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Tremate, tremate le affissioni selvagge son tornate

3 marzo 2010

Nonostante questa volta non ci sia penuria di spazi. Un appello al sindaco Mongelli affinché faccia rispettare la legalità.

La campagna elettorale è appena cominciata e già, come un inevitabile pendant, si contano a iosa le violazioni alle norme che disciplinano le affissioni murali. Con l’aggravante che, in questo caso, non ce ne sarebbe proprio bisogno perché i tabelloni installati dal Comune di Foggia lungo le strade della città sono più che sufficienti allo scopo. Dopo tutto, i candidati sono soltanto 150 e non certo i 2.000 e passa delle elezioni comunali e circoscrizionali della scorsa primavera.
Intendiamoci, anche in quel caso la violazione delle norme era illegittima ed esecrabile, tanto più che l’affissione selvaggia dei manifesti al di fuori degli spazi consentiti colpiva, come abbiamo documentato, cabine telefoniche ed altre strutture pubbliche, e registrammo perfino il caso limite di un candidato che fece affiggere i suoi manifesti negli spazi solitamente adibiti alle affissioni funebri all’esterno di una chiesa parrocchiale.
Questa volta, però, visto il numero dei candidati assai meno consistente di quello dello scorso anno, non c’è neanche la scusa della penuria degli spazi: quelli resi disponibili dal comune bastano ed avanzano. Ma non per gli insaziabili attacchini selvaggi che, non contenti di tappezzare dei manifesti del loro candidato i tabelloni comunali (invadendo naturalmente anche gli spazi riservati agli altri partiti ed altri altri candidati, il che è illegale) “sconfinano”anche nei tabelloni riservati alle affissioni commerciali procurando un danno alle aziende che per quelle affissioni hanno investito danaro, ed anche alle casse comunali perché, a causa dell’affissione selvaggia, pensiamo che saranno fino alle fine della campagna elettorale molto poche le imprese che decideranno di investire in questa particolare forma di pubblicità, visto che il ritorno è tutt’altro che garantito.
Siamo alle solite, insomma. Alla solita inciviltà di alcuni candidati (per fortuna fino a questo momento, i candidati “imbrattino” sono pochi, ma sono i soliti noti, quelli che già lo scorso anno di distinsero per l’affissione selvaggia), al triste spettacolo di una politica che prima fa le regole, e poi disinvoltamente le viola.
Sotto questo aspetto va ricordato che tra le molte promesse non mantenute dall’ex sindaco, Orazio Ciliberti, vi è stata anche quella di punire, se non altro moralmente, i candidati che avevano trasgredito le regole, affiggendone le liste nei seggi elettorali, in modo da rendere noti ai cittadini i candidati che avevano violato la legge.
Speriamo sia più solerte l sindaco attuale, Gianni Mongelli, che sul finire della campagna elettorale (dopo che – va detto – anche i suoi supporter si erano distinti nella poco nobile arte dell’affissione selvaggia) pensò bene di fare mea culpa ed armatosi di raschietto ed imitando quanto all’inizio della capanna elettorale aveva fatto una coraggiosa candidata donna, Anna Maria Tatarella, ripulì l’isola pedonale dai manifesti illegali che l’avevano insozzata. Adesso Gianni Mongelli non è più un candidato, ma è il sindaco della città di Foggia. La sua amministrazione ha dato prova più volte di voler rispettare e far rispettare le regole, speriamo che in questo caso vengano adottate le misure idonee per scoraggiare l’affissione selvaggia, e per punire i candidati (ed i loro entourage) che se ne rendono protagonisti.
Sempre in tema di propaganda elettorale attraverso le affissioni, qualche altra perplessità sorge a proposito dei manifesti 6 x 3 affissi negli appositi spazi, molti dei quali sono stati “coperti” pare non dalla impresa proprietaria degli impianti, ma dall’Aia, ovvero dall’impresa che si è recentemente aggiudicata il servizio comunale di affissione, dopo il disastro provocato da Tributi Italia ex Gestor.
È da presumere che la copertura dei manifesti sia avvenuta non perché i 6 x 3 erano stati affissi abusivamente ma perché era scaduto il termine per cui era stata pagata l’imposta di affissione.
L’Aipa, o chi per essa, non ha però usato lo stesso metro nei confronti di tutti i candidati. Mentre ad alcuni sono stati coperti il viso e le generalità, altri sono rimasti così com’erano prima, in tutta la loro discutibile bellezza.
Visti i precedenti (Tributi Italia non ha versato al Comune quanto aveva introitato, lasciando un buzzo da un milione e mezzo di euro) non sarebbe male che il Comune vigili quanti devono vigilare sulla correttezza delle affissioni in campagna elettorale.

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One Comment leave one →
  1. 4 marzo 2010 10:02

    Codici Foggia segnala altresì come molti pannelli, usati come apposito spazio per l’affissione dei manifesti elettorali, oltre ad essere esteticamenti indecenti, a tal punto da rendere ancora più sgradevole, anche se temporaneamente, la situazione di certe zone della città, costituiscono, di fatto, e questa è la cosa più grave, un ostacolo alla circolazione dei pedoni.
    In merito s’invita chiunque a verificare, ad esempio, la situazione in prossimità della “dog area” di Viale Europa. I pannelli su i marciapiedi, a ridosso della strada, riducono notevolmente lo spazio riservato ai pedoni. Tale riduzione impedisce, di certo poi, il passaggio delle persone disabili o di mamme in compagnia dei propri neonati, che sono, pertanto, costretti ad abbandonare il marciapiede per proseguire il prorio cammino. Questo è inacettabile oltre che vergognoso! Il diritto di fare propaganda politica non può scavalcare il diritto dei cittadini ad avere, anche in quei giorni di campagna elettorale, una città vivibile. Codici Foggia invita il Sindaco perchè vigili anche su questo scempio. Dott. Maurizio Antonio Gargiulo – Responsabile dello Sportello Codici Foggia – Centro per i diritti del Cittadino

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