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Bella iniziativa di Alberto Mangano/ Nasce un gruppo per ricordare i caduti dei bombardamenti

11 marzo 2010

Finalmente qualcosa si muove per onorare degnamente la memoria dei ventiduemila foggiani caduti vittima dei bombardamento nella tragica estate del 1943. Una grande battaglia civile cui il Quotidiano di Foggia ha dedicato diversi articoli, sottolineando come il capoluogo dauno sia spesso una città senza memoria, soprattutto quando si tratta di ricordare eventi tragici.
Ci sono voluti dieci anni perché alle vittime del crollo di viale Giotto venisse dedicata una lapide. Ai caduti sotto le bombe alleate è andata anche peggio: non c’è nulla che li ricordi, se non un toponimo: via Vittime Civili che peraltro non indica né il dove, né il quando quelle vittime sono diventate tali.
Qualcosa però si muove, e per merito di Alberto Mangano, cultore di storia locale e tra i più significativi propugnatori dell’idea del monumento, cui il nostro Giornale dedicò qualche tempo fa anche un sondaggio, che fece registrate molto entusiastiche adesioni all’idea del monumento.
È nato, per iniziativa di Alberto Mangano, un gruppo su Facebook, significativamente intitolato “Un monumento per ricordare i bombardamenti del 43 a Foggia”.
“Chiediamo – si legge nella descrizione del gruppo – perché non si debba dedicare un monumento magari al centro di una piazza a ricordo delle migliaia di concittadini che persero la vita in quella maledettissima estate del 43”. Quanti volessero aderire al gruppo e dare il loro contributo in termini di idee e proposte possono farlo accedendo alla seguente pagina web: http://www.facebook.com/group.php?gid=352769852371.
Per il momento le adesioni non sono tantissime, ma tra i membri ci sono nomi significativi della cultura cittadina, ed è particolarmente interessante il dibattito che si sta sviluppando sulla bacheca, con diverse testimonianze. Nel post iniziale, così  Alberto Mangano ha ulteriormente illustrato il senso della sua iniziativa: “Chiediamo contributi per proporre idee magari nelle scuole, raccogliere fondi per la strada affinché si realizzi un qualcosa voluto esclusivamente dai foggiani!”.
Gli interventi non si sono fatti attendere, anche se, fino a questo momento, si tratta come abbiamo già detto più di consensi e di testimonianze che non di vere e proprie iniziative rivolte ad organizzare qualcosa. Hanno dato la loro adesione anche persone che non hanno origini foggiane, come  Sergio Caggianelli che ricorda: “In quella terribile estate morirono alcuni miei concittadini biscegliesi, di uno ricordo il cognome Cangelli. La città di Foggia è il minimo che possa fare per ricordare i suoi indifesi cittadini.” Tempestiva e significativa la risposta di Mangano: “no, scusami, non è la città di Foggia ma i cittadini di Foggia che lo devono fare.”
È vero, verissimo. La città, intesa come istituzione, come città legale non ha fatto granché, visto che da quella estate sono ormai trascorsi più di sessant’anni. L’amministrazione comunale guidata da Orazio Ciliberti si è battuta (positivamente) perché alla città venisse riconosciuta, come già successo subito dopo l’evento per il valor civile, anche la medaglia d’oro al valore militare. Ma poco e niente è stato fatto perché la città, intesa questa volta come luogo che custodisce memoria, potesse tener vivo il ricordo di un evento che ne ha profondamente segnato la storia. Allora deve muoversi la città civile, e la nostra speranza è che il gruppo fondato da Mangano sia almeno uno strumento di sensibilizzazione. Qualche iniziativa comincia a far capolino nei diversi interventi del gruppo. Lo stesso Mangano pensa, ad esempio, alla pubblicazione di “un volume magari di poesie in vernacolo e venderlo ad una cifra che possa servire , anche se solo in parte , alla realizzazione dell’opera”. Nico Baratta propone invece il coinvolgimento dei giovani artisti foggiani, scrivendo: “Ricordare Foggia, le sue vittime e i suoi superstiti, alcuni ancora viventi, con un monumento è un gesto di rispetto verso la storia Io sarei dell’idea di lanciare un concorso fra giovani artisti locali (Foggia e Provincia con età massima di 35 anni altrimenti che giovani artisti sono) nel realizzare la bozza da proporre. Sarebbe un atto di fiducia verso i nostri successori riconoscendogli la giusta professionalità e conoscenza della storia che potranno approfondire con l’aiuto, dovuto, degli storici e dei testimoni oculari del 1943.”
Significative, come si diceva, anche le testimonianze, che vengono per lo più da giovani che hanno vissuto il tragico evento attraverso la memoria dei loro genitori. una ragione in più per impedire che il tenue filo della memoria ancora in piedi si spezzi.
È proprio un giovane artista come Umberto Romaniello ad offrire una testimonianza quanto mai significativa: I miei hanno vissuto da ragazzi quel momento e me lo hanno descritto con particolari davvero agghiaccianti. Oggi, quando in tv sentiamo parlare di vittime di un attentato restiamo senza parole e spesso, purtroppo, ci si riferisce a decine, a volte anche a centinaia di morti.
Foggia ha pagato un tributo altissimo alla follia della guerra, in quell’estate ci furono oltre 20mila morti e molti di questi – mi racconta mio padre – furono poi accatastati lungo il viale della Stazione in prossimità degli alberi che cingevano il marciapiede, come fossero tanti castelletti di cadaveri. Credo che chi abbia vissuto quei momenti non possa più inorridire davanti a nulla.”
Proprio per questo bisogna ricordare: un momento alla memoria che sia anche un monumento affinché mai più simili episodi possano verificarsi.
a.d.

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2 commenti leave one →
  1. Nico Baratta permalink
    11 marzo 2010 23:55

    Insieme possiamo realizzare il monumento ognuno per la sua parte, coinvolgendo chi vuole adoperarsi. Un sostegno mediatico dei giornali è fondamentale per la riuscita.
    Foggia ha bisogno di un ricordo tangibile.

  2. Fernando permalink
    17 giugno 2010 19:37

    Non penso che occorra fare collette,il Comune di Foggia o la Provincia potrebbero invece dirottare fondi spesi per finanziare altre futili iniziative che non hanno nulla a che vedere con la nostra storia e le nostre tradizioni .
    A Foggia vi sono molti artisti che sarebebro disposti a produrre sculture a titolo gratuito, ma ai Signori politici questo non stà bene!!!

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