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Operazione antidroga a Foggia, sgominata una pericolosa organizzazione criminale

25 febbraio 2010

Le indagini erano partite tre anni fa, dopo la morte per overdose di alcuni giovani del capoluogo. Ieri, la svolta. All’alba di oggi, la Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Foggia, coadiuvata dai Reparti Prevenzione Crimine e dal Reparto Volo di Bari, ha eseguito una Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere (emessa dal GIP presso il Tribunale di Bari Romanizzi, su richiesta del P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari Giuseppe Gatti e del P.M. della Procura della Repubblica di Foggia Ludovico Vaccaro) nei confronti di 16 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
All’operazione è stato dato il nome di “Brothers”, in inglese fratelli. A finire dietro le sbarre, infatti, un’intera famiglia. che gli investigatori sospettano tenesse le fila di buona parte del traffico di droga a Foggia. A finire in carcere Lorenzo Bruno (40 anni); Luciano Bruno (39 anni); Alessandro Bruno (33); Giuseppe Paoletti (41); Giuseppe Aprile (40); Marianna Bruno (33); Vito Bruno (50); Carlo de Rosa, (44); Alessandro Maglione, (35); Ciro Coda, (33); Sergio Tonti, (49); Giuseppe Panunzio, (34); Rino Giuseppe Viggiano, (45), tutti foggiani.
La base operativa dell’organizzazione criminale era un circolo ricreativo in via Fortunato. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura, attraverso intercettazioni telefoniche e riprese video effettuate nei pressi del circolo ricreativo, e numerosi sequestri di eroina ed hashish, hanno acquisito gravi elementi probatori a carico dei fratelli Bruno. Ieri mattina l’operazione, nel corso della quale sono stati tra l’altro recuperati, in casa di Marianna Bruno, 6 dosi tra cocaina ed eroina, più la somma di 2000 euro, ritenuta anche quest’ultima frutto dell’attività illecita.
In precedenza, nel corso delle indagini, gli agenti avevano già tratto in arresto 12 spacciatori e sequestrato 500 grammi di eroina, 50 grammi di cocaina e 900 grammi di hashish oltre a 13.000 euro ritenuti provento dell’attività di spaccio. Si pensa che la manda rifornisse non soltanto i tossicodipendenti foggiani, ma fungesse da punto di riferimento per molti pusher e clienti provenienti dalla vicina Venosa in Basilicata.

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