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Malasanità a tutto spiano

25 febbraio 2010

Denunciati falsi dentisti ed evasori fiscali; truffa da un milione di euro all’Asl di Torremaggiore
Malasanità ancora una volta sugli scudi in Capitanata, e non soltanto per il “solito” episodio di corruzione. Le forze dell’ordine hanno messo in dito in una piaga tanto antica quanto amara, che riguarda l’esercizio abusivo della professione medica, e che dunque minaccia direttamente la salute dei cittadini.
È un fenomeno particolarmente radicato nel settore odontoiatrico. Per esercitare la professione di dentista occorre essere medici con specializzazione in odontoiatria, oppure laureato nella predetta disciplina. Condizioni però che non sempre ricorrono: in passato è successo che ad esercitare abusivamente la professione fossero medici, che però non erano in possesso della specializzazione, più spesso si tratta di odontoiatri.
Nella rete delle fiamme gialle del comando della Guardia di Finanza di Foggia sono caduti in due, uno di 40 anni, ed uno di 50, entrambi odontotecnici. Per snidare i falsi dentisti i militari hanno escogitato un ingegnoso stratagemma: monitorare le imprese che forniscono agli studi dentistici materiali specialisti come pinze e specchietti, ed incrociare questi dati con gli elenchi dei professionisti regolarmente iscritti all’ordine degli Odontoiatri. I finanziari si sono così accorti che nei due studi pseudo-dentistici qualcosa non andava, perché i due titolari non figuravano nell’elenco. Quando sono entrati negli studi hanno trovato pazienti (che sembra fossero all’oscuro che il loro dentati non possedeva i titoli per esserlo) in attesa del loro turno, ed altri già stesi sul lettino, pronti a ricevere le cure.
I due finti dentisti facevano di tutto sui loro pazienti, dall’estrazione e cura dei denti ad operazioni più complesse, come l’impianto di dentiere ed altri tipi di protesi. Però non avevano né i titoli, né le competenze necessarie.
Per i due falsi professionisti è così scatta la  denuncia per esecrazione abusivo della professione,e non solo. Dalle ispezioni effettuato sui libri contabili è risultato che dei due uno non pagava affatto le tasse, ed un altro lo faceva soltanto parzialmente, per cui è scattata anche la denuncia per evasione fiscale.
I due studi sono stati chiusi e posti sotto sequestro anche per le pessime condizioni igienico-sanitarie in cui versavano, uno dei due si trovava addirittura ali sotto del livello stradale.
È possibile che la clientela fosse attirata dai prezzi convenienti praticati dai due impostori, che evidentemente potevano praticarli grazie al mancato pagamento delle tasse ed alla concorrenza sleale verso i dentisti veri. Pare, comunque, che dagli interrogatori condotti ai clienti dei due risulti che i pazienti erano completamente ignari che i due non fossero veri dentisti.
L’ordine degli odontoiatri, che da tempo si sta battendo per contrastare l’esercizio abusivo della professione, purtroppo molto diffuso,  si costituirà parte civile nel procedimento a carico dei due abusivi. In una nota, il presidente dell’Albo degli Odontoiatri di Capitanata, dr. Pasquale Pracella ha espresso “grande soddisfazione per il lavoro svolto dai militari della Guardia di Finanza di Foggia, nel contrastare le attività illecite di personaggi che si spacciano per falsi dentisti mettendo a serio rischio la salute dei pazienti”.
Il punto è proprio questo:     questi furbi non soltanto realizzano lauti profitti evadendo il fisco e svolgendo una professione che non gli compete, ma mettono anche a repentaglio la salute dei cittadini.
L’altro grave episodio di malasanità giunge da Torremaggiore, e riguarda una piaga altrettanto diffusa: la corruzione che come le cronache giudiziarie sempre più frequentemente dimostrano, alligna spesso nel settore sanitario. L’operazione che ha portato a scoprire una truffa ai danni dell’Asl della cittadina dell’Alto Tavoliere è partita da Bari, ed è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione, che hanno eseguito dieci decreti di perquisizione nei confronti di cinque medici, due dirigenti dell’Al, il funzionario di un’azienda che vende apparecchiature mediche e due ditte nazionali (sono state perquisite le sedi baresi delle aziende), che avrebbero fornito all’ospedale di Torremaggiore, alcuni ventilatori polmonari.
I militari dei Nas sospettano che gli indagati abbiano organizzato una truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, che secondo le prime stime effettuate dagli investigatori si aggirerebbe attorno al milione di euro.
Gli inquirenti avrebbero accertato che le persone coinvolte nell’inchiesta avrebbero fatto approvare delle delibere per l’acquisto di materiale sanitario. Al centro delle indagini non vi sarebbero però queste delibere, quanto il prosieguo dell’iter amministrativo. Pare infatti che medici e funzionari coinvolti nell’indagine abbiano duplicato e in alcuni casi addirittura triplicato i provvedimento originari con atti falsi o inesistenti, permettendo alle aziende coinvolte di lucrare guadagni molto più elevati rispetto al valore reale delle apparecchiature fornite.

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