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Ecco i candidati che imbrattano di più

13 marzo 2010

L’affissione selvaggia dei candidati alla Regione sembra diventata la classica buca keinesiana. La teoria del grande economista non vale soltanto per l’economia, ma anche per la pubblicità. John Maynard Keynes sosteneva che, in periodo di crisi, lo stato dovrebbe pagare i lavoratori disoccupati per scavare una gigantesca buca e poi riempirla. In questo modo i lavoratori avrebbero un salario e potrebbero spendere, rimettendo in moto il circolo virtuoso dell’economia, che non può prescindere dai consumi.
L’affissione selvaggia funziona proprio così, ed i soli che possono rallegrarsene sono tipografie ed attacchini. Il meccanismo è assai più impetuoso di quello immaginato da Keynes: perché per scavare una buca e poi riempirla un poco di tempo ci vuole. Per affiggere un manifesto occorre molto meno tempo.
Ma quanto tempo “dura” un manifesto a Foggia? Abbiamo fatto una prova verificando il tabellone comunale di via Martiri di via Fani.
Il manifesto affisso un giorno non dura fino a quello successivo: dunque l’affissione a raffica o selvaggia che dir si voglia di cui sono protagonisti i candidati provoca una diffusa “mortalità” di manifesti che durano – è il caso di dirlo – nella migliore delle ipotesi lo spazio di un mattino.
L’altro giorno, i supporter di Marco Barbieri avevano “affisso a raffica” i manifesti del loro candidato coprendo tutto l’impianto di via Martiri di via Fani: ieri lo stesso impianto era sommerso dai manifesti di altri candidati.
Scava la buca, riempi la buca, invocava Keynes. Affiggi il manifesto, copri il manifesto, è la teoria dei candidati.
L’operazione sta però diventando costosa, visto che il periodo di visibilità assicurato da un affissione è così basso, e che bisogna ripassarci il giorno dopo.
Le squadre lavorano anche di notte, che è il periodo più concupito nella speranza di poter fare in modo che il mattino successivo a campeggiare sui tabelloni sia il manifesto del proprio candidato.
Dove arriveremo, da qui fino alla fine della campagna elettorale? Ve lo faremo sapere, monitorando l’impianto a frequenze più alte delle ventiquattro ore.
Intanto un lettore ci ha scritto per segnalarci i nomi dei candidati che a suo giudizio più di altri sono protagonisti dell’affissione selvaggia.
“Gentilissimi Signori, – si legge nella lettera – se dovete proprio dire la Vostra mettendo appunto in risalto chi imbratta muri, cabine e quant’altro ci sia da imbrattare è  opportuno, giusto, doveroso e corretto citare tutti quelli che effettivamente imbrattano e non solo alcuni di essi, altrimenti mi dispiace dirlo peccate di parzialità, oppure siete di parte in quanto li dovete citare tutti indistintamente almeno i casi più eclatanti di cui non mi vergogno a fare i nomi;
Lucio Tarquinio, Sergio Clemente, Franco Landella, Paolo Agostinacchio, Antonello Florio ecc..
questi sono i più eccellenti imbrattatori e se ne volete la prova sono disposto a mandarvi centinaia di foto. Mi piacerebbe che metteste in risalto questi nomi.”
Ecco fatto. Siamo stati i primi a  sollecitare i nostri lettori affinché ci segnalassero i candidati che più di altri non rispettano le norme che regolano la campagna elettorale. Il problema è che sono tali e tanti, che temiamo di dover purtroppo proporre ai nostri lettori il contrario: si segnalarci, cioè, i candidati che si distinguono per la loro correttezza. La violazione dovrebbe costituire, infatti, l’eccezione, ma in questa campagna elettorale tutta orientata sull’immagine e del tutto priva di contenuti e di confronto, rappresenta, purtroppo la regola.

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2 commenti leave one →
  1. Domenico permalink
    13 marzo 2010 20:38

    Anche a Monte Sant’Angelo Tarquinio si sta comportando da “sciacallo dello spazio pubblicitario”. Pio Mischitelli, d’altronde, non scherza… San Giovanni Rotondo è tappezzata ovunque di suoi manifesti, specie negli spazi che non sono certamente i suoi…

  2. Domenico permalink
    13 marzo 2010 20:39

    segnalo, invece, il comportamento esemplare tenuto da Franco Salcuni che di attacchinaggio abusivo non vuol sentirne parlare.

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