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Authority, addio?

28 febbraio 2010

Il Ministero della Salute ha vietato l’uso di additivi nei ristoranti, ma continua a dimenticare l’authority agroalimentare. Il Regolamento Ue prima invocato, poi disapplicato

Il governo ha detto no – o perlomeno ha rigorosamente disciplinato.- all’uso di additivi chimici e sostanze gassose nei ristoranti. Pare che diversi chef, soprattutto devoti alla cosiddetta “cucina molecolare” ne abusassero. Lo stabilisce un’ordinanza del Ministero della Salute che stabilisce che “a chiunque operi nel settore della ristorazione è fatto divieto di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi alimentari per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di impiego, fatto salvo l’impiego di edulcoranti, a condizione che sia garantita la corretta informazione.” Si tratta di una norma senza dubbio positiva, perché il ricorso agli additivi, al di là dei rischi che può provocare alla saluterei consumatori, snatura la genuinità dei piatti mortificando la tradizione gastronomica italiana.
Il dispositivo dell’ordinanza consta di due soli articoli, ma è preceduto da una lunghissima premessa nella quale, tra l’altro, il Ministero si richiama a tutta una serie di regolamenti comunitari, tra cui il regolamento (CE) 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, “che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo della sicurezza alimentare.”
Tale regolamento stabilisce, tra l’altro, che gli stati membri dell’Ue debbono dotarsi di un’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, la cui utilità e necessità di rileva proprio in occasioni come queste, quando si tratta di tutelare la salute dei consumatori, e il loro diritto ad una corretta informazione.
È quell’authority che il governo ed il parlamento hanno da tempo deciso che debba sorgere a Foggia, ma che il Ministero della Salute e il Ministero delle Politiche Agricole stanno ostacolando in tutti i modi.
È quanto meno singolare che nell’adottare una decisione, peraltro giusta e condivisibile, il Ministero si richiami ad una normativa comunitaria la cui corretta applicazione viene poi disattesa dallo stesso Ministero.

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2 commenti leave one →
  1. 1 marzo 2010 07:55

    Lo dissi che i baresi Vendola e Alemanno non avrebbero messo il massimo impegno in questa battaglia per poratre l’Authority a Foggia.
    Lo dissi in tempi non sospetti, nel 2006, in questa intervista:
    http://www.ilcittadinox.com/video.html

  2. ADICONSUM DI FOGGIA permalink
    1 marzo 2010 12:54

    E’ il segno dei tempi.
    La politica ci ha abbandonato.
    Sono tutti occupati (e preoccupati) per le elezioni regionali.
    Foggia e la Capitanata contano meno di niente.

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