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Riscuote consensi l’iniziativa di Mangano per il monumento alle vittime del 1943

13 marzo 2010

Cresce l’attenzione e la tensione dell’opinione pubblica per coronare un sogno antico: quello di commemorare i caduti dei bombardamenti del 1943 con un momento, e di fare in modo che la città di Foggia sia, finalmente, una città che ricorda.
Come abbiamo già scritto, Alberto Mangano ha fondato un gruppo su Facebook,
“Un monumento per ricordare i bombardamenti del 43 a Foggia”, accessibile dalla pagina web: http://www.facebook.com/group.php?gid=352769852371. Sono numerosi e positivi i commenti dei nostri lettori a questa iniziativa.
“Insieme – scrive sul nostro blog Nico Baratta – possiamo realizzare il monumento ognuno per la sua parte, coinvolgendo chi vuole adoperarsi. Un sostegno mediatico dei giornali è fondamentale per la riuscita. Foggia ha bisogno di un ricordo tangibile.”
Da registrare anche l’intervento di Salvatore Valerio, che scrive: “Ho proposto ad Alberto di indire un concorso di idee per ricordare con un monumento, quella tragica estate de 1943. Tutto questo al fine di sensibilizzare e “svegliare ” la cittadinanza e le stesse istituzioni.”
A Valerio risponde Gino Longo, noto artista foggiano: “Meglio se a questo eventuale concorso vi partecipano scultori e architetti, per mettere dei paletti. La cittadinanza più che addormentata (fai parte della cittadinanza anche tu) è avvilita e sfiduciata proprio dalle Istituzioni.”
A Longo replica nuovamente Salvatore Valerio: “Secondo me invece dormono .Come dormono le Istituzioni. Si sono scolati una boccetta intera di “Roipnol”. Mi pare chiaro che a questo progetto dovranno partecipare figure professionali.Il problema insorge nel momento in cui dovrai dare delle garanzie “economiche” a chi vincerà questo concorso di idee. Vedremo.”

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  1. Nico Baratta permalink
    13 marzo 2010 23:28

    Scusate un attimo, giacché molti rivivono quegl’anni attraverso ricordi di genitori, zii, nonni, perchè non raccogliere le testimonianze e pubblicare un “Diario del ’43”?
    Sarebbe un modo per ricordare e lasciar tracce ai posteri, per raccogliere fondi e promuovere inizative e dibattiti con altre città che similmente han…no vissuto momenti analoghi.
    Sapete quante storie che mio padre, i miei zii, suoceri e parenti vari mi hanno raccontato di quel periodo e che conservo con dovuta memoria e rispetto?
    Storie di bombe che distruggevano le rotaie mentre mio padre e zii si rifugiavano scappando dalla stazione ferroviaria? Oppure di quando arrivarono gli americani e con loro si cercava di sopravvivere scambiando pane, sigarette, chewingum e cioccolata?
    Diamoci da fare che i posteri attendono.

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