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Comune di Foggia, nuova atmosfera nei rapporti tra maggioranza e minoranza

21 marzo 2010

A Palazzo di Città sbarca il politically correct: ce n’è bisogno, soprattutto quando si affrontano questioni serissime come la crisi finanziaria

Che stia cambiando qualcosa, a Palazzo di Città, e che la politica della discontinuità posta in essere dal sindaco Gianni Mongelli riguarda anche il versante nevralgico dei rapporti con la minoranza, e l’ambito ancora più cruciale e caldo della situazione debitoria dell’amministrazione?
Chi legge il Quotidiano di Foggia sa che su questa storia abbiamo mantenuto sempre un atteggiamento molto fermo ed inequivoco. Dal punto di vista degli schieramenti politici, milioni di euro in più, milione di euro in meno, nessuno può chiamarsi fuori dalle responsabilità della difficilissima situazione finanziaria in cui si dibatte la civica amministrazione.
Un debito così grosso non si accumula né in un anno, né in cinque: viene da più lontano. E non è costato bruscolini alle casse comunali il fallimento della Federico II Airways, la società di navigazione aerea voluta dalla giunta di centrodestra guidata da Paolo Agostinacchio, che ha preceduto quella di centrosinistra capeggiata da Orazio Ciliberti.

PER IL COMUNE UNA TRANSAZIONE AL RISPARMIO
A ben vedere, il solo che non ha responsabilità alcuna nel disastro finanziario del Comune è proprio Gianni Mongelli, al quale va dato atto di aver immediatamente compreso che proseguire nel vecchio andazzo avrebbe portato l’amministrazione a un punto di non ritorno.
Sulla base di questa analisi, abbiamo sempre pensato che il risanamento finanziario della civica amministrazione non sia questione che debba interessare la maggioranza di turno ma, per amore verso la città, debba coinvolgere l’intera amministrazione comunale, in tutte le sue espressioni politiche, tanto di maggioranza, quanto di opposizione.
Per questo non ci erano molto piaciuti gli attacchi sferrati da qualche leader del Pdl, che aveva respinto la proposta di cooperazione formulata dal sindaco Mongelli. Del resto, era stato proprio il coordinatore provinciale del partito di maggioranza relativa, Gabriele Mazzone, ad auspicare un atteggiamento più cooperativo da parte della maggioranza, che aveva accusato di chiudersi a riccio sulla spinosissima questione del risanamento.
Per tutte queste ragioni, va positivamente salutata la notizia del riconoscimento del debito nei confronti dell’Amgas e dell’Amgas Blu, che il consiglio comunale ha approvato nella seduta di ieri. Non tanto nel merito della questione, perché la massa debitoria era, per così dire, “certa” e nasceva dal mancato pagamento di forniture di gas, canoni di locazione, servizi di manutenzione e gestione calore nei confronti delle aziende partecipate dall’amministrazione che, tra l’altro, nella transazione ha spuntato un paio di vantaggi tutt’altro che trascurabili: uno “sconto” del trenta per cento sull’ammontare complessivo del debito e una dilatazione del pagamento che consentirà al comune di pagare una tranche di quanto dovuto utilizzando i proventi della vendita degli immobili comunali inseriti nel Piano delle dismissioni immobiliari che sarà discusso con il bilancio di previsione per il 2010.

NESSUNO PUO’ CHIAMARSI FUORI DAL DISASTRO FINANZIARIO
Come si diceva, non è tanto il merito della questione ad essere innovativo, a lasciare intravedere la possibilità di una nuova e più proficua stagione nei rapporti tra la maggioranza e la minoranza, ma il metodo della discussione. Una discussione pacata, serena, tanto in consiglio comunale, quanto nella competente commissione consiliare.
Tanto per dire, i consiglieri di minoranza hanno consentito, assicurando la loro regolare presenza in aula, che la seduta potesse regolarmente svolgersi, in quanto all’inizio mancava il numero legale, e quanto a questo c’è comunque da stigmatizzare le diverse assenze sui banchi della maggioranza, che hanno fatto correre un serio rischio tanto all’amministrazione quanto alle aziende partecipate. Ancorché non ancora tradotto il “liquidità” nell’intera somma, il riconoscimento del debito rappresenta una serie boccata d’ossigeno per l’Amgas e per l’Amgas Blu, che potranno a loro volta proporre e speriamo ottenere una transazione dai loro creditori, scongiurando il rischio di dover dichiarare fallimento.
La delibera adottata dal consiglio comunale è importante anche perché, per la prima volta, ed almeno per quanto riguarda l’Amgas, è stato acclarato che nel braccio di ferro tra il Comune e l’azienda partecipata aveva ragione quest’ultima. L’esposizione debitoria è stata determinata essenzialmente dal mancato pagamento delle bollette, malvezzo che, stando a quanto dichiarò tempo fa l’allora vicesindaco Potito Salatto, viene molto da lontano. La maggior parte del credito vantato da Amgas nei confronti del Comune risale all’era Agostinacchio. Va detto che la ricostruzione delle diverse fasi che hanno portato ad un debito così consistente è stata puntigliosamente effettuata dal sindaco che ha tra l’altro detto che  alcuni debiti risalgono al 1998 e già nel consuntivo del 2004 si certificava un credito di oltre 5 milioni vantato da Amgas nei confronti del Comune
La possibile novità, il possibile nuovo corso nei rapporti tra maggioranza e minoranza è stato riconosciuto sia dal sindaco Mongelli cheha espresso “apprezzamento per i contributi e la presenza in Aula, inizialmente determinante per lo svolgimento del dibattito” sia dal presidente della commissione consiliare al bilancio, Antonio Paglia, che ha parlato di “un confronto serrato e costruttivo con la minoranza”.
Se sono rose fioriranno. Ma la seduta consiliare di ieri ha finalmente messo in vetrina un consiglio comunale consapevole del suo ruolo, ed un’amministrazione seriamente intenzionata a portare fuori l’ente e la città dalla voragine in cui si sono cacciate.

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