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A proposito dell’Iriip, e non solo, i candidati devono dire come la pensano

9 marzo 2010

La politica latita, in questa campagna elettorale. Ci si misura sui massimi sistemi e sulle spicciole polemiche quotidiane. E si parla assai poco di cose. Non importa se cose grandi o cose piccole, ma pensiamo che un elettorale abbattuto il diritto di sapere come la pensa su certi temi che chiede il suo voto. Invece, stando almeno a questo primo scorcio di campagna elettorale, ci pare che si preferisce evitare di schierarsi, di dire chiaro e tondo come la si pensa, forse per evitare di inimicarsi quelli che la pensano diversamente.
Ma la democrazia non funziona così, ed il voto non è una cambiale in bianco. Gradiremmo, per esempio, conoscere come la pensano i candidati al consiglio regionale sulla questione dell’Iriip, su cui la Regione Puglia ha competenze dirette. Franco Cuttano, fondatore ed animatore dell’associazione che da anni si batte per salvare i “cavalli stalloni” (che stante una delibera assunta dal precedente consiglio comunale dovrebbero essere “sgomberati” dall’Iriip, per ospitarvi l’università) la sa lunga, e questo tema ha proposto, su Facebook un dibattito che si sta distinguendo per la sua particolare vivacità.
Alcune considerazioni svolte da Cuttano hanno mandato su tutte le furie l’ex assessore regionale (candidato al consiglio in questa tornata) Marco Barbieri.
Non vogliano entrare nel merito della polemica (ma per le ragioni suesposte, ci piacerebbe sapere comunque da Barbieri che pensa della questione dell’Iriip, polemiche e minacce di querele a parte), ma piuttosto segnalare trai diversi interventi quello di Mauro Aurigi, massimo esperto italiano del cavallo murgese che viene allevato proprio nell’Iriip di Foggia. Questa volta Aurigi non interviene nel merito della questione, ma piuttosto nel metodo: “Non entro nel merito, anche se chi mi conosce sa bene come la pensi. Però ho un’età tale (e quindi presumibilmente anche un’esperienza correlata), che mi consente di dirle (a Baratta) che, pur nei suoi esibiti equilibrio e moderazione, sembra avere preso una solenne cantonata (se non si tratta di un eccesso di furbizia) là dove sostiene o sembra sostenere che dobbiamo lasciare sfogare la demagogia dei politicanti e lasciare passare anche le elezioni, poi si discuterà. Non so a quale logica si ispiri (sempre che di logica si tratti e non di calcolo), ma io di per certo so che, se la quesione IRIIP è davvero così fortemente sentita a Foggia (e sto parlando di ambedue le posizioni a favore e contro), allora bisogna che invece se ne parli prima, bisogna che sul tema si esprimano e prendano impegni i candidati prima di essere votati. Sospendere la questione e rimandarla al dopo è cosa stupida (ma potrebbe anche essere subdolamente troppo intelligente). Certo è che a giochi fatti, per questa materia (e anche per tutte le altre), sarebbe tropo tardi. Il popolo conta (pochissimo) prima delle elezioni, ma conta assolutamente niente dopo.”
In un’autentica democrazia, la campagna elettorale dev’essere l’occasione fondamentale di confronto dialettico, di discussione. Non pretendiamo questo, vista la pessima piega che ha preso questa campagna elettorale, ma almeno pensiamo già giusto che i candidati dicano come la pensano.

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One Comment leave one →
  1. 11 marzo 2010 16:14

    Vorrei insistere su un discorsetto semplice, tanto semplice che anche un politico può capire.

    Se a Foggia si fa la Facoltà (e l’Università) da un’altra parte, la città avrà sia la Facoltà, magari anche più moderna e funzionale e a costo minore, sia l’IRIIP (la città avrebbe guadagnato qualcosa in più).

    Se si fa la Facoltà nell’IRIIP la città avrà solo la Facoltà e non avrà più l’IRIIP. La città avrebbe perso qualcosa e l’Università si guadagnerebbe il premio Attila, peraltro meritatissimo in tutta Italia per aver distrutto qualità e competenza nella maggior parte degli ospedali italiani (e magari si trattasse solo di quelli). Non ho mai capito perché a Foggia si sia data all’ippica: forse l’ospedale l’ha già distrutto?

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