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Crisi finanziaria comunale: è lite tra centrodestra e centrosinistra

12 marzo 2010

Respinto l’appello di Mongelli a trovare soluzioni concertate per la soluzione della crisi finanziaria. Il centrodestra abbassa la saracinesca e chiede il commissariamento. Durissima la reazione del centrosinistra: atteggiamento ricattatorio ed irresponsabile

Si accende la campagna elettorale, e si accende attorno ad uno dei temi più nevralgici e più percepiti da parte dell’opinione pubblica: il disavanzo di bilancio che assilla l’amministrazione comunale della città capoluogo. Il centrodestra ha risposto un duro “no grazie” alla proposta di collaborazione che qualche giorno fa è stata avanzata dal sindaco Gianni Mongelli. Ma a scatenare la polemica è stato il netto rifiuto opposto alla richiesta di soccorso che il primo cittadino aveva rivolto al governo nazionale, a quello regionale ed a quello provinciale, finalizzato soprattutto al mantenimento dei livelli occupazionale del centrodestra. Ed è stata proprio questo atteggiamento a scatenare la reazione del centrosinistra, che ha accusato il centrodestra di irresponsabilità politica, ed ha ricordato come il governo Berlusconi abbia fino ad oggi duramente penalizzato la città di Foggia.
La saracinesca alla proposta di Mongelli è stata abbassata nel corso di una manifestazione che ha aperto la campagna elettorale (sancendo, tra l’altro, la pace tra i due ex avversari in Forza Italia) da Lucio Tarquinio, vicepresidente del consiglio regionale ed esponente di punta del Pdl foggiano, e da Enrico Santaniello, consigliere comunale e presidente del consiglio provinciale.
La presa di posizione di Tarquinio è politicamente cruciale, perché già il vicepresidente del consiglio regionale poteva contare su un cospicuo numero di suoi amici in seno al gruppo consiliare del Pdl al Comune di Foggia. Dopo l’intesa raggiunta con Santaniello, Tarquinio è di fatto il leader del Pdl foggiano.
Secondo Tarquinio, è preferibile che l’amministrazione venga commissariata, ed è praticamente questa la condizione perché da Roma possa giungere un sostegno alla civica amministrazione comunale. Tarquinio ha sottolineato che nessuno in consiglio comunale conosce l’esatta consistenza della situazione debitoria. Il commissariamento è dunque il male minore.
Immediate le reazioni del centrosinistra. La prima è giunta dal consigliere regionale uscente Pino Lonigro, socialista: “Come si fa a dire che un eventuale aiuto da parte del Governo nazionale alla città di Foggia potrebbe arrivare solo se il sindaco andasse via? Il rispetto per i cittadini e per il ruolo istituzionale che si è chiamati ad assurgere impone un equilibrio che in questi giorni alcuni candidati sembrano aver perso. In questi anni abbiamo assistito a numerosi colpi bassi da parte del Governo nazionale: il taglio del 50% dei fondi per la diga di Piano dei Limiti, la mancata realizzazione dell’authority agroalimentare, i ritardi sui Fondi Fas.”
Ancora più pesante la reazione dell’ex assessore all’urbanistica con la giunta Ciliberti, Michele Salatto, candidato con il Pd: “È vergognosa la spudoratezza di un vicepresidente del Consiglio regionale uscente, che fa leva su un ricatto, dichiarando impossibile che il Governo nazionale si impegni al sostegno finanziario di una grande città come Foggia, se prima il sindaco non getta la spugna aprendo la strada al commissariamento”.
A Mongelli è comunque giunta anche la solidarietà del movimento Governiamo Foggia che, come si ricorderà, si schierò dalla sua parte alla vigilia del vittorioso ballottaggio. “Il sindaco Mongelli, la giunta ed il consiglio comunale – scrive il responsabile del movimento Carmine Ninni Belmonte –  avere il sostegno di tutta la città perchè è riconoscibile lo sforzo professionale e personale profuso per addivenire alla soluzione di annosi problemi che hanno un unico obiettivo, il salvataggio della città di Foggia. Rammarica tuttavia che si strumentalizzino le difficoltà, sacrosante e certificate, per strappare voti sull’onda dell’insoddisfazione: si dovrebbe solo avere il buon senso di ammettere che chiunque fosse oggi Sindaco di Foggia si troverebbe ad affrontare i medesimi problemi e pertanto non si dovrebbe continuare a farne un affare di schieramenti o di campagna elettorale. Una classe politica matura dovrebbe insegnare ai giovani, almeno a quelli che sono ancora qui, che si deve lavorare insieme, pur esercitando il diritto-dovere di essere opposizione, per trovare soluzioni sensate atte ad arginare tensioni sociali e difficoltà economiche ma soprattutto per offrire la possibilità di vivere in un posto consono alle aspettative di cittadini italiani ed europei prima che foggiani”.

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  1. gigi Il grande permalink
    12 marzo 2010 21:11

    Sono piuttosto stufo di questa faccenda della debitoria del comune di Foggia, ascritta dai piu’ alla Giunta Ciliberti, quasi che la stessa avesse disfatto in 5 anni una sorta di eden ereditato dalla precedente amministrazione.
    Or bene, molti farebbero bene a tacere, utilizzando lo stesso silenzio adottato quando, pur essendo maggioranza di governo cittadino, hanno consentito che le aziende ex municipalizzate fossero depauperate ben oltre il 50% del capitale sociale per far volare qualcosa che volare non poteva.
    oppure di quali e quante cooperative siano state predisposte per la gestione dei servizi cittadini.
    O ,ancora di quanta ” oculata” gestione amministrativa sia stata posta in essere nell’assunzione dei vigili urbani, stabilizzati con contratti certi ed assunzione di responsabilita’ da parte di quei ” delinquenti ” della Giunta Ciliberti.
    Possiamo parlare anche dello stato di degrado delle strade cittadine..ai piu’ sfugge che le piu’ ” sgarrupate” maggiormente siano quelle realizzate in una alla 167 amplissima, per la realizzazioene della quali urbanizzazioni primarie e secondarie , sono stati pagati alle imprese fior di quattrini, con la regia di un Consorzio appositamente creato per la gestione anche economica di quelle poste incassate.
    Ora, che la situazione sia difficile è fuor di dubbio, ed errori ne sono stati commessi, ed altri ne saranno, come è inevitabile per chi opera, ma per quanto attiene al lavoro svolto nei due anni nei quali sono stato Assessore, non ho proprio nulla di cui vergognarmi e lo tesimoniano ancora oggi, i consiglieri di circoscrizione, di minoranza e non solo quelli di maggioranza, che hanno apprezzato quanto fatto da assessore della citta’ e non di uno sparutoa gruppo di malfattori come, tra le righe si vuol fare intendere.
    é vergognoso che il ricorso al commissario sia auspicato oggi, nella certezza, come avvenuto in Sicilia, di un intervento del governo centrale.
    In politica si vince e si perde…molti lo sanno piu’ di me..bene devono rassegnarsi a perdere anche questa volta.

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