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Insorgono le maestranze di Daunia Ambiente: caro Di Bari, ci siamo anche noi

3 marzo 2010

Atteggiamenti differenti delle organizzazioni sindacali delle due aziende consorelle
La situazione delle ex municipalizzate del Comune di Foggia è così drammatica e confusa, che perfino le organizzazioni sindacali delle singole aziende corrono il rischio di entrare in rotta di collisione tra di loro. Michele Di Bari, amministratore unico dell’Amica, è riuscito a ripristinare in seno all’azienda relazioni sindacali praticamente ottimali.
Con intelligenza, fin da quando si è insediato al vertice della “partecipata” comunale, Di Bari ha perseguito l’obiettivo della pax con i sindacati, riuscendo ad ottenere importanti risultati, come, per esempio, il ritorno ai servizi di pulizia e nettezza urbana di personale che era stato trasferito presso gli uffici. I risultati di questa strategia sono sotto gli occhi di tutti, e sono largamente positivi. La città è finalmente più pulita, i cassonetti vengono svuotati con una certa regolarità, il servizio di raccolta si giova anche di alcuni nuovi mezzi, prestati per la bisogna da amministrazioni di altri comuni della provincia.
In questo oggettivo salto di qualità operato dall’azienda ha avuto senza dubbio una funzione importante proprio la pace sindacale che Di Bari è riuscito ad ottenere all’interno dell’Amica. Mordono però il freno i sindacati dell’azienda “consorella”, ovvero la Daunia Ambiente, il cui ruolo, all’interno delle nuove strategia aziendali dell’Amica ancora non è chiaro. La Daunia Ambiente si occupa dei servizi di raccolta differenziata. L’amministratore unico non ha ancora trovato il tempo ed il modo per ricevere le organizzazioni sindacali della Daunia Ambiente, il cui futuro passa per il nuovo piano industriale di cui l’azienda maggiore sta per dotarsi. Qualche settimana fa, il presidente dell’azienda, Rosa Cicolella, è stato chiarissimo. Illustrando alla stampa i risultati della sua gestione (che presenta un certo deficit) ha addossato senza esitazioni al piano industriale della vecchia Amica le ragioni che hanno determinato il disavanzo. E si tratta di ragioni (come promozioni interne, cambi di mansione, ecc.) che vanno ricercate proprio negli indirizzi impartiti dal vecchio cda dell’Amica nella gestione del personale.
La trattativa con le organizzazioni sindacali si presenta, insomma, tutt’altro che facile. Forse anche per questo le sigle sindacali presenti all’interno dell’azienda hanno deciso di uscire allo scoperto ed hanno diffuso una nota in cui chiedono a Di Bari un incontro urgente per definire il futuro dell’azienda consociata.
Nel loro documento, le organizzazioni sindacali aziendali facenti capo a Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Ugl, dopo aver definito la Daunia Ambiente come “la Cenerentola del gruppo Amica”, sottolineano il disagio di una cospicua parte dei lavoratori che “vogliono lavorare e che sono sempre più irritati perché si sentono letteralmente scippati”
I sindacati sembra schierarsi a favore delle tesi sostenute dal presidente Cicolella: i problemi finanziari dell’azienda non derivano da una cattiva gestione ma dagli indirizzi del piano industriale dell’azienda madre.
“La società, grazie elle ormai note controversie delle due aziende, continua a vivere la sua lenta agonia, invischiata in beghe societarie che nulla hanno a che vedere con la qualità del servizio e la tutela dei posti di lavoro”.
Per questo, le organizzazioni sindacali sollecitano un incontro diretto con il management dell’Amica: “Finora le nostre richieste di incontro con il neo nominato amministratore unico sono cadute nel nulla, sicuramente a causa dei numerosi problemi che Di Bari si è trovato ad affrontare non appena insediato. La comprendiamo ma non possiamo aspettare oltre, visto che i soliti ben informati ci hanno rivelato di una assemblea societaria nella quale si decideranno le sorti della Daunia. Siamo certi, che indipendentemente dalla scelta, non ci faremo sfuggire le opportunità e le conoscenze finora maturate. Se ci sarà da riorganizzare pretendiamo di essere coinvolti in prima persona”. Una presa di posizione dura, ma che ha il merito di essere chiara.

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