divincolarsi ed a fuggire.
Due episodi uniti dal medesimo denominatore comune: quando in una comunità, in una città la violenza prende il sopravvento, a farne le spese sono sempre le fasce più deboli: le donne, i minori, gli anziani.
Si saremmo aspettati da parte delle associazioni femminili, sempre sensibili quando si tratta di mobilitarsi per grandi ideali e valori per così dire culturali”, una parallela mobilitazione di fronte ad episodi che si stanno ripetendo con abituale e drammatica frequenza. Le cronache quotidiane sono piene di casi del genere: soltanto l’altro giorno, un uxoricida è stato condannato all’ergastolo: aveva fatto fuori la sua ex moglie, ma in realtà voleva uccidere sua figlia dopo avere abusato di lei. Qualche settimana fa, l’arresto per stalking di un professionista foggiano.
È come se la città civile si fosse rassegnata di fronte al ripetersi ormai quotidiano di episodi del genere. Come se si fosse abituata a convivere con la violenza è l’accettasse. Supinamente.
Ma abituarsi a convivere con la violenza è cosa che si può chiedere agli abitanti della giungla, non agli abitanti di una città, che per sua stesso definizione dovrebbe essere luogo di cittadinanza, e di civiltà.

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2 commenti leave one →
  1. Paola Lucino permalink
    20 febbraio 2010 16:51

    uomini che odiano le donne”: bel titolo, azzecatissimo. hai colto una drammatica sequenza, purtroppo non nuova n… Mostra tuttoé da noi né altrove. Sulle associazioni femminili farei un discorso a parte e a monte, magari in sede più appropriata. Cosa possono fare? Ci sono follie che sfuggono a qualunque maglia, incontrollabili. Tenere accesi i riflettori sulla prevenzione, su quello che le donne possono fare per difendersi se sanno di avere a che fare con un tipo violento, magari lo sanno dall’inizio o lo scoprono dopo. Oggi lo stalking è un reato:bisogna denunciare le persucuzioni. C’è uno sportello in questura, hanno fatto una campagna su questo. Le forze dell’ordine della città questo tema non l’hanno mai trascurato. Altro punto: i centri di mediazione familiare. Da noi stanno attecchendo, studi legali con personale specializzato nel settore vanno prendendo corpo. Altro aspetto: le separazioni, sia fra fidanzati che fra coniugi sono, in molti casi, tragiche; è la parte maschile, più frequentemente, a non capacitarsi. Questo momento non va sottovalutato, mai, ma affrontato con lucidità e cautela perché quello che passa nella testa di una persona che si sente “abbandonata” può divenire furia devastante. Non sono casi isolati ma una casistica, un paradigma, purtroppo. Quando tu dici “comunità” io ci credo, il problema è che spesso questa comunità alle donne serve in certi momenti, quando magari non la trovano, e più si sfilaccia il tessuto sociale, meno regge la famiglia di provenienza, più la disinformazione e la cultura del sopruso trionfano, più le donne sono sole. Non distinguerei, nella violenza, fra gente colta e gente meno colta, il fenomeno è trasversale.Ricreare i legami fra la solitudine di certe scelte e la “comunità delle associazioni “può essere un primo passo. Che però non è riuscito a salvare dai coltelli o dalle pistole, tante, troppe donne. Un’ultima cosa. E’ la famiglia a formare il rispetto per le donne. Le madri devo cominciare da quando i figli sono pre-adolescenti a fissare le regole di come ci si comporta .Senza cedimenti di sorta, bloccando duramente e sul nascere qualunque fenomeno di bullismo, spavalderia, gallismo, supremazia, per un fatto di educazione, nel rispetto dei ruoli e dei generi. Ecco, le associazioni possono battersi perché anche la scuola preveda tali strumenti. I prof, inoltre, tengano d’occhio sempre gli alunni ,sia quando spiegano, sia quando li osservano nelle fasi di pausa. Allora si riscontrano, spesso, atteggiamenti e modi su cui si deve, necessariamente, intervenire.

  2. Alessia permalink
    30 marzo 2010 13:23

    UOMINI CHE ODIANO LE DONNE… come mai c’è ancora questa distinzione fra i 2 sessi? eppure la donna nella società ricopre un ruolo importante tanto quanto l’uomo. Si può dire che da sempre c’è stato questo tipo di problema, basti pensare cosa succede nei paesi del Medio Oriente, nella religione musulmana, le donne sono considerate essere inferiori, ma noi che viviamo in un paese sviluppato e moderno, dovremo vivere con una mentalità ben diversa. PERCHE’ VIENE PERMESSO AGLI UOMINI DI MALTRATTARE LA DONNA? E’ vero, siamo rispetto a loro, indifese ma se qualcuno ci tutelasse e ci proteggesse, molti meno casi succederebbero.
    Per l’istruzione nelle scuole… dovrebbero prevenire questi comportamenti prima i genitori poi gli insegnanti. I genitori devono pensare all’educazione dei propri figli e non lasciarli in balia di loro stessi sennò è normale che prendano strade sbagliate perchè non sono indirizzati, non hanno una linea guida. è una situazione piuttosto complicata e difficile quello che sta capitando nella nostra società, se dovesse prendere il sopravvento come già sta capitando, sarà ardua l’impresa di recuparare e intervenire.
    Questo è quello che penso.

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