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Mons. Casale “benedice” matrimonio gay

1 marzo 2010

Certo che mons. Giuseppe Casale, arcivescovo “emerito” di Foggia (titolo che spetta ai presuli ormai in pensione) non smette mai di stupire, per le sue prese di posizione, decisamente controcorrente.

“Non mettiamo cancelli di chiusura nei confronti delle coppie omosessuali”. Mons. Casale lo ha detto all’agenzia Adnkronos, interpellato a proposito del matrimonio simbolico che si è celebrato, a Torino, tra due ragazze torinesi alla presenza del sindaco Sergio Chiamparino.  “Nei confronti di queste persone che vivono l’omosessualità – ha aggiunto l’arcivescovo emerito di Foggia – non bisogna lanciare anatemi. Che vivano la loro vita di relazione nel migliore dei modi possibili”.
Praticamente è quasi una “benedizione” quella che monsignor Casale manda ad Antonella e Debora, la coppia lesbica che si è unita in nozze simboliche: “noi non possiamo interpretare il pensiero di Dio sul tema – argomenta ancora il presule -. Ormai, da un punto di vista generale, si interpreta l’omosessualità come una malattia, una devianza ma queste persone vanno affidate alla misericordia di Dio senza condanne”. Certo il vescovo è ben consapevole che “civilmente e religiosamente le nozze gay non hanno alcun valore. E per ora – dice – teniamoci pure queste disposizioni”.
Monsignor Casale però fa un discorso di costruzione per il futuro. “Bisogna seriamente riflettere perché questo e’ un campo aperto, insidioso. Non mettiamo cancelli di chiusura e per l’avvenire teniamo conto dell’evoluzione della sessualità e del modo di interpretarla e viverla. Non si può ignorare l’evoluzione che la società ha avuto. Perciò dico a questa coppia di vivere la loro vita di relazione nel migliore dei modi possibili”.
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2 commenti leave one →
  1. Anna Maria Tatarella permalink
    2 marzo 2010 13:00

    Quel che è il pensiero di Dio è scritto nei dieci comandamenti .
    Immensa è, in ogni caso, la misericordia di Dio anche nel confronti di chi la strumentalizza per mondano protagonismo

  2. Nico Baratta permalink
    5 marzo 2010 11:24

    Ho conosciuto molto bene Mons. Casale e non mi meraviglio di questa sua scelta. Lui è sempre stato un prelato molto aperto ai prblemi sociali, al passo con i tempi e pronto a mettere in discussione ciò che la chiesa da anni (o secoli) guarda con occhi velati (fin dagli anni medioevali….).
    Non considero una ‘quasi benedizione’ quella di Casale. Se si leggono bene le sue parole, Mons. Casale affronta il problema dal punto di vista umano, riconoscendo un dato che da secoli convive con noi. Sarà che la chiesa condanna per ovvia ragione religiosa l’unione di omosessuali, ma ciò non può impedire la libera scelta dell’uomo. Da cattolico ritengo una conquista per la chiesa le parole di Casale che finalmente apre le porte all’evidenza e con la piena libertà dell’uomo. Se non erro la cristianità che sulla croce ci ha liberati, prevede la nostra libera scelta di vita, pur essendo cattolici e laici.
    Piuttosto invito la chiesa, anche quella più bigotta, di affrontare il tema, parlarne ai giovani e soprattutto ai meno giovani che vedono l’unione omosessuale un peccato e nell’essere umano un malato, la più offensiva gistificazione a ciò che la natura ha dato senza inficiarne l’essenza.
    E’ ora che la chiesa prenda coscienza, anzi ammetta secoli di dubbie verità celate nei libri che loro hanno nascosto all’umanità.

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