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A Foggia meritocrazia è una brutta parola

24 febbraio 2010

La denuncia di Angela, più eloquente delle parole di mille opinionisti. La nostra lettrice scrive al sindaco Mongelli

Il bello del processo innescato dal Quotidiano di Foggia con le sue iniziativa on line è che il blog, Facebook, in generale il social networking non sono soltanto oggetti di notizie, come avviene per gli altri organi di informazione: sono essi stessi notizia, grazie al contributo dei nostri lettori, alla loro intelligenza, alla loro passione.
Pubblichiamo, di seguito, naturalmente girandola al diretto interessato, la lettera che Angela, una nostra gentile lettrice, scrive al sindaco di Foggia, per segnalarli un paio di  questioni particolarmente diffuse nella nostra città: la disoccupazione da un lato, e la scarsa incidenza che nell’accesso al mercato del lavoro hanno i meriti individuali, ovvero la capacità, la bravura, le dedizione di chi cerca un posto di lavoro.
La lettera di indagini fotografa un problema reale, concreto, per alcuni versi perfino drammatico. Negli scorsi giorni abbiamo scritto che una comunità civile in uhi predominano i furbi, quelli che non rispettano le regole, che non fanno la fila, è una città destinata fatalmente ad impoverirsi, perché viene meno quella risorsa fondamentale del vivere civile che è il rispetto per l’altro.
Ma queste sono parole da giornalista. La testimonianza di Angela è invece così diretta, così coinvolgente, così ricca di valori da essere molto più eloquente e molto più esemplare di mille parole scritte da chi scrive per professione.
Ma c’è un altro aspetta della bellissima lettera di Angela che ci preme mettere in evidenza: la speranza che si coglie dietro l’apparente disperazione di una situazione familiare così problematica.
Per segnalare il suo problema, infatti la nostri lettrice scrive al primo cittadino, alla istituzione, mostrando di avere, nonostante tutto, fiducia nelle istituzioni stesse.
Riteniamo che difficilmente Gianni Mongelli possa fare qualcosa per il caso segnalato: la grave situazione finanziaria in cui si dibatte il Comune di Foggia e più in generale i tempi di vacche magre che attraversano le finanze locali rendono sempre più remota la possibilità che il Comune possa contribuire ad alleviare la crisi occupazionale che è il male più grosso di Foggia. Ma consigliamo caldamente la lettura della lettera di Angela a tutti gli esponenti del Palazzo, agli uomini politici che troppo spesso sono i primi a violare le regole del gioco, attraverso il sistema della raccomandazione. Dopo tutto, Angela non chiede un posto di lavoro, ma semplicemente che vengano rispettati i meriti. Un bell’esempio di senso civico, lo ribadiamo: una comunità che rispetta i meriti, è una comunità destinata a crescere.
Ed ecco il testo della lettera che la nostra lettrice ha “postato” nel nostro blog.
Egr. Sig. Sindaco,
sono una ragazza incavolata nera con questa città!
Ho 28 anni e sono sposata da pochi mesi, mio marito da novembre è disoccupato..mi chiedo a chi devo rivolgermi per un umile posto di lavoro!!!
E’ un ragazzo dai sani principi, educato e rispettoso, pronto alla fatica, umile, preciso, puntuale…qualità che purtroppo in questa società non premiano, vanno avanti i raccomandati i nulla facenti e i figli di papà!!!
Sono avvilita perché non posso progettare il mio futuro, non possiamo avere un figlio perché crescerebbe disgraziato….pago il mutuo, tutte le bollette, e tutte le tasse….è mai possibile che io debba vivere nell’angoscia perché non sono raccomandata!!!! Dove è finita la meritocrazia!!!!! Nell’attesa, spero non vana, di risposte le porgo i miei più distinti saluti!!!!

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  1. Marianna Onorato permalink
    24 febbraio 2010 20:02

    Non posso non esprimere tutta la mia solidarietà ad Angela: quel che dice purtroppo è vero e tremendamente ingiusto nonchè vergognoso! La cultura della spintarella e l’assenza della meritocrazia (che premiando l’impegno porta sviluppo e non parassitismo!) fanno di Foggia (e della provincia tutta) una Terra in cui non c’è sviluppo nè futuro per tanti giovani (oggi come ieri…come domani) grazie anche alle cattive abitudini della politica locale.

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